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La vaccinazione contro l'epatite B

L'epatite virale B è una malattia grave da cui è possibile proteggersi grazie alla vaccinazione introdotta nel 1982. Per evitare le cirrosi e il tumore del fegato che possono derivare da questa malattia, dal 1991 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato la somministrazione del vaccino nei bambini e 116 paesi lo hanno aggiunto al loro programma di vaccinazione sistematica. Una panoramica sulle disposizioni in vigore in Italia.

La vaccinazione contro l'epatite B
© Getty Images

Il vaccino contro l'epatite B, la cui efficacia sfiora il 100%, previene l'insorgenza di malattie gravi, tra cui: epatite acuta fulminante, cirrosi, tumore del fegato. 

Vaccinazione obbligatoria o facoltativa?

Il vaccino contro l'epatite B è obbligatorio in Italia dal 1991 per tutti i nuovi nati e, a 12 anni, per gli adolescenti non vaccinati o che non abbiano completato il ciclo di tre dosi. È anche fortemente raccomandato per coloro che appartengono ad alcuni gruppi considerati a rischio (conviventi con ammalati o portatori del virus, operatori sanitari, soggetti che si recano in Paesi in cui la malattia è molto diffusa, ecc.); a questi gruppi la profilassi è offerta gratuitamente presso i servizi vaccinali delle ASL.

Le vaccinazioni nel neonato vanno iniziate nel terzo mese, cioè a partire dai 60 giorni di vita del bambino, e prevedono 3 dosi nel primo anno (a 3, 5, 11 mesi) per difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus influenzae tipo b, con richiamo per l'anti-poliomielite nel terzo anno, e per la difterite-tetano-pertosse a 5-6 e 12 anni. La vaccinazione per morbillo, rosolia e parotite va praticata a 11-15 mesi, con richiamo a 5-6 anni. I figli di madre positiva all'epatite B ricevono la prima dose di vaccino alla nascita, per ridurre il rischio di trasmissione verticale dell'infezione dalla mamma al bambino, e poi seguono uno schema vaccinale speciale per la sola vaccinazione per epatite B. Per le prime dosi di vaccino, in genere il bambino viene convocato direttamente dal centro vaccinale oppure riceve un appuntamento già alla dimissione dal nido. A ogni vaccinazione, viene dato l'appuntamento per la somministrazione successiva.

Oggi, l'importanza della vaccinazione nel neonato trova riscontro nei seguenti elementi2:

  • Tolleranza ottimale del vaccino contro l'epatite B (non è stata riscontrata la presenza di malattie neurologiche nei bambini di età inferiore a 2 anni);
  • Efficacia ottimale (il tasso di risposta sierologica nel neonato è superiore al 95% ed è più alta che nell'adulto);
  • La durata della protezione contro il virus VHB è lunga (>15 anni): al momento, pare non siano necessari richiami.

Date da ricordare

3 mesi 1a iniezione

5 mesi 2a iniezione

12 mesi 3a iniezione

Dove fare il vaccino?

In Italia le vaccinazioni sono somministrate presso i centri vaccinali distribuiti uniformemente sul territorio nazionale, secondo le indicazioni nazionali, con qualche tendenza a scelte autonome a livello della singola regione. Le vaccinazioni possono anche essere eseguite in sedi diverse dai centri vaccinali; peraltro i vaccini sono tutti in commercio e acquistabili liberamente in farmacia. In tal caso, è importante però rispettare la catena del freddo, cioè accertarsi che dopo l'acquisto siano sempre tenuti conservati e trasportati a temperatura bassa, affinché non perdano di efficacia. Somministrazioni al di fuori dei centri vaccinali vanno certificate dal medico esecutore, riportando il tipo di vaccino, il lotto e la sua scadenza e le certificazioni devono poi comunque essere registrate presso il centro vaccinale competente.

Vaccinazione per gli operatori sanitari e i viaggiatori internazionali

La vaccinazione antiepatite B è obbligatoria per i lavoratori del settore sanitario (medici, dentisti, infermieri, tecnici di laboratorio) e i paramedici e per chi opera in strutture associate* (lavanderie, imprese di pompe funebri, imbalsamatori). In Italia, dal 1991 la vaccinazione è obbligatoria per tutti i nuovi nati.

L'epatite B rappresenta l'infezione per cui il rischio professionale per l'operatore sanitario è massimo ed è quindi indispensabile che la vaccinazione sia effettuata a tutti, possibilmente prima di iniziare le attività a rischio. Vengono somministrate 3 dosi di vaccino ai tempi 0, 1 e 6-12 mesi. Qualora si venga immediatamente esposti al rischio di infezione, è possibile effettuare la vaccinazione con una schedula rapida a 4 dosi (0, 1, 2, 12 mesi), che garantisce elevate probabilità di risposta protettiva già dopo le prime 3 dosi. Si ricorda inoltre la necessità di verificare l'avvenuta sieroconversione (presenza di anticorpi anti-HBs) un mese dopo l'esecuzione dell'ultima dose per avere la certezza dell'instaurazione della memoria immunologica. Il medico competente dell'azienda dalla quale l'operatore sanitario è dipendente è, pertanto, responsabile dell'identificazione e delle vaccinazioni che devono essere eseguite al personale sanitario.

Il rischio di epatite B è presente in tutti i paesi, generalmente per il viaggiatore attento il rischio è basso. Tuttavia, il rischio di trasfusioni ematiche legate a incidenti non è da sottovalutare, così come non è da sottovalutare il contatto con portatori sani. Pertanto, la vaccinazione contro l'epatite B rientra tra le profilassi consigliate per il viaggiatore. In particolare, la vaccinazione è indicata in caso di soggiorni frequenti e prolungati nei paesi a elevato rischio, in particolare nell'Africa subsahariana, in Asia e in alcuni paesi dell'America centrale e meridionale. Il livello di pericolo sarà valutato caso per caso dal medico in funzione delle condizioni e della durata del viaggio. Il calendario vaccinale classico prevede la somministrazione di tre dosi rispettivamente al giorno 0, 1 mese e 6-12 mesi. È possibile applicare una profilassi accelerata grazie al vaccino antiepatite B monovalente al giorno 0, 1 mese e 2 mesi.

Insomma, una corretta profilassi può evitare di portare a casa spiacevoli ricordi delle vacanze.

Aude Maréchaud

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16/05/2012

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