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I rischi cardiovascolari del sovrappeso

Cattive abitudini alimentari e sovrappeso possono avere un effetto subdolo: provocare un'infiammazione cronica al cuore. Un "fuoco" interno che favorirà l'insorgenza di malattie, soprattutto cardiovascolari. Un buon metodo per spegnere la fiamma: perdere qualche chilo… e aggiungere olio! Ma non uno qualsiasi: da privilegiare i famosi Omega 3. Doctissimo ti propone qualche spunto…

I rischi del sovrappeso
© Getty Images

Il sovrappeso minaccia la nostra salute e sono diversi i fenomeni che agiscono dietro i chili di troppo…

Il fuoco interno

Conosci l'infiammazione: è il meccanismo di difesa dell'organismo, che permette di combattere le infezioni (arrossamento, sensazione di calore, gonfiore…). Ma il problema sorge quando questo stato diventa permanente, cronicizzandosi. I nostri vasi non sono fatti per subire a lungo questa infiammazione: la reazione naturale diventa una minaccia, e i rischi di complicanze vascolari sono a quel punto importanti. Nel nostro corpo, si trovano svariati "marcatori" dell'infiammazione, vale a dire tutte le sostanze secrete dal nostro organismo per mantenere questo stato: interleuchine, citochine e, soprattutto, la proteina C reattiva (PCR). Quest'ultima è una vera e propria testimone dell'infiammazione, alla stregua del fumo che indica la presenza di rischio. Tra l'altro, è un indicatore di riferimento per prevedere i rischi di infarto.

I chili danno fuoco alle polveri

Questa infiammazione è spesso associata alla sindrome metabolica. Tale disturbo è caratterizzato dalla presenza di almeno 3 fra i 5 fattori di rischio seguenti: grasso addominale in eccesso (giro vita superiore a 102 cm nell'uomo e a 88 nella donna), glicemia elevata (tasso di zuccheri nel sangue), basso livello di colesterolo buono, trigliceridi aumentati, ipertensione arteriosa. Sta di fatto che la sindrome metabolica è un vero e proprio flagello, che colpisce dal 24 al 40% degli americani di età superiore ai 60 anni. Nelle persone interessate dalla sindrome metabolica, i fenomeni infiammatori sono seri. Un'altra malattia può provocare un'infiammazione importante: l'obesità (indice di massa corporea superiore a 30).

Benzina sul fuoco!

Ma come spegnere l'infiammazione? Innanzitutto, eliminando le malattie associate: sindrome metabolica e obesità in particolare. Tra l'altro, risulta semplice perché questi due disturbi hanno spesso cause simili: l'alimentazione squilibrata e la mancanza di attività fisica. Perdere peso è dunque il primo passo per arrestare l'incendio.

Altro pompiere dell'organismo: i famosi Omega 3. Questi acidi grassi essenziali, che l'organismo non sa produrre, sono, infatti, degli alleati straordinari contro l'infiammazione. L'obiettivo è ritrovare un equilibrio tra 2 tipi di acidi grassi introdotti tramite l'alimentazione: gli Omega 3 e gli Omega 6: l'ideale è un rapporto di 5 (5 volte più Omega 6 che Omega 3). Mentre è inutile cercare di assumere più Omega 6 (se ne mangiano già a sufficienza…), occorre aumentare la quantità di Omega 3 nei pasti. La soluzione? Introdurre nella propria dieta sostanze grasse vegetali ricche di Omega 3 tutti i giorni (l'equivalente di 2 cucchiai d'olio di colza, ad esempio) e il pesce 1 o 2 volte a settimana.

Un po' di grasso in meno sulla pancia e un po' di olio in più nel piatto dovrebbero quindi aiutarti a spegnere l'incendio… per non giocare con il fuoco!

Alain Sousa

Fonte: Presentazione dei dottori Serge Dard e Patrick Serog, nell'ambito degli incontri "Questions Santé Plaisir" (Domande su salute e piacere) organizzati da Nestlé Nutrition e Lesieur, MEDEC 2005.

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27/12/2012

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