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Trattamenti della scoliosi nel bambino e nell’adolescente

La scoliosi è una malattia grave da non confondere con l’atteggiamento “scoliotico”. Ne soffre circa il 2-3% degli adolescenti. In base all’entità del problema si possono seguire vari trattamenti di ordine ortopedico e/o chirurgico.

Trattamento della scoliosi
© Getty Images

La scoliosi, ovvero la deformazione della colonna vertebrale in tre dimensioni, si sviluppa nei bambini in piena salute, senza nessuna causa accertabile. La scelta del trattamento dipende dalla gravità della scoliosi, dalla sua origine, dalla sua capacità di evoluzione e dall’età del paziente.Lo scopo dei trattamenti è quello di evitare un aggravamento e, nel migliore dei casi, correggere la curvatura per evitare le complicazioni.Ogni caso è a sé e sta al chirurgo ortopedico pediatra determinare, dopo aver valutato l’insieme degli elementi, il trattamento da eseguire. Circa il 90% degli adolescenti con curve superiori ai 10° può essere curato con metodi non chirurgici.

Trattamenti non chirurgici della scoliosi

I busti rappresentano l’elemento fondamentale del trattamento ortopedico delle scoliosi. Hanno l’obiettivo di arrestare l’aggravamento della scoliosi e, in alcuni casi, di correggerla parzialmente. Sono necessari per le forme medio-gravi di scoliosi (con curvature dal20 al 40%). Di varie tipologie, questi busti si adattano alla forma delle curvature e all’età dei bambini. Fabbricati su misura e regolabili per essere adattati alla crescita del rachide, vengono rinnovati per seguire la crescita del bambino. L’utilizzo di un busto in gesso per un breve periodo da 2 a 4 mesi prima della collocazione di un busto plastico rimovibile permette di ridurre la deformazione e di raddrizzare la colonna vertebrale nella massima posizione di correzione. Il busto plastico svolge in seguito un ruolo di sostegno. Temuti in passato perché antiestetici e scomodi, i busti moderni sono oggi molto meno visibili e meglio tollerati. Una volta terminata la crescita, si possono talvolta utilizzarebusti più sottili, leggeri e vicini al corpo. 

Per la massima efficacia, il busto deve essere portato in permanenza, ma esistono numerosi protocolli sul suo utilizzo in base alla severità della curvatura e al tipo di scoliosi. Si raccomanda di continuare a praticare attività fisiche e sportive. In ogni caso il trattamento ortopedico della scoliosi deve essere accettato dal bambino e deve consentirgli di condurre una vita il più normale possibile.Nota: la fisioterapia ha lo scopo di aumentare la muscolatura del torace, correggere le posture scorrette e migliorare le capacità respiratorie, ma non può in alcun modo evitare l’aggravamento della scoliosi. Va quindi presa in considerazione come trattamento complementare.

Trattamenti chirurgici della scoliosi

La chirurgia interessa le forme più gravi di scoliosi, con curvature superiori ai 45°. L’operazione consiste nel correggere la curvatura e nel ristabilire l’estetica della colonna vertebrale saldando tra di loro le vertebre deformate nella migliore posizione di correzione. Per fare ciò, il chirurgo pratica un’“artrodesi” o innesto delle vertebre. Infine colloca una o più aste metalliche per mantenere il corretto allineamento delle vertebre. L’inconveniente maggiore di questa chirurgia? Il blocco della crescita rachidea. Va dunque eseguita quando il bambino ha raggiunto un’altezza adeguata. Si tratta di un’operazione pesante ma le tecniche chirurgiche hanno fatto molti passi in avanti, aumentando l’efficacia della correzione e riducendo i tempi di immobilizzazione post-operatori. La convalescenza è meno dolorosa, il ritorno a casa più rapido e l’assenza del busto nel post-operatorio consente in genere già un mese dopo l’operazione il ritorno a scuola e la ripresa progressiva delle attività sportive. Dopo l’intervento, l’adolescente ritrova una vita normale, spesso di qualità migliore, ma dovrà imparare a viverecon la sua “nuova schiena”, più dritta ma anche più rigida.

Le strade della ricerca si orientano oggi verso una migliore conoscenza dell’origine e dei meccanismi di evoluzione della scoliosi. Oltre 25 équipe internazionali, sostenute dalla Fondazione Yves Cotrel per la Ricerca in Patologia Rachidea, lavorano su questo tema.

di Anne-Sophie Glover-Bondeau

Fonti:

Dossier stampa dellaSociété Française de Chirurgie Orthopédique et Traumatologique(Società Francese di Chirurgia Ortopedica e Traumatologica – SOFCOT), novembre 2008

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27/10/2014

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