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Quali sono i rischi della sindrome metabolica?

I rischi della sindrome metabolica: quali sono i rischi della sindrome metabolica?Gli ultimi vent'anni hanno permesso una netta riduzione dei decessi per malattie cardiovascolari. Ma oggi la mortalità non si abbassa più… Secondo alcuni esperti, questa tendenza avrebbe un'origine: la sindrome metabolica. Scopriamo nel dettaglio questo nemico silenzioso.

I rischi della sindrome metabolica
© Getty Images

Ben prima del cancro, le malattie cardiovascolari sono all'origine di 17 milioni di decessi ogni anno. Mentre le attuali strategie sembrano non fare più progressi, la scoperta di un nuovo nemico potrebbe rilanciare la lotta contro questo flagello.

La mortalità cardiovascolare non si abbassa più!

Non meno di 120.000 persone vengono curate ogni anno per infarto del miocardio e 130.000 per un incidente vascolare cerebrale. E 20 milioni di persone sono interessate dai percorsi di prevenzione di queste malattie. All'origine di una simile ecatombe sono stati identificati i seguenti fattori di rischio: il fumo, la sedentarietà e l'obesità, l'ipertensione arteriosa, il diabete mellito e dei tassi di lipidi (cioè di grassi) troppo elevati nel sangue.

Dagli anni Sessanta, l'attenzione a questi parametri ha reso possibili importanti progressi per quanto riguarda le malattie cardiovascolari. La produzione di farmaci sempre più efficaci e di strategie terapeutiche sempre meglio codificate ha permesso di ridurre la mortalità cardiovascolare di oltre il 50% in diversi Paesi sviluppati. Tuttavia, dagli anni Novanta, gli sforzi volti alla prevenzione e le innovazioni terapeutiche sembrano arrestarsi e le cifre rimangono invariate. 

Non è tutta colpa del sovrappeso

Per numerosi esperti1, la radice del male ha un nome: la sindrome X o sindrome metabolica. Al di là dei fattori aggravanti ben noti, questa nozione clinica appare come una rivoluzione nella definizione dei pazienti a rischio e, forse, nel trattamento delle malattie cardiovascolari. La definizione clinica della sindrome metabolica si fonda su 5 parametri, ma la presenza di 3 è sufficiente a pronunciare la diagnosi:

• giro vita > 102 cm negli uomini e > 88 cm nelle donne – da adeguare a seconda del gruppo etnico;

• colesterolo HDL (colesterolo buono) < 40 mg/dl negli uomini e < 50 mg/dl nelle donne (o sotto trattamento);

• trigliceridi > 150 mg/dl (1,7 mmol/L) (o sotto trattamento);

• glicemia a digiuno > 1 g/dl (o sotto trattamento);

• pressione arteriosa > 130-85 mmHg (o sotto trattamento).

Il sovrappeso è più spesso identificato dal giro vita che dall'indice di massa corporea. Il problema è che questa sindrome non corrisponde ad uno solo degli elementi attualmente oggetto di ricerca. È più che altro la somma di questi disturbi non patologici a costituire il fattore di rischio. Quindi, anziché diagnosticare e curare i fattori singolarmente (obesità, diabete, ipertensione, dislipidemie), la sindrome metabolica consentirebbe di intervenire a monte, privilegiando un approccio trasversale e multidisciplinare.

Un rischio cardiovascolare triplicato

Alcuni studi recenti hanno infatti dimostrato che nei pazienti affetti da Sindrome Metabolica, la probabilità di insorgenza di un incidente cardiovascolare è moltiplicato da 2 a 4 volte, rispetto alla popolazione che ne è esente2,3. Un'eccessiva sedentarietà e un regime alimentare inadeguato sono i principali colpevoli dell'evoluzione dell'epidemia di obesità e di diabete delle società occidentali. Se si continua con questa tendenza, il nostro stile di vita dovrebbe provocare un vero e proprio boom di questa sindrome metabolica. Negli Stati Uniti, ne è interessato il 20-25% della popolazione nord-americana4. Nei maggiori di 50 anni, la proporzione sarebbe ancora più consistente, raggiungendo il 40% degli anziani americani. In Europa, le cifre non avrebbero ancora raggiunto simili proporzioni, ma sarebbero comunque pari al 15%5 e quasi al 30% per gli anziani.

La sindrome metabolica è principalmente il risultato di cattive abitudini nello stile di vita. Quindi, per te e per i tuoi figli, non è mai troppo tardi per cambiare atteggiamento. Scegli un'alimentazione equilibrata e rimetti ai piedi le scarpe da ginnastica per fare un po' di sport. Restare in forma significa anche gestire al meglio il proprio stato di salute!

David Bême

1 - Am Fam Physician. 2004 Jun 15;69(12):2875-82.
2 - Circulation. 2004 Sep 7;110(10):1245-50. Epub 2004 Aug 23
3 - JAMA. 2002 Dec 4;288(21):2709-16.
4 - Am J Manag Care. 2002 Sep;8(11 Suppl):S283-92; quiz S293-6.
5 - Arch Intern Med. 2004 May 24;164(10):1066-76.

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27/12/2012

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