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Lombalgia: capire l'anatomia della schiena per scoprirne l'origine

La lombalgia è un dolore della regione lombare, il male che si prova nella parte bassa della schiena, a volte chiamato “mal di reni”. Per capire meglio l'origine di questa patologia, è importante conoscere l'anatomia della nostra schiena.

Lombalgia: conoscere la schiena per capirne l'origine
© Getty Images

Per capire al meglio quali problemi può portare la lombalgia, è importante conoscere al meglio la colonna vertebrale. Ecco un breve riassunto dell'anatomia della colonna:

La colonna vertebrale è composta da 29 parti ossee sovrapposte: 7 vertebre cervicali, 12 dorsali, 5 lombari e 5 sacrali che formano l’osso sacro.

L’osso sacro risiede tra le due ossa iliache che formano il bacino osseo.

Il corpo delle vertebre è formato dal tessuto osseo spugnoso. Protegge il midollo spinale. Nel tessuto osseo vertebrale si forma la metà dei globuli del sangue.

Le vertebre sono unite le une alle altre dalle apofisi articolari e dai dischi intervertebrali. Questi ultimi sono ammortizzatori e distributori di pressione.

Tra una vertebra e l’altra c’è dunque un disco fibroso, ed è questo a dare elasticità alla colonna vertebrale.

Il disco ammortizzatore possiede al suo centro un nucleo (nucleus pulposus) ed è circondato da un anello fibroso (annulus fibrosus) che gli impedisce di scivolare e fondersi nel canale rachideo. Il disco è neutro e senza innervazione. Il suo appiattimento fa ritrarre il buco di congiunzione o foro da cui partono, dal midollo spinale, il nervo rachideo e i suoi gangli.

Più il disco è spesso, più l’ampiezza dei movimenti è grande.

Il disco permette i movimenti dei corpi vertebrali in tutti i piani. Le apofisi selezionano i movimenti più utili.

Le vertebre sono mantenute dai legamenti e dai muscoli paravertebrali che formano una stretta rete.

Il disco che separa la 5a vertebra lombare del plateau dalla 1a vertebra sacrale è il più fragile. Questa debolezza va aggravandosi con le attività professionali (agenti di commercio, rappresentanti, parrucchieri, dentisti, traslocatori, ecc.), con l’età e con l’assenza di muscoli tonici.

Questo disco, come tutti gli altri, a partire da una certa età perde le sue facoltà di idratazione. Inoltre si assottiglia più all’indietro che in avanti sotto l’effetto del notevole carico meccanico sopportato dalla 5a vertebra lombare. A un minimo grado, anche i dischi della 4a e della 3a vertebra lombare si assottigliano all’indietro. Il nucleo polposo è decentrato verso la parte posteriore e va a inciampare contro il legamento comune posteriore: si tratta dell’ernia del disco che provoca così un’irritazione che aumenta con i movimenti di flessione lombare. Si parla di lombaggine fino al momento in cui la rottura completa del legamento favorisce la penetrazione brutale del nucleo nel canale rachideo.

Il contatto del disco con la radice del nervo sciatico provoca allora la sciatica, dolore molto acuto che si dirama dalla parte bassa dei reni di un fianco scendendo nel gluteo, nella coscia, nel polpaccio, nel piede e nelle dita dei piedi.

Il termine ernia ricopre un largo ventaglio di lesioni che va dai dischi intatti ma sporgenti ai dischi i cui frammenti del nucleo gelatinoso sono sfuggiti dall’anello nel canale rachideo.

  • Dolori lombari;
  • Lombalgie;
  • Lombaggini.
  • Sciatiche;
  • Artrosi dorso-lombare.

Autori: dott.Lyonel Rossant e dott.ssa Jacqueline Rossant-Lumbroso

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16/10/2014

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