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La stitichezza in 10 domande

La costipazione fa ancora parte dei disturbi tabù. Anche se pochi accettano di parlarne, riguarda 1 persona su 5 in Italia. I malati sono perlopiù donne (80%) e anziani. Attraverso 10 domande, Doctissimo risponde a coloro che, troppo spesso, soffrono in silenzio…

Stitichezza: l'esperto risponde.
© Getty Images

1. Quando si può dire di essere stitici?

Per i medici, vi è costipazione quando si va di corpo meno di 3 volte a settimana, su un periodo di diverse settimane o diversi mesi.

2. Perché le donne sono più colpite degli uomini?

La gravidanza predispone alla stitichezza. Infatti, la diminuzione delle contrazioni intestinali dovuta alle modificazioni ormonali e la compressione dell'utero da parte del colon contribuiscono al rallentamento del transito intestinale. Le persone anziane sono altrettanto soggette perché la sedentarietà e l'assunzione di certi medicinali costituiscono dei fattori di rischio spesso tipici di questa fase della vita. La costipazione non risparmia neppure i neonati, soprattutto quelli allattati con il biberon, né i bambini, che "se la tengono" per non andare in bagno a scuola.

3. Quali sono le cause della costipazione?

Nella maggioranza dei casi sono coinvolti 2 meccanismi:

  • Una "pigrizia" dell'intestino crasso: il tubo si contrae poco o male e le feci procedono lentamente.
  • Un "inaridimento" delle feci: la parete del colon ha, tra le altre funzioni, quella di riassorbire l'acqua presente nella materia fecale. In assenza di un'idratazione regolare e sufficiente, tale riassorbimento dell'acqua nell'intestino crasso può portare alla formazione di feci dure e secche, rendendone difficile l'eliminazione.

4. Quali sono i fattori che favoriscono la costipazione?

La stitichezza può essere:

  • Occasionale: in questo caso, è spesso dovuta a un cambiamento nelle abitudini quotidiane (viaggio all'estero, variazione del regime alimentare, stress) oppure al fatto di "trattenersi".
  • Improvvisa, senza causa apparente: conviene allora consultare il medico perché può essere il sintomo di una malattia più grave;
  • Cronica: quando è dovuta a un cattivo stile di vita (mancanza di esercizio fisico, assunzione di poche bevande, alimentazione squilibrata...). Tuttavia, anche la gravidanza così come determinati farmaci (contro il morbo di Parkinson, la depressione, l'ipertensione o alcune malattie cardiache) possono favorire una costipazione a lungo termine.

5. Quali alimenti devo evitare?

Nessun prodotto è da vietare completamente, anche se alcuni sono da consumare con moderazione, come le pietanze ricche di grassi o piccanti. Il consumo di farinacei (patate, riso…) deve essere limitato. In caso di meteorismo doloroso, bisogna evitare gli alimenti che hanno la tendenza a fermentare, come i fagioli bianchi, i cavoli o le lenticchie.

6. Quali alimenti favoriscono il transito?

Essenzialmente i prodotti ricchi di fibre, come gli ortaggi verdi, l'insalata, la frutta fresca o secca, i cereali o il pane integrale. Le fibre trattengono l'acqua, aumentano il volume delle feci e accelerano il transito. Stimolano anche le contrazioni dell'intestino.

Un consiglio: pela le verdure il meno possibile perché è nella loro buccia che si concentra la maggior parte delle fibre. Ma non cadere nell'eccesso opposto aumentando troppo bruscamente il tuo apporto di fibre per non rischiare meteorismo e flatulenze.

7. Come prevenire la costipazione nel quotidiano?

  • Bevi da 1,5 a 2 litri di liquidi (acqua, tè, succo di frutta) ogni giorno.
  • Punta sull’attività fisica: la camminata e gli esercizi sul tappetino stimolano la fascia addominale.
  • Mangia a orari regolari.
  • Evita i pasti veloci, ritagliati il tempo necessario a tavola.
  • Non trascurare di andare in bagno per limitare le condizioni di stress.
  • Non trattenere mai le feci.

8. Quali possono essere le complicanze della costipazione?

Le più frequenti sono pesantezza, meteorismo e dolori intestinali. A causa dell'eccesso di pressione a livello del retto, la costipazione favorisce anche la comparsa delle emorroidi. D'altra parte, delle feci molto dure e difficili da evacuare possono provocare dolori e ragadi al livello dell'ano. In certi casi, e in particolare nelle persone indebolite e allettate, la stitichezza può dare luogo a una vera e propria occlusione dell'intestino.

In ogni caso, una costipazione comparsa all'improvviso o aggravatasi di recente deve indurre a consultare un medico.

9. Quali lassativi e in quali casi?

Sono disponibili in commercio senza prescrizione, ma il loro utilizzo deve rimanere circoscritto. Ne esistono di diversi tipi:

  • I lassativi osmotici permettono di ammorbidire il bolo fecale "attirando" dell'acqua verso le feci. Anche alcuni lassativi a uso topico hanno l'effetto di favorire la produzione di gas: ciò comporta un aumento della pressione al livello della parete del retto che stimola il riflesso di espulsione delle feci.
  • I lassativi emollienti (olio di vaselina), che ammorbidiscono le feci e lubrificano il contenuto colico.
  • I lassativi stimolanti agiscono sulla muscolatura dell'intestino e stimolano la secrezione di acqua e di elettroliti.
  • I lassativi irritanti agiscono sulla parete e aumentano le contrazioni del tubo digerente. Vanno quindi evitati.

10. Perché bisogna evitare l'uso prolungato di lassativi?

I lassativi irritanti devono essere evitati perché possono provocare un'infiammazione della parete del colon e generare dipendenza: l'intestino non riesce più a contrarsi senza il loro ausilio, in un'alternanza di episodi di diarrea e di stitichezza.

L'utilizzo per diversi anni senza interruzione dell'olio di vaselina potrebbe causare un cattivo assorbimento di certe vitamine liposolubili. Nei soggetti anziani, la sua assunzione la sera rischia di provocare un'infezione dei polmoni in caso di reflusso gastroesofageo (la risalita del contenuto dello stomaco nell'esofago) dell'olio ingerito.

Delphine Berdah

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06/12/2012

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