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La prevenzione dell'osteoporosi

Con l’aumento delle aspettative di vita, l’osteoporosi diventerà una malattia sempre più diffusa. Un buon motivo per mettere in pratica alcune semplici misure preventive sin dall’infanzia.

La prevenzione dell'osteoporosi
© Getty Images

L’osso è un tessuto in costante rinnovamento. La sua massa cresce fino alla fine dell’adolescenza, resta generalmente stabile fino alla cinquantina, poi diminuisce con regolarità, soprattutto nelle donne in menopausa. Più il capitale osseo è importante al momento della menopausa, più il rischio ulteriore di complicazioni dell’osteoporosi sarà basso. Ciò significa che la prevenzione dell’osteoporosi deve farsi per tutta la vita, al fine di preservare questo capitale osseo.

Prevenire sin dall’infanzia per vivere a lungo

Durante l’infanzia e l’adolescenza è importante assicurarsi un apporto sufficiente di calcio (1,2 g/die) attraverso il latte e i prodotti derivati dal latte. È a questa età che lo sport è maggiormente benefico, a condizione di essere praticato in maniera ragionevole. Allenamenti troppo intensi per le ragazze, infatti, possono provocare un’amenorrea (assenza di mestruazioni) e una carenza di estrogeni, fonte di perdita ossea. L’anoressia mentale, associando carenze alimentari e amenorrea, provoca una fragilità ossea duratura. Fino al momento della menopausa, periodi prolungati di amenorrea, sintomo di carenza estrogenica, devono essere evitati.

In età adulta bisogna cercare di mantenere un apporto di calcio corretto (1g/die), evitare di fumare e limitare il consumo di alcol. Tabacco e alcol, infatti, agiscono direttamente sulle cellule che formano l’osso, inoltre il tabagismo è associato a una menopausa più precoce. Fai attenzione anche all’alimentazione perché il sale aumenta l’eliminazione del calcio.

Far lavorare i muscoli contro resistenza

L’esercizio fisico resta un fattore di prevenzione fondamentale durante tutta la vita. I muscoli, contraendosi, esercitano una trazione sulle estremità ossee, con l’effetto di stimolare l’osso e rinforzarlo. Ma non tutti gli esercizi si equivalgono.

I più efficaci sono quelli eseguiti contro una resistenza (sappiamo che l’osteoporosi è la principale complicazione dei voli in assenza di gravità). Perciò è meglio fare una ventina di esercizi con dei manubri o degli elastici invece che farne centinaia senza resistenza. È importante far lavorare le zone più fragili, le gambe in particolare, dato che la frattura del collo del femore è la complicazione maggiore dell’osteoporosi.

Le misure preventive devono essere particolarmente severe in caso di trattamenti a base di cortisone perché quest’ultimo aumenta il rischio di osteoporosi.

Non è mai troppo tardi

In menopausa il trattamento ormonale sostitutivo ritarda la perdita ossea. Alcuni studi hanno dimostrato una riduzione che va dal 50% all’80% del rischio di compressioni vertebrali, e del 25% del rischio di altre fatture durante i primi cinque anni di cura*. In assenza di controindicazioni, contro l’osteoporosi si raccomanda questo trattamento. Può essere instaurato in qualsiasi momento, anche molti anni dopo l’inizio della menopausa, e può essere portato avanti per una decina di anni.

È risaputo che nella maggior parte delle persone gli apporti di calcio sono insufficienti. In caso di carenze, gli integratori devono essere assunti in maniera continua. In inverno è necessario associarli alla vitamina D dato che l’esposizione al sole è in genere molto scarsa.

Diversi trattamenti indicati nella cura dell’osteoporosi, riducendo la perdita ossea e il rischio di fratture, hanno anche un’azione preventiva e potrebbero essere proposti alle donne più predisposte.

Infine, l’attività fisica deve diventare più prudente man mano che si va avanti con l’età. Restare attivi però è importante: si può camminare o praticare una ginnastica adatta.

Dott.ssa Chantal Guéniot

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03/08/2012

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