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L’otite

Malattia tra le più comuni, è la causa più frequente di richiesta di consulenza all’otorinolaringoiatra in età infantile e non di rado colpisce anche gli adulti, seppur con caratteristiche completamente diverse. Scopri con Doctissimo i sintomi e come curarla.

L’otite
© Getty Images

Per otite s’intende un’infiammazione dell’orecchio. Si tratta di una patologia abbastanza frequente, soprattutto in età infantile, che può però presentarsi in forme differenti e avere diverse cause, come ci spiega il dottor Marco Piemonte, presidente della Società italiana di otorinolaringoiatria e direttore della Struttura operativa complessa di otorinolaringoiatria dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.

Dottor Piemonte, esistono diverse forme di otite. Ci può spiegare quali?

Innanzitutto bisogna distinguere tra le otiti esterne, che interessano il condotto uditivo, e le otiti medie, cioè le otiti nell’accezione comune del termine, che colpiscono quella parte dell’orecchio dove si trova la cavità del timpano. Ci sono poi anche infiammazioni dell’orecchio interno, queste vengono però definite labirintiti. Si tratta di tre situazioni completamente diverse, che di conseguenza necessitano di diagnosi e trattamenti differenti.

Quali sono i sintomi dell’otite?

Le otiti esterne provocano generalmente sensazione di chiusura dell’orecchio, spesso con tumefazione del condotto uditivo, ma anche secrezione sierosa o purulenta e/o dolore a livello dell’imbocco del condotto uditivo.
Le otiti medie invece possono a loro volta essere distinte in diverse tipologie. Le forme più comuni sono l’otite media acuta (Oma) e l’otite media con effusione (Ome). Il primo caso si caratterizza per un dolore molto marcato all’interno dell’orecchio, calo di udito e, a volte, una sensazione di pulsazione. Il dolore è dovuto principalmente alla secrezione siero-mucosa, a volte purulenta, che si deposita nella cavità del timpano, spingendo con forza la membrana verso l’esterno, ma anche alla liberazione di sostanze ad azione irritante e pro-dolorifica. Le otiti medie con effusione sono invece  generalmente più persistenti, ma meno dolorose o asintomatiche: la secrezione mucosa o sierosa infatti non si sovrainfetta in forma manifesta e dà solo la sensazione di avere l’orecchio tappato. Spesso in questi casi, se non vengono rimosse le cause principali di infiammazione ed irritazione, la possibile conseguenza è un’otite secretiva di tipo cronico.

Quindi una sintomatologia facilmente riconoscibile?

Sì, di solito il malato riconosce e riferisce con facilità questi sintomi. Un’eccezione è rappresentata dai bambini piccoli che, soprattutto fino ai 2-3 anni, non sono in grado di spiegarsi chiaramente, ma danno indicazioni indirette: qualche volta riferiscono il mal d’orecchio come mal di testa oppure, in genere, hanno difficoltà ad alimentarsi, piangono facilmente, si svegliano di notte, portano frequentemente la mano all’orecchio.

Cosa provoca l’otite?

Le forme di otite media acuta sono prevalentemente di tipo infettivo. I principali responsabili sono tre batteri definiti “Infernal trio”: lo streptococcus pneumoniae, l’haemophilus influenzae e la moraxella catarrhalis. Va segnalato anche un quarto batterio, in passato solo raramente responsabile di otiti, ma che negli ultimi anni per modificazioni dei batteri in parte spontanee e in parte indotte dalle terapie antibiotiche, sta prendendo piede anche in questa patologia: lo streptococcus pyogenes. Ci sono poi forme di origine virale, altre di tipo irritativo cronico, di tipo infiammatorio aspecifico, di tipo allergico. Esistono anche otiti micotiche, cioè causate da infezioni da funghi.

Come si cura l’otite?

Ci sono protocolli di tipo internazionale che differiscono a seconda dell’età del malato. Nei bambini fino a due anni, indipendentemente dalle sue caratteristiche, l’otite va trattata precocemente con antibiotico, perché è maggiore l’incidenza di possibili complicanze. Dai due ai 15-16 anni in caso di forme con una manifestazione clinica importante si parte comunque subito con l’antibiotico, mentre nelle forme meno importanti è opportuno attendere fino a 72 ore, perché capita di frequente che la patologia si risolva spontaneamente e necessiti quindi solo di una terapia di tipo sintomatico con antidolorifici. È necessario però che il bambino sia strettamente controllato, perché un peggioramento della sintomatologia o della clinica può richiedere la tempestiva somministrazione di antibiotici. Nell’adulto la valutazione va fatta a seconda dei casi, nelle forme molto leggere si può agire anche solo con antidolorifici e antinfiammatori, altrimenti si ricorre a una terapia antibiotica. In alcuni casi specifici esistono poi anche delle indicazioni chirurgiche.

Quali complicanze possono derivare da un’otite?

Devo dire che a seguito delle migliori condizioni di vita e dell’assistenza sanitaria e della diffusione degli antibiotici, le complicanze da otite sono calate esponenzialmente. Se agli inizi del ‘900 le complicanze da otite purulenta erano la sesta causa di morte in Italia, fortunatamente oggi sono eventi davvero eccezionali. Comunque nel bambino la complicanza più frequente è la mastoidite, che si manifesta con dolore e tumefazione a livello del solco retroauricolare con estroflessione del padiglione. Altre complicanze sono dolori e vertigini da labirintite e, più di rado, paralisi del nervo facciale. Esistono poi complicanze ancora più gravi di tipo endocranico, ma ormai sono eventi davvero molto infrequenti.

È possibile prevenire l’otite?

È molto difficile. Al di là dei comuni provvedimenti igienici direi che la cosa principale che si può fare è evitare di esporsi ed esporre i bambini al fumo di sigaretta ambientale, riconosciuto con certezza come fattore predisponente.

Cecilia Lulli

Scritto da

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21/12/2010

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