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L’ernia iatale: sintomi, diagnosi e cura

L’ernia iatale è la lesione più frequente del tubo digerente. Quali sono i sintomi e quali le migliori terapie?

L'ernia iatale
© Getty Images

Ernia iatale: che cos’è?

L’ernia iatale è il passaggio permanente o intermittente di una porzione dello stomaco attraverso l’orifizio esofageo (chiamato anche iato o foro esofageo). Il passaggio dell’estremità superiore dello stomaco nell’orifizio iatale sopravviene quando lo stomaco e il basso esofago non sono fissati solidamente.

Nel 90% dei casi, è il cardias (la parte alta dello stomaco) a scivolare verso l’alto, uscendo dall’addome e ritrovandosi nel torace. Le cause possono essere multiple, per esempio un aumento della pressione nell’addome, l’obesità o un accorciamento congenito dell’esofago.  

Nel 10% dei casi, avviene una rotazione della grande tuberosità (il fondo) dello stomaco che passa attraverso l’orifizio diaframmatico mentre il basso esofago e il cardias rimangono al loro posto. La causa si situa generalmente in un difetto congenito dello iato del diaframma, ma può avvenire anche in seguito a un trauma.  

L’ernia iatale è la lesione più frequente del tubo digerente.

I sintomi dell'ernia iatale

Il reflusso gastroesofageo è il sintomo principale (bruciore dietro lo sterno) soprattutto quando è posturale (il dolore aumenta quando viene applicata una pressione sullo stomaco).

Ma esistono altri segni che possono orientare la diagnosi:

  • Dolore alla deglutizione (disfagia che può far temere un’esofagite);
  • Dolore allo stomaco;
  • Leggera anemia con pallore e fatica, legati a delle piccole perdite di sangue digestive;
  • Trombosi venosa degli arti inferiori (flebite);
  • Vomito con sangue (ematemesi).

Vanno ricercate sistematicamente altre lesioni del tubo digerente, spesso associate all’ernia iatale: litiasi della colecisti, ulcera, gastrite, diverticolosi colica. Allo stesso modo, in presenza di una di queste manifestazioni, va ricercata sistematicamente l’ernia iatale.   

Ernia: esami e analisi complementari

Sin dalla radiografia polmonare, il medico può dedurre l’assenza della tasca d’aria gastrica.   

Sarà soprattutto il transito eso-gastro-duodenale, seguito tramite radioscopia, a mettere in evidenza l’ernia iatale e l’eventuale reflusso gastroesofageo.

La fibroscopia conferma la diagnosi e cerca eventuali complicazioni (esofagite da reflusso gastro-esofageo). 

Cura dell’ernia iatale

Le regole dietetiche e igieniche sono identiche a quelle per il rlesso gastroesofageo:

  • Dimagrire qualora il paziente sia in sovrappeso;
  • Frazionare i pasti e privilegiare 5 piccoli pasti piuttosto che 2 abbondanti;
  • Evitare le bibite gassate, le spezie, il caffè, i grassi, l’alcool, l’aceto, i frutti acidi;
  • Evitare gli alimenti a digestione lenta come i piatti ricchi di grassi;
  • Evitare il fumo;
  • Cenare molto tempo prima di andare a letto e evitare il riposino post-prandiale;
  • Evitare di indossare guaine, corsetti o cinture troppo strette;
  • Inclinare il letto sopraelevandone la testiera;
  • Evitare le posizioni chinate in avanti.

Nelle ernie iatali da scivolamento, l’intervento chirurgico è indicato solo se sussiste un reflusso gastroesofageo forte e fastidioso nonostante una terapia ben rispettata o qualora sia presente un’esofagite grave.

Le ernie paraesofaee o da rotolamento vengono generalmente operate. L’intervento consiste in una gastropessi (operazione che permette di fissare la grande tuberosità dello stomaco alla faccia interna del diaframma).  

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08/01/2015

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