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La sindrome metabolica
 
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Quando l'insulina oppone resistenza

"Il mio dottore mi dice che produco zucchero", "Il mio pancreas funziona meno bene". Prima della comparsa del diabete di tipo 2, diversi meccanismi si mettono in marcia. Il principale è l'insorgenza della resistenza all'insulina. Scopri più nel dettaglio questo stato di "prediabete" e le soluzioni per farvi fronte.

La resistenza all'insulina
© Getty Images

Il diabete di tipo 2 associa una resistenza all'insulina e un'anomalia della sua secrezione in gradi variabili. Questo problema è frequentemente associato ad altri disturbi del metabolismo raggruppati sotto l'etichetta "sindrome metabolica".

Come si manifesta l'insulino-resistenza?

Prodotta dal pancreas, l'insulina ha la funzione di regolare il livello di glucosio (di zucchero) nel sangue, favorendone l'ingresso nelle cellule e la conversione in energia. Ma un cattivo stile di vita (sedentarietà, cattive abitudini alimentari) favorisce l'aumento del colesterolo, il sovrappeso e l'obesità. Un accumulo di grasso intorno alla vita (adiposità addominale) disturba la funzione dell'insulina. Questo fenomeno denominato "resistenza all'insulina" ha come effetto un utilizzo meno efficace dello zucchero da parte dell'organismo e, di conseguenza, un maggior livello di glucosio ematico (glicemia). Questo aumento del tasso di zuccheri nel sangue iperstimola il pancreas, che aumenta la secrezione di insulina per compensare. Dopo un certo numero di anni di evoluzione, il pancreas si sfinisce, compare l'intolleranza al glucosio e, in seguito, il diabete di tipo 2

Questa resistenza all'insulina può essere diagnosticata dall'aumento del giro vita. Un semplice metro da sarta permetterebbe così di individuare precocemente un nuovo nemico delle tue arterie e del pancreas: la sindrome X o sindrome metabolica.

Cos'è la sindrome metabolica?

Si parla di sindrome metabolica (nota anche come sindrome X, sindrome da insulino-resistenza, sindrome pluri-metabolica o ancora "the deadly quartet", (il quartetto mortale)) quando una persona presenta almeno 3 dei 5 parametri seguenti:

  • giro vita > 102 cm negli uomini e > 88 cm nelle donne – da adeguare a seconda del gruppo etnico;
  • colesterolo HDL (colesterolo buono) < 40 mg/dl negli uomini e < 50 mg/dl nelle donne (o sotto trattamento per un eccesso di colesterolo);
  • trigliceridi > 150 mg/dl (1,7 mmol/L) (o sotto trattamento per un eccesso di trigliceridi);
  • glicemia a digiuno > 1 g/dl (o sotto trattamento per un diabete);
  • pressione arteriosa > 130-85 mmHg (o sotto trattamento per un'ipertensione).

Questo fenomeno diventa più frequente con l'età e in caso di precedenti cardiovascolari, di sovrappeso, di mancanza di attività fisica e di tabagismo. Negli Stati Uniti, il 22% degli americani di età superiore ai 20 anni presenta questa sindrome*. La percentuale è ancora più alta tra gli americani di origine messicana.

Verso un trattamento completo

Insulino-resistenza, ipertensione, eccesso di colesterolo, sovrappeso. Questi fenomeni sono strettamente correlati. Si riscontrano, infatti, 2 volte più anomalie del bilancio lipidico e casi di ipertensione nei pazienti diabetici che nella popolazione generale americana. A questo riguardo, la sindrome metabolica riflette l'instaurarsi di un'insulino-resistenza che si ripercuote su tutto l'organismo, in particolare con un'accelerazione dell'aterosclerosi e delle complicanze cardiovascolari. È tutt'altro che innocua: il tasso di mortalità generale a 7 anni raggiunge il 18% in caso di sindrome metabolica associata al diabete di tipo 2, contro il 4,6% in assenza di questa patologia*.

Secondo il Dr. Sachs, endocrinologo all'ospedale Avicenne di Bobigny (Francia), anche se queste definizioni non sono ancora del tutto condivise, appare fondamentale sin da ora effettuare il depistage dell'insulino-resistenza nelle persone obese (10% dei francesi) o in sovrappeso (30%).

Secondo il Prof. Valensi, dell'ospedale Jean Verdier di Bondy, "le misure che riguardano lo stile di vita e all'alimentazione, con una riduzione ponderale moderata (dal 5 al 10%), migliorano regolarmente le componenti della sindrome da insulino-resistenza". Alcuni trattamenti orali (compresse) possono completare questa azione, da soli o come supporto, in particolare in caso di sovrappeso, di eccesso di colesterolo e di ipertensione arteriosa. Il diabete di tipo 2 si inserisce spesso in un trattamento pluridisciplinare basato sull'insulino-resistenza nel suo complesso, e non unicamente sul controllo glicemico.

Dr. Jean-Philippe Rivière e David Bême

Fonte: Medec 2003

* Diabetes Care, volume 24, aprile 2001

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27/12/2012

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