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Il raffreddore

È sempre esistito e probabilmente è la malattia più diffusa al mondo – secondo alcune stime solo negli Stati Uniti il raffreddore sarebbe responsabile di 250 milioni di giornate di malattia e 30 milioni di giornate di assenza dal lavoro – eppure non siamo ancora in grado di curarlo, ma dobbiamo limitarci ad alleviarne i sintomi. Cerchiamo di capire meglio come prevenirlo e curarlo!

Il raffreddore
© Getty Images

È sempre esistito e probabilmente è la malattia più diffusa al mondo – secondo alcune stime solo negli Stati Uniti il raffreddore sarebbe responsabile di 250 milioni di giornate di malattia e 30 milioni di giornate di assenza dal lavoro – eppure non siamo ancora in grado di curarlo, ma dobbiamo limitarci ad alleviarne i sintomi. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta con l’aiuto del dottor Marco Piemonte, presidente della Società italiana di otorinolaringoiatria e direttore della Struttura operativa complessa di otorinolaringoiatria dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.

Dottore, il raffreddore è una vera e propria malattia?

Sì, è una malattia a localizzazione prevalentemente nasale, che può essere causata da diversi tipi di virus. All’incirca nel 30% dei casi il responsabile è un rhinovirus, nel 10% un coronavirus, mentre nel restante 60% è dovuto a un’altra serie di virus. È proprio il fatto che possa essere causato da agenti infettivi differenti a rendere difficile la scoperta di una cura specifica, senza contare che, per quanto concerne i rhinovirus, ne esistono diversi ceppi come per l’influenza. Fortunatamente si tratta di una malattia che tende a risolversi spontaneamente nel giro di 5-10 giorni, solo alcune categorie considerate a rischio devono prestare particolare attenzione.

Quali sono queste categorie?

Penso ai bambini molto piccoli e agli anziani molto avanti con l’età o alle persone immunodepresse.

Quali sono i sintomi caratteristici?

I più tipici sono naso chiuso, starnuti frequenti, scolo di muco dal naso e lacrimazione abbondante, ma possono presentarsi anche congiuntivite, mal di testa, orecchio chiuso, tosse, difficoltà di respirazione e, molto di rado negli adulti, un lieve aumento della temperatura corporea.

Come intervenire?

Benché di origine virale, in caso di raffreddore non sono indicati i farmaci antivirali, poiché sono costosi, hanno importanti effetti collaterali e impiegano alcuni giorni ad agire. Gli adulti possono però ricorrere ad altri farmaci che agiscono alleviando i fastidiosi sintomi della malattia come gli antistaminici, efficaci a livello nasale, e gli antinfiammatori non steroidei (FANS) contro mal di testa e altri dolori. Sconsiglio invece i farmaci che ottengono un effetto decongestionante tramite vasocostrizione che, seppur efficaci, quando utilizzati spesso e per lunghi periodi, finiscono per provocare un effetto rebound, ossia un aumento della congestione nasale non appena si interrompe il loro utilizzo.

E gli antibiotici?

Anche se spesso si sente dire il contrario gli antibiotici non hanno nessun effetto su malattie di tipo virale come il raffreddore. Oltre a non essere efficaci, il loro uso scorretto contribuisce alla comparsa di batteri resistenti al farmaco. Dunque gli antibiotici non sono indicati in caso di raffreddore se non quando prescritti dal medico in casi particolari, per esempio quando dal raffreddore si passa a complicanze come sinusite, bronchite, otite, o in quelle fasce di popolazione considerate a rischio cui accennavamo poco fa.

Cosa ne pensa invece dei cosiddetti rimedi della nonna?

Certamente non si tratta di suggerimenti medici, ma una tazza di latte caldo arricchita di un emolliente come il miele o un prosudatorio come un alcolico può avere effetti benefici a livello sintomatico.

C’è qualcosa che possiamo fare a scopo preventivo?

Purtroppo non ci sono possibilità di prevenzione assoluta. Naturalmente restano validi alcuni accorgimenti come fare attenzione a lavarsi bene le mani e, soprattutto in inverno, evitare gli ambienti chiusi e affollati. A livello farmacologico esistono poi i cosiddetti immunostimolanti aspecifici, che non hanno in genere controindicazioni e possono essere utili soprattutto per coloro che hanno un sistema immunitario debole o compromesso.

Cecilia Lulli

Scritto da

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21/12/2010

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