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10 domande sull’epatite C

Talvolta è difficile trovare le risposte alle domande sull'epatite C. Come si trasmette il virus? Il trattamento è efficace? È possibile una gravidanza? Doctissimo analizza e fornisce una risposta agli interrogativi più frequenti su questa malattia.

10 domande sull’epatite C
© Getty Images

1 - Come si trasmette il virus dell'epatite C?

Il virus dell'epatite si trasmette prevalentemente attraverso il sangue. Prima del 1992, le persone potevano essere contaminate in occasione di una trasfusione, durante un trapianto, un intervento chirurgico, un parto problematico… Dal 1992, il rischio è praticamente inesistente. Il consumo di droghe per via intravenosa rappresenta oggi la principale fonte di contaminazione. Infine, è possibile entrare in contatto con il virus nelle circostanze più rare, tra cui:

  • Le pratiche "invasive" come l'endoscopia;
  • L'agopuntura praticata mediante l'utilizzo di aghi non monouso o a uso personale;
  • La mesoterapia, se il materiale utilizzato non è monouso;
  • Il tatuaggio;
  • Il piercing;
  • La condivisione di rasoi o di oggetti taglienti.

Esiste inoltre un rischio di trasmissione dalla madre contaminata al bambino al momento del parto. Il livello di rischio si attesta intorno al 5%.

Infine, il rischio di trasmissione per via sessuale è basso.

2 - Come sapere se si è contaminati?

Non esistono sintomi specifici in caso di contaminazione da parte del virus dell'epatite C (VHC). L'indicatore principale della malattia può essere una stanchezza eccessiva, anche se il sintomo non è specifico a questa malattia. Talvolta possono anche comparire pruriti a livello del fegato.

Solo uno screening è in grado di rivelare la presenza dell'infezione. La misurazione degli anticorpi diretti contro il virus nel sangue consente di sapere se si è entrati in contatto con il virus. La ricerca del genoma del VHC ne conferma la presenza. Anche il dosaggio delle transaminasi (enzimi liberati dal fegato in caso di aggressione) permette di sospettare la presenza di un'epatite. Attenzione: non è possibile risultare positivi al test degli anticorpi e negativi a quello del genoma: questo significa che l'organismo è riuscito a sbarazzarsi del virus.

3 - Esiste un vaccino?

A differenza delle epatiti A e B, non esistono vaccini contro l'epatite C.

4 - Qual è l'evoluzione della malattia?

Circa l'80% dei soggetti contaminati dal virus non guarisce spontaneamente. In questo caso, l'epatite C diventa cronica. Nel 20% dei casi, evolve in una cirrosi, a volte diversi anni dopo la contaminazione. Nel 3 - 10% dei casi la cirrosi provoca un tumore del fegato.

5 - Quali sono i trattamenti?

Il trattamento contro l'epatite C è una biterapia che associa l'interferone e la ribavirina.

6 - Sono efficaci?

Oggi la biterapia consente di guarire il 55% dei malati. In realtà, l'efficacia del trattamento dipende dal genotipo del virus, ossia da varianti specifiche.

Pertanto, il tasso di guarigione è pari all'80% in caso di infezione dal virus di genotipo 2 o 3 e del 50% in caso di infezione dei genotipi 1, 4 e 5.

7 - Quali sono gli effetti collaterali dei trattamenti?

Il trattamento presenza diversi effetti collaterali. All'inizio l'interferone può causare uno stato pseudo - influenzale: febbre, mal di testa, indolenzimento, poi dolori, perdita di peso, disturbi del sonno. Tuttavia, gli effetti più gravi sono i disturbi dell'umore: irritabilità, depressione. In qualche raro caso, l'interferone può provocare anche una disfunzione della ghiandola tiroide. 

8 - Quali precauzioni prendere in caso di infezione?

Innanzitutto, è necessario sapere che non si corrono rischi di trasmissione tramite saliva, tosse, sudore, contatto fisico, stoviglie, servizi igienici… Occorre semplicemente evitare di condividere gli accessori da toilette personali (rasoio, spazzolino, taglia unghie, ecc.). Gli oggetti a contatto con il sangue (medicazioni, tamponi) devono essere collocati in appositi recipienti protettivi. Le ferite devono essere disinfettate.

In caso di rapporti sessuali, è consigliato l'uso del preservativo durante il ciclo mestruale, in caso di infezione (herpes) o lesione genitale.

Infine, i tossicodipendenti non devono scambiarsi oggetti come le siringhe o le cannucce per le droghe che si sniffano.

9 - Bisogna informare il proprio datore di lavoro?

No, non si è obbligati a informare il proprio datore di lavoro o i colleghi.

10 - È possibile una gravidanza?

È assolutamente possibile portare a termine una gravidanza in caso di epatite C. È controindicato solo il periodo del trattamento. È opportuno sapere che esiste un rischio di trasmissione del virus al bambino nell'ordine del 5% durante il parto. Tale rischio è maggiore in caso di infezione comune dal virus dell'HIV. Poiché il rischio di trasmissione del virus tramite il latte materno non è stato dimostrato, a priori l'allattamento non è controindicato.

Alain Sousa

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16/05/2012

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