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La celiachia (Allergia al glutine)
 
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Vivere con la celiachia

In passato considerata una malattia rara, oggi l’intolleranza al glutine è sempre più diffusa. Ma anche più conosciuta. Così conviverci è divenuto un po’ più semplice.

Vita da celiaci
© Getty Images

Fino agli anni ’80 era considerata una malattia rara, con esordio quasi esclusivamente in età pediatrica. Poi arrivarono gli anni ’90 e con loro l’epidemiologia della celiachia è cambiata radicalmente. Oggi si considera che in Italia il disturbo colpisca una persona ogni cento, e le nuove diagnosi sono circa 20 mila all’anno. Non è altro che il risultato dei progressi scientifici fatti in questo campo, tra nuovi studi e affinamento degli strumenti diagnostici a disposizione: oggi basta un esame del sangue per avere risultati affidabili e i test genetici sono ormai entrati nella pratica clinica, mentre in passato l’unico metodo a disposizione era la biopsia intestinale. In sintesi, non c’è stato un incremento dei casi di celiachia, ma solo un aumento di quelli individuati. Sono cioè sempre di più le persone consapevoli di soffrire di questa intolleranza permanente al glutine. E se spesso la malattia insorge fin da bambini, non è così raro scoprire di esserne affetti solo più avanti negli anni, nell’adolescenza o addirittura in età adulta. Può comparire in ogni momento della vita, spesso dopo un evento stressante come un intervento, un’infezione intestinale o, addirittura, una gravidanza.

Celiachia: non sempre una brutta notizia

Certo, scoprire di essere celiaci non può essere considerata una bella novità. Essere malati non piace a nessuno. Ma raggiungere una diagnosi significa anche trovare finalmente una soluzione per sintomi a dir poco fastidiosi. Basta bandire il glutine dalla propria dieta per dire addio a dolore e gonfiore addominali, diarrea cronica, vomito, scarso appetito, perdita di peso. Per non parlare di altri disturbi comuni come crampi, debolezza muscolare, formicolii, emorragie, gonfiore alle caviglie, dolori ossei, facilità alle fratture, alterazioni cutanee, afte, anemia. Tutti sintomi legati all’infiammazione cronica intestinale che l’assunzione di glutine provoca nei soggetti predisposti.

Dieta e terapia senza effetti collaterali per la celiachia

Ma cosa significa bandire il glutine dalla propria alimentazione? Il glutine è una sostanza proteica che si trova in alcuni cereali: grano, orzo, farro, kamut, segale, triticale e spelta. Ne sono invece naturalmente privi riso, miglio, mais, grano saraceno, manioca e quinoa.

Purtroppo però non basta eliminare i cereali “colpevoli” per risolvere tutti i problemi. Il glutine può infatti trovarsi in diversi altri alimenti come ingrediente (pane, pasta, biscotti…), come additivo (occhio a insaccati, maionese e altre salse) e in diversi casi anche in cereali che originariamente ne sono privi, ma possono essere contaminati durante la lavorazione. Perché i “sacrifici” alimentari siano dunque efficaci, meglio fare attenzione a non renderli vani mangiando inconsapevolmente prodotti che nascondono glutine. Anche perché i celiaci hanno a disposizione tutti i componenti necessari per una dieta bilanciata e varia: da riso, mais e grano saraceno, a legumi, patate, pesce, carne, uova, latte e formaggi, ortaggi e frutta.

Vita da celiaci: dal prontuario Aic al rimborso del ticket

La progressiva sensibilizzazione sul tema, ha certamente reso più semplice affrontare il capitolo “spesa”. Non è raro ormai vedere segnalato sulle confezioni se i prodotti contengono o meno glutine. Per non sbagliare, comunque, si può fare affidamento sul prontuario stilato e aggiornato periodicamente dall’Associazione Italiana Celiachia, che valuta anche il rischio di contaminazione durante tutte le fasi della produzione. Potete riconoscere gli alimenti “sicuri” anche grazie all’ormai noto marchio della Spiga Barrata disegnato sulla confezione. Altra arma utile a disposizione è il Registro nazionale stilato dal Ministero della Salute che annovera tutti gli alimenti senza glutine. Inoltre – anche se al momento in cui scriviamo è accesa la discussione sulla possibilità d rivedere la norma in proposito – per i casi accertati di celiachia il Servizio sanitario nazionale prevede un rimborso del ticket (l’importo massimo mensile varia da Regione a Regione) per l’acquisto dei prodotti senza glutine nelle farmacie e in alcuni punti vendita selezionati.

Infine, sempre più spesso anche i ristoratori sono a conoscenza delle norme da seguire per garantire anche ai celiaci la possibilità di godersi un pasto al ristorante. Anche su questo fronte l’Aic lavora attivamente per mettere a disposizione sul suo sito un database di locali informati sempre aggiornato.

Cura della celiachia: basterà una pillola?

Una speranza per i celiaci è rappresentata dalla sperimentazione della pillola anti-zonulina, ossia un medicinale che. Pur non sconfiggendo in modo definitivo l’intolleranza, se assunta prima di un pasto permetterebbe l’estemporanea ingestione di glutine senza reazioni immunitarie abnormi. Niente a che vedere con un vaccino – anch’esso in corso di studio benché decisamente più lontano da venire – ma rappresenterebbe un innegabile aiuto per i celiaci, soprattutto in occasioni sociali.

Cecilia Lulli

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13/03/2013

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