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Panoramica sulle epatiti D, E, F e G

SIl termine epatite (dal greco hépar, fegato) denota qualsiasi infiammazione acuta (recente) o cronica (persistente da più di 6 mesi) che può compromettere il buon funzionamento del fegato. Per definizione, l'infiammazione delle epatiti virali è quindi causata da un virus: il VHD per l'epatite D, il VHE per l'epatite E e il VHG per l'epatite G. Osserviamo più da vicino le cause di queste malattie.e le principali epatiti virali sono le epatiti A, B e C, esistono anche altre forme più rare, ovvero le epatiti D (o delta), E ed eventualmente F e G. Doctissimo fa il punto sulla situazione.

Panoramica sulle epatiti D, E, F e G
© Getty Images

Il termine epatite (dal greco hépar, fegato) denota qualsiasi infiammazione acuta (recente) o cronica (persistente da più di 6 mesi) che può compromettere il buon funzionamento del fegato. Per definizione, l'infiammazione delle epatiti virali è quindi causata da un virus: il VHD per l'epatite D, il VHE per l'epatite E e il VHG per l'epatite G. Osserviamo più da vicino le cause di queste malattie.

L'epatite D associata all'epatite B

Nel mondo oltre 15 milioni di persone sono affette da epatite D. In Italia qualche anno fa circa il 10% dei portatori del virus B erano anche D positivi. Negli ultimi anni questa percentuale è in netta diminuzione. Nota in passato come Delta, l'epatite D è causata da un co-virus, ovvero un virus che infetta l'organismo solo in associazione con l'epatite B. Un soggetto che abbia contratto l'epatite D è quindi già portatore del virus B (si parla di sovrainfezione). Tale soggetto è infettato contemporaneamente dai virus B e D (coinfezione).
Le cause principali della contaminazione sono le trasfusioni di sangue, le siringhe infette e i rapporti sessuali non protetti. Si può evitare la contaminazione dal virus VHD attraverso la vaccinazione contro l'epatite B.

L'epatite E: una malattia spesso asintomatica

Il VHE, virus dell'epatite E, è stato individuato nel 1990 e allo stato attuale non esistono vaccini per proteggersi dalla contaminazione. Tuttavia, se l'infezione causata dal virus dell'epatite E è acuta, in genere guarisce spontaneamente senza lasciare postumi, a differenza della donna incinta che può contrarre un'epatite fulminante, responsabile della distruzione massiccia delle cellule del fegato. Il virus VHE si trasmette essenzialmente per via orale ed è spesso asintomatico. Anche se l'epatite E non si limita a colpire esclusivamente i paesi più poveri del terzo mondo, i paesi industrializzati rimangono poco colpiti (dallo 0,1 all'1% delle epatiti acute, secondo i dati forniti dall'Association Hépatites Info Service).

L'ipotetico virus F

L'epatite F rimane per il momento ipotetica e le sue potenziali caratteristiche sono molto riduttive.

L'epatite G: un virus recente e molto diffuso

Questo virus, scoperto nel 1995, si trasmette essenzialmente per via sanguigna. I principali soggetti affetti sono i pazienti trasfusi e coloro che fanno uso di droghe iniettabili. Ma per il momento le informazioni sul virus sono scarse. Si sa tuttavia che l'epatite G può essere acuta o cronica. Ciò nonostante, non aggredisce il fegato e in genere i malati non accusano alcun sintomo.

Diagnosi e trattamenti delle epatiti

La diagnosi avviene sulla base di test. Nella maggior parte dei casi, le epatiti croniche non richiedono cure. Solo le epatiti fulminanti devono essere curate in modo specifico e tempestivo.

Delphine Tordjman

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16/05/2012

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