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La cura per l'osteoporosi

L’osteoporosi espone a un elevato rischio di fratture. Per combattere questa malattia si utilizzano diverse classi terapeutiche. Quali sono gli obiettivi? Come agiscono? Panoramica sui principali farmaci e sulle loro azioni.

La cura per l'osteoporosi
© Getty Images

No, l’osso non è una materia inerte ma un tessuto vivo in continuo rinnovamento. Questo rimodellamento osseo si basa sul funzionamento associato di due tipi di cellule ossee: gli osteoclasti e gli osteoblasti.

  • Affinché l’osso si rinnovi, prima di tutto gli osteoclasti distruggono l’osso vecchio scavando delle lacune, dei veri e propri “buchi” nell’osso (questo processo si chiama riassorbimento osseo: gli osteoclasti “scavano”).   
  • In seguito gli osteoblasti hanno il compito di fabbricare l’osso nuovo: in un primo momento colmeranno i buchi con le proteine (si tratta della formazione ossea: gli osteoblasti “tappano”).

Successivamente il giovane tessuto osseo, il tessuto osteoide, si calcificherà grazie a un cristallo di calcio (mineralizzazione ossea). Esiste un equilibrio tra formazione e riassorbimento. Questo equilibrio può rompersi (per esempio con la menopausa): il riassorbimento prevale sulla formazione cosicché si ha più osso distrutto che osso formato. L’osso diventa poroso e si parla dunque di osteoporosi.

Panoramica sulle cure e sulla loro modalità d’azione

Per ridurre il rischio di fratture attualmente sono disponibili quattro tipi di trattamenti. Questi agiscono o riducendo il riassorbimento osseo (SERM, bifosfonati), o stimolando la formazione ossea (teriparatide). Solo un trattamento (il ranelato di stronzio) stimola la formazione ossea diminuendo al contempo il riassorbimento.

I Selective Estrogen Receptor Molecular, modulatori selettivi dei recettori degli estrogeni (SERM), il raloxifene

Anche i SERM (Evista®, Optruma®…) inibiscono il riassorbimento osseo. Come gli estrogeni, agiscono sul tessuto osseo ma, a differenza degli estrogeni, non hanno effetti sull’utero o sul seno. Attraverso i recettori degli estrogeni, queste molecole (che non sono ormoni) sono in grado di indurre effetti pro o anti-estrogeni, a seconda dei tessuti. Hanno quindi un ruolo protettivo contro l’osteoporosi e non aumentano, anzi diminuiscono, il rischio di cancro all’utero o al seno.

I bifosfonati (Fosamax®, Actonel®...)

I bifosfonati non sono ormoni. Questi farmaci inibiscono principalmente il riassorbimento osseo e, più in generale, il processo di rimodellamento delle ossa. Hanno la proprietà di fissarsi esclusivamente nell’osso per impedirne la distruzione. In questo modo possono legarsi solidamente alle ossa finendo con l’integrarsi allo scheletro. Tengono a freno la perdita ossea impedendo agli osteoclasti di distruggere il tessuto sulla superficie delle ossa.

Il ranelato di stronzio (Protelos®)

Il ranelato di stronzio è caratterizzato da un’originale modalità d’azione che gli consente di agire sui due fronti: aumentare la formazione ossea e limitare il riassorbimento. Testato su quasi 7000 persone nell’ambito di due studi9,10, questo composto riduce contemporaneamente e in maniera significativa il rischio di recidive di fratture vertebrali, di nuove fratture e in misura minima di fratture non vertebrali. Il riassunto delle caratteristiche del prodotto riferisce di affezioni del sistema nervoso o gastro-intestinali ma, nel 2007, l’Afssaps (l’agenzia francese per la sicurezza dei farmaci) ha aggiunto che questo farmaco poteva comportare una sindrome di ipersensibilità medicamentosa o sindrome Dress, una grave allergia che può colpire fegato, reni e polmoni. L’agenzia del farmaco ha pertanto indicato che il verificarsi di un’eruzione cutanea, a prescindere da quanto tempo si segue il trattamento, deve condurre all’interruzione dello stesso e a consultare un medico. Nel settembre del 2011, questo farmaco si trova al centro di una polemica. Secondo il quotidiano Libération, un rapporto dell’agenzia europea del farmaco (EMEA) rimprovererebbe al laboratorio Servier di aver nascosto alle autorità sanitarie alcuni casi di effetti secondari del Protelos. Accuse smentite da Servier. Attualmente l’Afssaps sta rivalutando i benefici e i rischi di questo farmaco.

Il Paratormone (PTH) 1-34 o Teriparatide (Forsteo®)

Il paratormone, o ormone paratiroideo, è prodotto dalle ghiandole paratiroidee. Esso controlla il metabolismo del calcio e del fosfato nell’organismo. Somministrato con iniezione quotidiana, il paratormone stimola fortemente la formazione ossea. Questo farmaco, a carico del SSN solo per le donne che hanno subito almeno due fratture vertebrali, è riservato alle forme gravi e non può essere prescritto per più di 18 mesi.

Anne-Sophie Glover-Bondeau
Aggiornamento del settembre 2011

Fonti:
- GRIO (Gruppo di Ricerche e Informazioni sulle osteoporosi)
- “Le ranélate de strontium, nouvel agent thérapeutique dans l’ostéoporose post-ménopausique ”, Pierre J.Meunier, médecine sciences, volume 20, N°6-7, giugno-luglio 2004

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03/08/2012

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