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Le malattie congenite del cuore

Capita che il cuore si ammali nel corso degli anni per uno stile di vita poco corretto e salutare, ma ci sono anche dei casi in cui si nasce con una malformazione cardiaca: le malattie congenite del cuore. In questi casi i sintomi possono manifestarsi in età adulta come dai primi mesi di vita, a seconda dell’entità della malattia.

La cardiopatia congenita
© Getty Images

Cosa sono le malattie congenite del cuore

Le malattie congenite del cuore sono delle malformazioni presenti fin dalla nascita, più frequenti in bambini la cui madre a sua volta ne ha sofferto. Le malformazioni possono riguardare solo una parte del cuore, come le valvole cardiache, o la sua intera struttura, e a seconda della gravità si distinguono in malattie congenite del cuore lievi, moderate e gravi. Le gravi mettono a rischio la vita del bambino fin dalle prime ore di vita impedendo al cuore di funzionare bene. In alcuni casi si definiscono cianotiche per il colorito bluastro della pelle associato a queste patologie. Nelle malattie congenite moderate, invece, la diagnosi spesso arriva nei primi mesi di vita del bambino senza comportare rischi per la sua vita. Le lievi sono per lo più asintomatiche, e la guarigione può anche essere spontanea. Proprio per l’assenza di sintomi non di rado la diagnosi viene fatta in età adulta.

Il difetto interventricolare

La malattia congenita più frequente è il difetto interventricolare, ovvero la presenza di uno o più fori sul setto interventricolare, la parete che separa il ventricolo destro dal sinistro all’interno del cuore. Nel feto è normale che i due ventricoli, come i due atri, comunichino tra loro, ma entro il primo anno di vita dovrebbe crearsi un setto che li divide ermeticamente, cosa che a volte non succede. I sintomi di questa malattia dipendono dalla sua gravità. Se di lieve entità il bambino non manifesta sintomi, se non un soffio al cuore all’auscultazione, e non è escluso che il foro si chiuda spontaneamente con la crescita. Può capitare in casi meno frequenti che il difetto non venga diagnosticato in età infantile e non si risolva spontaneamente per cui anche un adulto può scoprire di avere un difetto interventricolare. Se invece è grave, c’è un cospicuo passaggio di sangue dal ventricolo sinistro al destro, provocando l’aumento della pressione sanguigna nell’arteria polmonare. I sintomi in questo caso sono quelli tipici di una cardiopatia, tra cui facile affaticamento, sudorazione abbondante, scarso appetito e una crescita del bambino più lenta del normale. Se nel caso di un difetto interventricolare di lieve entità basta monitorare con periodici controlli lo stato della malattia, in caso il disturbo sia grave bisogna prendere in considerazione l’intervento anche nel primo anno di vita del bambino. Nonostante immaginare un bambino così piccolo che si sottopone a un intervento così importante sia un colpo al cuore per i genitori, bisogna tener presente che la percentuale di successo è intorno al 98%.

Difetto interatriale o forame ovale pervio

Come per i ventricoli, anche gli atri possono avere lo stesso problema: il forame ovale pervio, ovvero il passaggio di sangue tra i due atri a causa di un foro nel setto interatriale, la parete che li divide. Il difetto interatriale fa si che il sangue venoso, non ossigenato, dell’atrio destro passi in quello arterioso, ossigenato, dell’atrio sinistro e viceversa. Come il difetto interventricolare, se di lieve entità può chiudersi spontaneamente con la crescita senza dare complicazioni. Solitamente è privo di sintomi perché la forma lieve è la più riscontrata di questa patologia, tranne per due possibili complicanze. La prima riguarda chi fa immersioni subacquee, perché a causa di questo malfunzionamento potrebbe andare incontro a embolia anche rispettando le tabelle di decompressione. La seconda complicazione, invece, è che col sangue venoso, dall’atrio destro, passino dei coaguli di sangue, ovvero dei piccoli trombi, che possono arrivare al cervello causando un’ischemia o un ictus. Quando il soggetto non guarisce spontaneamente in età infantile, l’intervento chirurgico è spesso la migliore strada da percorrere per il difetto interatriale.

Oggi grazie a tecniche diagnostiche sempre più efficaci e accurate, come l’ecocardiografia, è possibile riscontrare la presenza di malattie congenite del cuore anche prima della nascita, così da essere pronti a intervenire su quelle gravi nel momento più opportuno.

Giuditta Danzi

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19/05/2014

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