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Cosa mangiare in caso di gastroenterite?

La fine dell’anno è spesso caratterizzata dall’arrivo della gastroenterite. Come gestire questi giorni penosi? Come alimentarsi per limitare la durata dei sintomi e ricostruire la flora intestinale? Ecco alcuni consigli su cosa mangiare in caso di gastroenterite.

Gastroenterite: cosa mangiare?
© Getty Images

La gastroenterite, ovvero l'influenza intestinale

Arrivano le feste e la gastroenterite non si fa attendere: nel nostro paese, infatti, essa torna a colpire tendenzialmente tra dicembre e marzo. Tale infezione del tratto intestinale porta con sé diarrea acquosa, vomito e crampi addominali. Il periodo di incubazione è di circa due giorni e, complessivamente, la malattia dura dai 3 agli 8 giorni: i primi sintomi a comparire sono febbre e vomito, che diminuiranno dal secondo giorno, poi si presenta la diarrea che può continuare per una settimana.
Seguire una giusta alimentazione e idratazione è il primo passo per guarire da questa influenza intestinale.

Bere molto per evitare la disidratazione

Vomito e diarrea comportano una perdita di liquidi e di sali minerali. Per compensarla ed evitare la disidratazione, bisogna bere molto: almeno 2 litri di liquidi al giorno (preferibilmente acqua naturale e ricca di sodio, brodo di verdure salato, tisane zuccherate...). Evitare le bibite gassate che possono favorire i meteorismi e, naturalmente, evitare le bevande alcoliche che favoriscono la disidratazione.
Inoltre, è consigliato bere a piccoli sorsi per evitare che torni la nausea: grandi sorsate influiscono sullo stimolo del vomito.
Una volta raggiunta una certo livello di stabilità nella tolleranza dei liquidi potete iniziare a reintegrare alimenti. 

Riprendere poco a poco un’alimentazione varia

Durante i primi giorni spesso è difficile mangiare. Man mano che il transito si calma è importante riprendere un’alimentazione varia. Non appena si ricomincia a mangiare, si consiglia di fare più pasti nel corso della giornata.

In quel caso è preferibile scegliere: pesce bollito o cotto a vapore, carne ai ferri, riso ben cotto, pasta, carote cotte, formaggi a pasta cotta, yogurt, mele grattugiate o a pezzetti, banane mature e fette biscottate con miele o gelatine di frutta.

Invece bisogna evitare gli alimenti ricchi di fibra che stimolerebbero il transito intestinale. Non mangiare quindi cereali integrali (pane integrale, riso integrale...), frutta e verdure crude e legumi (fagioli secchi, lenticchie...).

Nei tre giorni successivi a questo episodio di diarrea, evita gli eccessi e riprendi progressivamente la tua alimentazione normale.

Come reintrodurre i cibi nella vostra dieta

Per riabituarvi a mangiare è consigliato cominciare dai cibi in bianco: alimenti come i crackers, le banane, il pane tostato, il riso e il pollo, sono più facili da digerire. Ovviamente, se la nausea si ripresenta, non forzatevi. 
Perché questi alimenti sono consigliati? Essi sono costipanti, favoriscono la reidratazione e vi daranno un po' di forza. Per ripristinare maggiormente i sali minerali persi a causa della diarrea, potete aggiungere alla vostra dieta una soluzione di reidratazione orale.

Quali cibi evitare

Qui di seguito una lista di alimenti da evitare, poiché possono peggiorare la vostra situazione.

  • bevande zuccherate: rendono le feci più liquide, a causa dello zucchero che, transitando attraverso l'apparato digerente, attira verso di sé più acqua
  • i succhi di frutta 
  • caffeina: le bevande contenenti questa sostanza non disidratano ma nemmeno favoriscono particolarmente l'idratazione; tutt'al più esse agiscono come diuretici e come lassativi
  • il latte e i suoi derivati: possono solo che peggiorare la diarrea

Infine, cercate di riposatevi: questa malattia, e la disidratazione che ne consegue, potrebbe indebolirvi e spossarvi molto. 

Emilie Lefèvre
Linda Ferrondi 

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11/03/2013

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