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I pericoli dell’influenza

Dopo la gastroenterite, tocca all’ influenza fare la sua comparsa. Senza rappresentare rischi gravi particolari, l’epidemia toccherà il suo picco in Italia a partire da questa settimana. Doctissimo coglie l’occasione per ricordarti le nozioni basilari su questa malattia virale, spesso sottovalutata.

I pericoli dell'influenza
© Getty Images

L’influenza si trova abbondantemente descritta già in vecchie opere mediche.  È quindi una delle malattie virali più antiche. Tuttavia, a volte si ha la tendenza a utilizzare il termine influenza per indicare un insieme di malattie che non corrispondono al virus dell’influenza.

Distinguere la vera influenza dalla falsa

Diverse caratteristiche permettono di distinguere la sindrome influenzale dall’influenza vera e propria. I sintomi della sindrome influenzale sono spesso passeggeri e d’intensità moderata. I responsabili di queste “false influenze” sono i virus respiratori sinciziali (VRS), i virus parainfluenzali, gli adenovirus, i rinovirus, gli enterovirus, i coronavirus…

L’influenza invece è caratterizzata da sintomi di forte intensità che compaiono spesso in modo violento: mal di testa, dolori, brividi, febbre alta, a volte tosse e congestione nasale… Lungi dall’essere banale come i suoi omologhi, il virus dell’influenza resta in Italia una delle prime cause di mortalità infettiva. Ogni anno è responsabile di diverse migliaia di decessi.

Vaccinazione annuale di fronte a un virus camaleonte

La durata d’incubazione dell’influenza (tra la contaminazione del virus e i primi sintomi) varia tra le 24 e le 48 ore. In media il malato è contagioso per un periodo di sei giorni, compresi i giorni prima che i sintomi compaiano. In soggetti non indeboliti, la guarigione completa avviene dopo una o due settimane.

La protezione migliore contro questo virus resta la vaccinazione. Il vaccino è particolarmente raccomandato, ed è gratuito, per le persone che hanno raggiunto i 65 anni di età e per i pazienti – adulti e bambini – affetti da alcune malattie di lunga durata:

  • Diabete di tipo 1 e 2;
  • Insufficienza cardiaca grave, disturbi gravi del ritmo cardiaco, cardiopatie valvolari gravi, cardiopatie congenite gravi;
  • Insufficienza respiratoria cronica grave;
  • Incidente vascolare celebrale invalidante;
  • Forma grave delle affezioni neurologiche e muscolari, epilessia grave;
  • Deficit immunitario primitivo grave necessitante di trattamento prolungato, infezione da HIV;
  • Nefropatia cronica grave e sindrome nefrotica primitiva;
  • Emoglobinopatie, emolisi croniche costituzionali e acquisite severe;
  • Mucoviscidosi.
  • Le persone colpite da qualunque tipo di asma e di broncopneumopatia cronica ostruttiva;
  • I bambini e gli adolescenti (da 6 mesi a 18 anni) il cui stato di salute necessiti di un trattamento prolungato con acido acetilsalicilico (fondamentalmente per la sindrome di Kawasaki complicata e per l’artrite cronica giovanile);
  • Le persone ricoverate in un istituto sanitario per un periodo di media o lunga durata, a prescindere dall’età.

È meglio ripeterlo ogni anno perché nuovi ceppi del virus dell’influenza compaiono e cambiano in continuazione. Le epidemie di influenza possono aver luogo da ottobre a marzo. Il periodo migliore per farsi vaccinare va dal mese di ottobre a metà dicembre, un periodo di tempo di 15 giorni è necessario all’organismo per produrre gli anticorpi responsabili della tua protezione.

Trattamento

Nelle persone che non presentano fragilità particolari, l’organismo è capace di combattere efficacemente l’infezione, a condizione che ci si riposi. I consigli sono quindi quelli di restare a letto, bere molto, liberare il naso, curare la febbre… Puoi inoltre ricorrere ad alcuni rimedi naturali per diminuire i sintomi dell'influenza. Per i bambini, alcuni trattamenti particolari sono d’obbligo, scoprili nel nostro articolo “Influenza, come far abbassare la febbre nei bambini?”.

È inoltre possibile ricorrere ad antivirali capaci di ridurre la durata e l’intensità dei sintomi. Attualmente ne esistono di due classi:

  • Gli inibitori della proteina virale M2 (amantadina e rimantadina) sono attivi contro i virus dell’influenza A, ma presentano qualche inconveniente: hanno una cattiva tolleranza renale, epatica e neurologica. Inoltre, appaiono rapidamente resistenze;
  • Gli inibitori della neuraminidasi (zanamivir - Relenza ® - e oseltamivir - Tamiflu ®) sarebbero efficaci, riducendo l’intensità e la durata dei sintomi se somministrati entro 48 ore dopo la comparsa dei primi sintomi. Questi farmaci possiederebbero anche un’azione preventiva rispetto all’influenza. Ma uno studio* pubblicato nel 2012, riprendendo l’insieme dei lavori sull’oseltamivir (Tamiflu ®) arriva a conclusioni piuttosto deludenti riguardo ai suoi effetti. Includendo gli studi pubblicati in doppio cieco che paragonano questo farmaco a un placebo, i benefici si limiterebbero a una riduzione della durata dei sintomi di 20 ore se il farmaco viene assunto nelle 24 ore che seguono i primi sintomi. Nessuna riduzione statisticamente significativa delle complicazioni gravi (polmonite o ricovero) è stata annotata dagli autori. Forse bisognerebbe rivedere la sua utilità in caso di pandemia influenzale?

Ricordiamo che la validità degli antibiotici si limita a prevenire le complicazioni dell’influenza, ma sono totalmente impotenti di fronte al virus.

David Bême

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22/02/2016

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