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La sindrome metabolica in 10 domande

Dopo essere riusciti a ridurre le malattie cardiovascolari, i medici devono fronteggiare un flagello silenzioso: la sindrome metabolica o sindrome X. Associando un giro vita ampio ad anomalie della pressione arteriosa, dello zucchero e dei grassi, questo nuovo nemico aumenta il rischio di infarto e di diabete.

10 domande sulla sindrome metabolica
© Getty Images

1 – Cosa si intende per sindrome metabolica?

La definizione stessa della sindrome metabolica varia in funzione delle associazioni mediche e delle società scientifiche… Tuttavia, si può affermare che la definizione stabilita dalla Federazione Internazionale del Diabete è accettata piuttosto ampiamente. Si basa sulla combinazione di fattori di rischio cardiovascolare ben noti: diabete e prediabete, obesità addominale, elevato tasso di colesterolo ed elevata pressione arteriosa. Al di là dei fattori aggravanti ben noti, questa nozione clinica appare come una rivoluzione nella definizione dei pazienti a rischio e, forse, nel trattamento delle malattie cardiovascolari. La definizione clinica si basa così su:

 Un'obesità addominale definita dal giro vita (superiore a 93 cm per gli uomini europei e a 79 cm per le donne europee, con alcune variazioni a seconda dei gruppi etnici)

 Più la presenza di 2 dei fattori seguenti:

  • un tasso di trigliceridi superiore a 150 mg/dL (1,7 mmol/L) o un trattamento corrente specifico contro le anomalie lipidiche;
  • un tasso di colesterolo buono (HDL) < 40 mg/dL (1,03 mmol/L) per gli uomini e < 50 mg/dL (1,29 mmol/L) per le donne o un trattamento corrente specifico contro questa anomalia lipidica;
  • una pressione arteriosa > 130-85 mmHg o un trattamento corrente contro l'ipertensione;
  • una glicemia > 100 mg/dL (5,6 mmol/L) o un diabete di tipo 2. 

2 – Quante persone ne sono interessate?

A seconda dei Paesi, la sindrome metabolica colpirebbe 1 persona su 4 o 5 e più di 3 diabetici su 4. La percentuale dei pazienti sarebbe superiore oltre i 50 anni di età, raggiungendo il 40% negli Stati Uniti e quasi il 30% in Europa. Ma, a causa dell'"americanizzazione" delle nostre abitudini alimentari e della sedentarietà crescente, il diabete, l'obesità e la sindrome metabolica aumentano di concerto in Francia, anche tra i più giovani. Secondo le stime più recenti, oggi in Francia il 18% dei bambini sarebbe in sovrappeso, di cui circa il 3% obesi.

3 – Alcuni soggetti sono maggiormente a rischio?

La sindrome metabolica è più frequente nelle donne oltre i 60 anni e negli uomini oltre i 50, nonché nelle persone con precedenti familiari di diabete di tipo 2, nelle persone di colore o di origine ispanica, amerindia o asiatica, e nelle donne affette dalla sindrome dell'ovaio policistico. Anche se l'ereditarietà sembra collegata alla sindrome metabolica, le sue principali cause sono soprattutto uno stile di vita troppo sedentario e un'alimentazione squilibrata.

4 – I bambini possono essere interessati da questa sindrome?

Negli Stati Uniti, la frequenza della sindrome metabolica negli adolescenti sfiora il 5%. In caso di obesità, la percentuale arriva al 20% (e al 50% in caso di obesità grave). In Francia, non esistono studi pediatrici che consentano di stabilire un confronto. Tuttavia, la sedentarietà e le cattive abitudini alimentari intervengono sempre prima in tutti i Paesi sviluppati. Proprio come i piccoli francesi non sono più risparmiati dall'obesità o dal diabete di tipo 2, si può temere, a ragion veduta, che non siano del tutto estranei nemmeno alla sindrome metabolica.

5 - Qual è l'evoluzione della sindrome metabolica?

La sindrome metabolica ha la peculiarità di raggruppare fattori di rischio insidiosi. Né l'ipertensione, né l'eccesso di colesterolo, di trigliceridi o di zuccheri nel sangue provocano sintomi che ti indurranno a dubitare del tuo stato di salute. Eppure, la sindrome metabolica aumenta considerevolmente il rischio di malattie cardiovascolari e di diabete di tipo 2. Attualmente non si sa se la sindrome dell'ovaio policistico sia una causa o una conseguenza della sindrome metabolica. Infine, numerosi studi collegano la sindrome X a diverse malattie, tra cui alcuni tipi di cancro, ma questa relazione rimane al momento controversa. Ad ogni modo, un intervento precoce (prima dell'insorgenza dei sintomi) permette di evitare il peggio.

6 - Quali sono i principali pericoli?

Il principale pericolo è il rischio di incidente cardiovascolare. L'accumulo di colesterolo lungo le pareti delle arterie favorisce la formazione di placche ateromatose e di lesioni. Questo fenomeno è accentuato dall'ipertensione, dall'obesità, nonché dall'accumulo di zuccheri e di grassi nel sangue. In casi estremi, l'arteria si ostruisce e si verifica allora l'infarto del miocardio o l'incidente vascolare cerebrale.

7 – È possibile prevenirla?

I cambiamenti dello stile di vita permettono di agire sui fattori di rischio della sindrome metabolica. A questo riguardo, le principali raccomandazioni sono la pratica regolare di un'attività fisica (almeno 30 minuti al giorno) e un'alimentazione sana, ricca di fibre e con pochi grassi. Alcuni studi suggeriscono che anche il tabagismo e lo stress potrebbero avere un ruolo nello sviluppo della sindrome metabolica. Sebbene su questo punto vi siano ancora pareri discordanti, nulla ti impedisce sin da ora di smettere di fumare e di adottare uno stile di vita più zen! Ne trarrai numerosi benefici!

8 – Qual è il trattamento?

Il trattamento della sindrome metabolica ha lo scopo di evitare l'insorgenza del diabete e delle malattie cardiovascolari nel paziente. Le prime misure riguardano lo stile di vita. Il paziente dovrà in genere aumentare la propria attività fisica e seguire delle norme dietetiche. Il problema principale è, però, quello di ottenere una buona adesione a queste raccomandazioni…

In caso di fallimento, possono essere presi in considerazione dei trattamenti farmacologici per correggere le anomalie associate alla sindrome metabolica: ipertensione, dislipidemia, glicemia, obesità…

9 - I medici sono sensibili a questo problema?

Secondo un sondaggio TNS-Sofrès realizzato nel febbraio 2004 per conto dell'Institut du Syndrome métabolique (Istituto della Sindrome Metabolica), il 65% dei medici generici francesi intervistati dichiara di avere sentito parlare della sindrome metabolica. Nonostante ciò, soltanto l'1% di loro è in grado di citare i 5 criteri della definizione completa della sindrome metabolica (quasi un terzo è riuscito a citarne 3 su 5). I medici generici canadesi sono i meglio informati, poiché l'11% di loro ne conosce tutti e 5 i fattori.

10 – Esistono farmaci specifici per la sindrome metabolica?

Non esistono farmaci che attualmente abbiano come indicazione il trattamento della sindrome metabolica. La cura farmacologica (che non deve intervenire, se non dopo il fallimento delle raccomandazioni circa lo stile di vita) si basa quindi sul trattamento dei fattori di rischio. Si agisce allora su sovrappeso, ipertensione, prediabete ed eccesso di colesterolo e di trigliceridi.

David Bême

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27/12/2012

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