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Come eliminare i problemi della bocca?

Chi di noi non è mai stato colpito da afte, ascessi o infiammazioni delle gengive? Questi problemi della bocca sono tanto banali quanto fastidiosi, a causa dei dolori che provocano; alcuni, inoltre, non sono così benigni come sembrerebbe.

Come eliminare i problemi della bocca?
© Getty Images

Un individuo su dieci è colpito da afte, gengivite, candida, ascessi o altre malattie della bocca: per sapere come combatterle e prevenirle, segui i nostri consigli.

L’afta: un vero tormento

Le afte sono delle piccole ulcerazioni superficiali che colpiscono la lingua, il pavimento della bocca o le gengive, e a volte la superficie interna delle guance, provocando una sensazione di bruciore. Si calcola che il 40-60% ne soffra periodicamente. La loro causa è sconosciuta, ma esistono dei fattori scatenanti a qui alcune persone sono particolarmente sensibili:

  • Ingestione di alcuni alimenti (noci, groviera)
  • Stress
  • Immunodepressione
  • Microtraumi (protesi, corone dentarie)
  • Mestruazioni

Le ulcerazioni regrediscono spontaneamente in una decina di giorni; possono essere multiple e rendono difficoltosa l’alimentazione. Va ricordato che un’aftosi recidivante può essere correlata a una patologia sistemica come la malattia di Behçet, frequente in Giappone e nel bacino mediterraneo, che colpisce soprattutto uomini giovani e coinvolge gli occhi e, a volte, anche le articolazioni e il cuore.

È possibile accelerare la scomparsa delle afte facendosi applicare da un dentista l’acido tricloroacetico, che però ha l’inconveniente di provocare delle ustioni. I sintomi possono essere inoltre alleviati con l’applicazione di soluzioni o gel antiinfiammatori, antisettici o analgesici, disponibili in farmacia, o utilizzando la matita al nitrato d’argento.

Il trattamento preventivo si basa, quando ciò è possibile, sulla soppressione dei fattori predisponenti: una visita dal dentista può essere utile per rilevare l’eventuale presenza di bordi taglienti sulle corone o le protesi, che potranno essere smussati. In caso di aftosi recidivante particolarmente fastidiosa o correlata a una malattia sistemica, è possibile effettuare un trattamento a base di colchicina (un antiinfiammatorio utilizzato in genere per le crisi di gotta), in grado di prevenire le recidive nel 50 % dei casi circa.

Un’ulcerazione molto particolare

In un momento in cui purtroppo si osserva una significativa recrudescenza della sifilide nei paesi occidentali, non nuoce ricordare che un’ulcerazione della bocca può anche essere correlata a una lesione sifilitica: quest’ultima tende a regredire da sola ma va trattata tempestivamente, per evitare che progredisca verso una sifilide secondaria.

Se compare una lesione dopo un rapporto orale non protetto, è quindi indispensabile consultare subito il medico.

Gengivite: attenzione allo scalzamento dei denti!

Le gengiviti, o infiammazioni delle gengive, sono facilmente riconoscibili: le gengive sono gonfie, arrossate, dolenti e sanguinano quando ci si lava i denti. Una gengivite localizzata è spesso causata dalla presenza di resti di cibo tra due denti, che provoca una proliferazione di batteri. L’uso del filo interdentale o di un idropulsore basterà a eliminare gli “intrusi” e a guarire la gengivite: una buona igiene orale dovrebbe bastare a evitare questi episodi.

Le infiammazioni croniche delle gengive correlate alla placca batterica sono più insidiose e molto più pericolose: esse rischiano infatti di portare in maniera silente alla malattia parodontale e alla caduta dei denti. Se non viene eliminata attraverso un’igiene rigorosa, la placca causa la formazione di tartaro e la moltiplicazione dei batteri, poiché depositandosi favorisce la formazione di tasche tra i denti e la gengiva, nelle quali i germi si annidano e proliferano: questa infezione cronica è all’origine della parodontite, ovvero dell’infiammazione dei tessuti che circondano il dente. Lo stadio seguente è la distruzione dell’osso intorno ai denti; la progressione della malattia può essere rallentata, quando è ancora allo stadio iniziale, attraverso un’igiene rigorosa e la rimozione periodica del tartaro. Una volta che le tasche sono formate, il dentista può effettuare un raschiamento sotto anestesia locale per eliminare il tartaro e i batteri.

Alcuni studi hanno messo in luce che l’80% della popolazione di età compresa tra i 35 e i 45 anni presenta un’infiammazione gengivale, e il 20% una parodontite. Quest’ultima è più frequente nei diabetici, nei fumatori e nei soggetti immunodepressi; alcune persone presentano inoltre una predisposizione genetica. È importante non trascurare questi focolai di infezione cronica, poiché essi possono causare delle complicanze, soprattutto in caso di malattia cardiaca o nei soggetti anziani o immunodepressi.

La micosi orale

Se stai assumendo antibiotici e la lingua ti brucia, probabilmente sei stato colpito da una candidosi orale, detta anche mughetto. Il trattamento antibiotico distrugge infatti la flora locale e può quindi causare uno squilibrio destinato a favorire la proliferazione di un fungo: la Candida albicans, che si manifesta con placche bianche all’interno della bocca. Il trattamento si basa sull’assunzione di pillole antimicotiche da succhiare.

Le candidosi sono benigne per le persone in buona salute, ma rappresentano un grave rischio per i soggetti immunodepressi, legittimando quindi un trattamento più energico.

L’herpes nel bambino

Il primo contatto con il virus dell’herpes può causare, in particolare nei bambini, delle lesioni alla bocca, che si manifestano con delle pustole o delle ulcerazioni dolorose e spesso sanguinanti, associate a febbre. I sintomi possono essere di forte entità, ma in genere non sono gravi.

Il trattamento si basa sulla somministrazione di un analgesico o un antipiretico sull’applicazione di una sospensione di aciclovir o dei suoi derivati.

Ascesso: attenzione alla carie!

Ogni infezione ai denti può provocare un ascesso gengivale: le lesione non è sempre visibile, ma in presenza di forte dolore è necessario rivolgersi immediatamente al dentista per eliminare la causa ed eventualmente drenare l’ascesso.

Attenzione alle lesioni croniche

Ogni lesione biancastra persistente e ogni ulcerazione cronica, anche se totalmente indolore, deve essere esaminata da uno specialista, che preleverà eventualmente un campione di tessuto per una biopsia: potrebbe trattarsi infatti di lesioni precancerose o di cancro.

Le forme di cancro della bocca rappresentano il 10 % di tutte le neoplasie maligne. Si calcola che vi siano 20 casi su 100.000 abitanti: questi tipi di cancro sono più frequenti in età avanzata, e il rischio viene aumentato dalla dipendenza dall’alcool e dal fumo di sigaretta.

Dott.ssa Chantal Guéniot

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28/05/2015

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