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L'epidemia del virus chikungunya

Dall'Asia al Pacifico fino ai Caraibi e adesso anche sulle coste catalane, il virus chikungunya non conosce frontiere climatiche né geografiche. Ecco tutto ciò che devi sapere per proteggerti da questo virus giramondo.

Il virus chikungunya
© Getty Images

Chikungunya è un virus che si trasmette tramite la puntura della zanzara di tipo Aedes, che è stato identificato per la prima volta all'inizio degli anni cinquanta nell'Africa orientale.

Qual è la situazione dell'epidemia nel mondo?

Il virus, scoperto in Tanzania nel 1952, è arrivato ai Caraibi a dicembre dell'anno scorso. Il primo caso è stato accertato sul territorio francese di Saint Martin e sei mesi dopo si è diffuso in venti paesi della regione.

Haiti ha confermato almeno 15.578 casi e l'Organizzazione Panamericana della Sanità (OPS) ha reso noti altri 38.639 casi nella vicina Repubblica Dominicana. Questi sono i paesi più colpiti, insieme alle isole di Guadalupe e Martinica. L'Organizzazione Panamericana della Sanità ha segnalato che da quando il virus è stato documentato nei Caraibi tra il 2013 e il 2014 sono stati registrati circa 165.000 casi (sospetti o accertati), con 14 decessi.

Dato l'imminente inizio della stagione delle piogge nella regione, l'allerta si è esteso a diversi paesi dell'America centrale e settentrionale. Negli Stati Uniti sono già stati rilevati 80 casi, 25 dei quali in Florida. Non si tratta di contagi autoctoni, ma di viaggiatori che hanno contratto il virus durante la permanenza ai Caraibi.

Sono anche stati individuati casi del cosiddetto "contagio importato" in Venezuela, Panama, Brasile, Cile e Cuba. Il virus è stato rilevato anche in El Salvador, in allerta dopo la scoperta di oltre 1.000 casi.

La situazione in Europa

La Generalitat ha da poco emanato un allarme epidemiologico nelle comarche di Maresme e La Selva (Barcellona e Girona), a seguito della comparsa di tre casi importati di chikungunya. In questi casi la malattia è stata diagnosticata al rientro da un viaggio ai Caraibi.

Negli ultimi anni sono stati registrati circa 10 casi. Il Ministro della Sanità non dispone di un registro specifico dei casi di chikungunya poiché per questa malattia non vige l'obbligo di segnalazione alle autorità sanitarie da parte dei medici. Il Ministero ha comunque confermato che i casi noti non sono autoctoni ma importati.

Il pericolo che il virus si estenda in Spagna è concreto: dal 2004, anno in cui è stata segnalata per la prima volta la zanzara tigre in Sant Cugat del Vallès (Barcellona), la presenza di questo insetto si è infatti estesa e consolidata in decine di Comuni della costa catalana.

Come si trasmette il virus chikungunya?

Il virus si trasmette attraverso la puntura di zanzare appartenenti alla stessa famiglia, Aedes aegypti e Aedes albopictus o zanzara tigre, responsabili anche della trasmissione del virus della dengue. Sebbene la zanzara tigre rimanga confinata in zone tropicali o subtropicali, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ne è stata rilevata la presenza anche in zone più temperate. Le persone infettate non sono contagiose.

Il contagio per emotrasfusione o trapianto non è escluso a livello teorico, anche se finora non sono stati riportati casi di questo tipo.

Studi recenti suggeriscono che, anche se raramente, una donna in gravidanza che contragga il virus potrebbe contagiare il neonato al momento del parto per contatto con il sangue infettato. Non sono disponibili dati relativi al rischio di trasmissione del virus al neonato mediante allattamento o, viceversa, alla sua funzione protettiva. A titolo precauzionale, si consiglia di non allattare al seno nella fase acuta della febbre.

Quali sono i sintomi del virus chikungunya?

I sintomi sono simili a quelli della dengue, anch'essa trasmessa da punture di zanzara. All'incirca una settimana dopo la puntura, compaiono i sintomi dell'influenza, con febbre alta, mal di testa e fortissimi dolori articolari.

In lingua swahili, la parola chikungunya significa "uomo che si contorce", a causa del dolore intenso che caratterizza questa malattia. Più raramente si osservano eruzioni cutanee ed emorragie benigne (gengive sanguinanti, sanguinamenti dal naso), soprattutto nei bambini.

Esistono forme gravi di questa malattia?
La malattia può cronicizzarsi, con artralgie significative. Un numero modesto di pazienti ha sviluppato meningoencefalite (patologia caratterizzata da infezione o infiammazione delle meningi e del cervello). In genere la malattia non evolve verso queste forme gravi.

Quali soggetti sono più predisposti verso eventuali complicazioni dovute al contagio? 
I neonati infettati poco dopo la nascita, gli adulti di età superiore a 65 anni e le persone che soffrono di ipertensione, diabete o malattie cardiache.

Qual è la terapia per il virus

La terapia è di tipo sintomatico. Si basa sull'uso di analgesici e antinfiammatori per alleviare il dolore, riposo e opportuna idratazione. In presenza di segnali caratteristici della malattia, è importante sottoporsi al più presto a una visita medica.

In che modo è possibile proteggersi?
Non esistono vaccini o terapie preventive. Le uniche misure preventive consistono nell'eliminare la presenza delle zanzare all'interno e all'esterno della casa. È importante proteggersi da possibili punture utilizzando repellenti in spray o crema o diffusori elettrici, indossando indumenti che coprano le braccia e le gambe e installando zanzariere. Se si usa una lozione solare protettiva, questa deve essere applicata prima del repellente.

Nelle zone infestate è anche consigliabile impregnare gli abiti con insetticidi piretroidi. Dato che i repellenti non devono essere applicati sui neonati e sui lattanti, è indispensabile proteggere la culla con zanzariere, preferibilmente impregnate di insetticida. Infine, è importante sapere che le zanzare sono più attive nelle prime ore del mattino e all'imbrunire.

Annullo il mio viaggio ai Caraibi?
È indispensabile adottare la misure preventive contro le punture di zanzara e conoscere i sintomi provocati dal virus chikungunya. È fondamentale consultare un medico al primo sintomo.

Per i bambini piccoli, le misure di protezione contro le punture di zanzara sono molto limitate. Non potendo applicare repellenti fino all'età di tre mesi, i neonati possono essere protetti solo con zanzariere impregnate di permetrina.

Se hai bambini piccoli e hai intenzione di recarti ai Caraibi quest'estate, faresti meglio a cambiare programma, privilegiando una destinazione in cui le malattie trasmesse dalle zanzare non siano endemiche o epidemiche.

Estela Estrada

Fonti
Miami Herald
La Vanguardia
El Pais
Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie
Medscape

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14/08/2014

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