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L’influenza

Torna a colpire puntualmente ogni inverno, prevalentemente tra dicembre e marzo, costringendo a letto all’incirca il 10-20% degli italiani: è l’influenza, una delle malattie più diffuse al mondo. Cerchiamo allora di conoscerla meglio.

L’influenza
© Getty Images

L’influenza è una malattia respiratoria acuta di tipo virale. Il primo isolamento del virus influenzale nell’uomo risale al 1933 e da allora ne sono stati identificati tre tipi differenti che costituiscono gli Orthomixovirus: il virus tipo A e il virus tipo B, responsabili della sintomatologia influenzale classica, e il tipo C generalmente asintomatico. La caratteristica di questi virus è quella di avere la capacità di variare per aggirare la nostra barriera immunitaria e colpire anche coloro che hanno già contratto la malattia in passato. Ecco perché il vaccino antinfluenzale deve essere modificato di anno in anno.

Come si trasmette?

I virus influenzali si annidano nel muco e nella saliva e si trasmettono per contatto con persone infette penetrando attraverso le mucose, ma possono diffondersi anche per via aerea, quindi attraverso la respirazione, dal momento del contagio fino ai tre-quattro giorni successivi ai primi sintomi. Ecco perché il contagio risulta più semplice nel periodo invernale quando il freddo ci costringe al chiuso, in luoghi spesso affollati.

Quali sono i sintomi?

Fortunatamente si tratta generalmente di una patologia non grave, che si risolve spontaneamente nel giro di circa una settimana, anche se tosse e un leggero malessere possono perdurare più a lungo. I suoi sintomi si manifestano abbastanza improvvisamente e comprendono: febbre, brividi, dolori ossei e muscolari, mal di testa, mal di gola, tosse, naso chiuso e un senso di malessere generale. Negli anziani i disturbi si manifestano invece più lentamente e la febbre di solito rimane bassa. Lo stesso vale per i lattanti, che spesso presentano però anche vomito e diarrea.

Come curarla?

Proprio perché abitualmente l’influenza di risolve spontaneamente, i farmaci più utilizzati sono quelli mirati ad alleviarne i sintomi, come per esempio gli antipiretici. Sono stati inoltre individuati due farmaci ad azione antivirale efficaci contro l’infezione da virus di tipo A nel 70-90% dei casi: l'amantadina e la rimantadina. Si tratta però di medicinali che andrebbero usati solo in caso di rischio di gravi complicazioni, perché possono avere effetti collaterali di tipo neurologico e anche favorire lo sviluppo di virus farmaco-resistenti. In ogni caso l'amantadina è sconsigliata per i bambini al di sotto di un anno di età. Da una decina d’anni è poi stato introdotto in Italia un altro antivirale, lo zanamivir, che agisce rallentando la propagazione del virus, e non sembra indurre la formazione di ceppi resistenti. Inoltre è attivo non solo contro i virus influenzali di tipo A, ma anche contro quelli di tipo B, a condizione che sia assunto entro 48 ore dall’insorgenza dei primi sintomi. Questo farmaco non può però essere somministrato ai bambini sotto i dodici anni e durante l’allattamento.

Prevenire si può

La principale arma di prevenzione contro l’influenza è il vaccino, che riduce le probabilità d contrarre la malattia e, allo stesso tempo, garantisce sintomi più lievi in caso di contagio. La vaccinazione è particolarmente consigliata per i cosiddetti soggetti a rischio, persone cioè più esposte, nel caso contraggano la malattia, al rischio di complicanze anche serie. Sono considerati soggetti a rischio coloro che hanno più di 64 anni, i bambini a partire dai sei mesi di età e gli adolescenti sottoposti a una terapia a lungo termine a base di aspirina e tutti coloro che prevedono di doversi sottoporre a interventi chirurgici o soffrono di particolari patologie, da disordini cronici di tipo respiratorio – asma compreso –  a malattie metaboliche croniche come, per esempio, diabete, disfunzioni renali, immunodepressione o fibrosi cistica.

Fonte: Istituto Superiore di Sanità

Cecilia Lulli

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21/12/2010

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