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Il morbo di Alzheimer
 
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Come prendersi cura di una persona affetta da Alzheimer?

La famiglia o il coniuge di una persona affetta dal morbo di Alzheimer desidera spesso prendersene cura il più a lungo possibile. Ma trattandosi di un compito estremamente gravoso, non bisogna temere di farsi consigliare e, perché no, anche aiutare.

Alzheimer: guida alle famiglie
© Getty Images

Benché l'origine della malattia rimanga misteriosa, un fatto è certo: la malattia può incidere negativamente sulle persone più vicine a chi soffre (coniuge, figli, partner, amici, ecc.). È proprio su queste persone che grava un pesante fardello in termini umani, affettivi ed economici, inscindibile dall'accompagnamento del malato. Scopri i nostri consigli per aiutare nel modo migliore te stessa e chi ne soffre.

Il carico psicologico di chi si prende cura del malato

La persona affetta dalla malattia di Alzheimer perde gradualmente contatto con l'ambiente esterno. Viene meno ogni punto di riferimento spazio-temporale. Per il famigliare del malato, è psicologicamente molto difficile accettare di non essere più riconosciuto (nel vero senso della parola) o di non riuscire più a spiegare i gesti sconclusionati del malato.

Con il passare del tempo, l'evoluzione della malattia diventa scoraggiante, nonostante il quadro degenerativo venga in parte rallentato dalla somministrazione di trattamenti mirati e da una buona dose di cure amorevoli; Infine, le complicanze generate dalla malattia di Alzheimer finiscono molto presto per mettere alla prova e superare di gran lunga le capacità di chi si prende cura del malato, specie nel caso di un coniuge anziano: anche se armato delle migliori intenzioni, non sarà comunque in grado di far sempre fronte a ogni situazione.

Tuttavia, chiunque desideri dare una mano può farlo. I consigli dispensati da associazioni e istituti sono certamente da privilegiare rispetto alle linee guida fornite di seguito, il cui scopo consiste unicamente nel far capire che è possibile partecipare attivamente per alleviare la sofferenza causata dalla malattia.

Ecco i sette punti cardinali per chi si prende cura del malato.

1 - Mantieni integro il suo ambiente

Il malato deve poter rimanere nell'ambiente che gli è familiare il più a lungo possibile. Il contesto di quotidianità in cui vive lo tranquillizza, permettendogli di mantenere i suoi punti di riferimento. In questo modo potrà conoscere meglio chi lo circonda, attenuando il senso di angoscia e di ansia che si genererebbe inevitabilmente in un ambiente del tutto sconosciuto.

Cerca di mantenere un tono di voce pacato e non perdere la pazienza. Non cambiare mai le sue abitudini e assicurati che intorno a lui sia presente il minor numero di fattori di stress. È fondamentale che riesca a riconoscere i posti. Ad esempio, puoi far riverniciare le porte di casa di un determinato colore o sistemare una serie di oggetti in modo che il malato li segua come farebbe con un elenco. In questo modo, ritroverà più facilmente la porta della sua camera da letto o saprà riconoscere l'occorrente per la sua igiene personale. Incoraggia le visite da parte di amici e parenti: è possibile che il malato riconosca alcune persone che gli sono care. Tuttavia, questi contatti devono essere brevi. In ogni caso, presentagli le persone che gli fanno visita, cercando di collocarli nel contesto in cui li ha conosciuti. In questo modo puoi fargli ritrovare più facilmente i punti di riferimento spazio-temporali.

2 - Proteggilo dai rischi

Arreda la casa o l'appartamento nel modo più funzionale possibile. Togli i tappeti: rappresentano un potenziale pericolo. Fai lo stesso con i mobili instabili o traballanti, se presenti.

Se alcuni mobili costituiscono un ostacolo al passaggio del malato, non esitare a spostarli: più l'ambiente è privo di pericoli, più il malato può essere autonomo.

Controlla che assuma correttamente la terapia farmacologica e pasti regolari. Non lasciarlo mai passeggiare da solo fuori casa. I rischi di fuga sono elevati e possono essere pericolosi. Per maggiore sicurezza, se prevedi di fare passeggiate all'aperto, fagli indossare un bracciale o una medaglia: questo accorgimento può rivelarsi utile per farsi aiutare a ritrovare la strada di casa qualora si perda. 

3 - Rassicuralo

L'ansia che avverte il malato è spesso generata dalla consapevolezza dei disturbi che lo affliggono. Per questo il tuo ruolo è importante. Durante la giornata, prevedi del tempo libero prediligendo attività semplici (camminate, incontri, visite, ecc.). Evita situazioni che possono generare stress. Se il malato si dimostra incoerente nei suoi propositi, non correggerlo. Lascia che si esprima. Di notte, lasciagli accesa la luce del comodino accanto al letto. La luce soffusa contribuirà ad attenuare il senso di angoscia.  

4 - Migliora la comunicazione

Devi parlare lentamente e con calma. Il malato dimentica le parole, e il suo livello di comprensione diminuisce. Fai attenzione a formulare frasi semplici, chiare, facili da capire in modo che rimanga in contatto con te e con il mondo esterno.  

5 - Conserva la sua autonomia

Seguire le regole igieniche elementari, andare in bagno e alimentarsi in modo autonomo sono talvolta attività impossibili per il malato. In questo caso, fai attenzione alle sue esigenze. Il personale preposto alle cure (medici, infermieri, chinesiterapisti, psicologi) è in grado di aiutarti. Un ergoterapista saprà fornirti utili consigli per semplificare l'espletamento delle attività giornaliere. Organizzale per piccole tappe, semplici, che non stanchino il malato. Aiutalo a svolgere queste attività: non farlo tu al posto suo. È necessario che il malato mantenga la propria autonomia il più a lungo possibile.  

6 - Soddisfa i suoi bisogi affettivi

Metti della musica classica o "soft". Comportati con dolcezza con lui tenendolo per mano e accarezzandolo. Stai certa che saprà comprendere questi gesti e che cercherà di comunicarti quanto apprezza la tua presenza.

7 - Aiutalo a mangiare

Il paziente affetto dalla malattia di Alzheimer deve continuare ad alimentarsi in modo equilibrato. Il momento dei pasti è spesso fonte di difficoltà, perché i malati giocano spesso con il cibo e non capiscono quale sia l'importanza di assumerne. Devi stimolarlo a mangiare preparandogli dei piatti che gradisce.

Come per qualsiasi altra attività, occorre proporgli una cosa alla volta: un unico piatto, quantità ridotte; se il piatto è freddo, riscaldalo, servilo tiepido, taglia la carne a pezzettini, e così via. Se il malato ha dei problemi di coordinazione, fatti aiutare da uno specialista (ergoterapista). Quindi, per poter svolgere al meglio il tuo ruolo, non esitare a usufruire delle competenze del personale preposto alle cure.

Cerca anche del conforto per te stessa. Puoi rivolgerti a uno psichiatra o a uno psicologo che ti fornirà gli strumenti per comprendere meglio cosa accade e che ti aiuterà a incanalare nel modo migliore la tua energia. Analogamente, non esitare a incontrare i membri delle associazioni. Poiché queste persone sono passate attraverso le tue stesse fasi, sapranno darti tutti i consigli del caso per assicurare le migliori condizioni di vita a te e alla persona ammalata a cui hai deciso di dedicare tutto il tuo tempo e il tuo amore.

Dr. Jean de Présilly

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06/12/2012

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