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Influenza: quali sono i sintomi e quanto dura?

Tutti gli anni, l’epidemia di influenza colpisce l’Italia portando con sé uno strascico di fastidiosi sintomi che si accaniscono su milioni di persone, comportando gravi complicazioni per migliaia di noi. Come distinguere l’influenza vera e propria dalla sindrome parainfluenzale? Doctissimo ti spiega quali sono i sintomi di questa malattia virale, e qual è la sua durata media.

Sintomi e durata dell'influenza
© Getty Images

L’influenza è descritta in lungo e in largo in tutti i manuali e in tutte le opere mediche più antiche. È, infatti, una delle malattie virali più antiche. Eppure, spesso descriviamo come influenza un insieme di malattie che non dipendono dal virus dell’influenza, ma costituiscono quella che viene chiamata una sindrome parainfluenzale. 

Sintomi delle sindrome parainfluenzale VS sintomi dell’influenza

Sintomi della sindrome parainfluenzale (o stato influenzale)

Vari elementi permettono di distinguere lo stato influenzale dall’influenza vera e propria. I sintomi dello stato influenzale sono spesso passeggeri e di intensità moderata. I responsabili di queste “false influenze” sono dei virus respiratori sinciziali (VRS), i virus para-influenza, gli adenovirus, i rhinovirus, gli enterovirus, i coronavirus…

Sintomi dell'influenza vera e propria, di origine virale

Inversamente, l’influenza vera, è caratterizzata da sintomi di forte intensità che si manifestano brutalmente:

Molto più pericoloso dei suoi imitatori, il virus influenzale è una delle prime cause di mortalità infettiva. In Italia, è responsabile ogni anno di centinaia di decessi.

Il virus dell’influenza

I virus dell’influenza appartengono alla famiglia degli Orthomyxoviridae e al genere Influenzavirus, che esiste in tre tipi: A, B e C. I virus di tipo A e B sono responsabili delle epidemie influenzali invernali, ma solo i virus di tipo A provocano le pandemie influenzali. Il virus di tipo C sembra legato a casi sporadici.

I virus di tipo A sono quelli più frequenti e virulenti: se ne distinguono vari sottotipi, in base al loro antigene di superficie, l’emoagglutinina (da H1 a H16) e la neuraminidasi (da N1 a N9). Questo produce quindi 144 combinazioni possibili, ma per l’influenza di stagione i virus implicati sono solo H1, H2, H3 e N1 o N2.

Durata dell’incubazione, del contagio e della guarigione dall’influenza

La durata di incubazione dell’influenza (tra il contagio e i primi sintomi) va dalle 24 alle 48 ore. Il malato è contagioso per un periodo medio di sei giorni, compresi i giorni prima che i sintomi si manifestino. Nelle persone non predisposte a complicazioni, la guarigione è completa entro un paio di settimane. 

Vaccinazione contro l’influenza

La vaccinazione anti influenzale è raccomandata per:

  • Le donne incinte, a qualunque stadio della gravidanza;
  • Le persone, bambini dai sei mesi in su inclusi, che soffrono delle patologie seguenti:
    • Malattie bronco-polmonari croniche (asma e BCPO),
    • Insufficienze respiratorie croniche ostruttive o restrittive, di qualunque origine, comprese le malattie neuromuscolari a rischio di decompensazione respiratoria, le malformazioni delle vie respiratorie superiori o inferiori, le malformazioni polmonari o le malformazioni della cassa toracica,
    • Malattie respiratorie croniche che non rientrano nelle malattie asmatiche o BCPO ma che rischiano di aggravarsi in seguito a una malattia influenzale, tra cui la bronchite cronica, le bronchiettasie, l’iper-reattività bronchiale,
    • Displasie bronco-polmonari
    • Fibrosi cistica o mucoviscidosi,
    • Cardiopatie congenite cianogene o con un’ipertensione arteriosa polmonare e/o un’insufficienza cardiaca, 
    • Insufficienze cardiache gravi,
    • Valvulopatie gravi,
    • Gravi disturbi del ritmo cardiaco, che richiedono una terapia di lunga durata,
    • Malattie delle coronarie,
    • Antecedenti di ictus cerebrale,
    • Forme gravi delle malattie neurologiche e muscolari (tra cui miopatia, poliomielite, miastenia, SLA),
    • Paraplegie e tetraplegie con lesioni al diaframma,
    • Nefropatie croniche gravi,
    • Sindromi nefrosiche,
    • Anemia falciforme, omozigote e doppia eterozigote S/C, e talasso-drepanocitosi,
    • Diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2,
    • Deficit immunitario primario o acquisito (patologie oncologiche ed ematologiche, trapianto d’organi e di cellule staminali ematopoietiche, deficit immunitario ereditario, malattie infiammatorie e/o autoimmuni in cura con farmaci immunosoppressori), tranne in coloro che sono trattati con immunoglobuline; persone infette dall’HIV, di qualunque età e stato immunovirologico,
    • Malattia epatica cronica con o senza cirrosi
  • Le persone obese con un indice di massa corporea (IMC o BMI) pari o superiore a 40 kg/m2, senza patologia associata o colpite da una patologia altra rispetto a quelle citate sopra;
  • Le persone in casa di cura o in ospedale, di qualunque età;
  • Le persone che vivono con neonati di meno di 6 mesi che presentino fattori di rischio gravi quali: nati prematuri, soprattutto qualora portatori di bronco-displasia, e bambini colpiti da cardiopatia congenita, deficit immunitario congenito, patologia polmonare, neurologica o neuromuscolare e portatori di malattie di lunga durata.

È importante rinnovare il vaccino ogni anno, in quanto compaiono costantemente nuovi ceppi di virus influenzali. Le epidemie di influenza possono presentarsi da ottobre a marzo. Il periodo migliore per farsi vaccinare va da ottobre a metà dicembre, e un lasso di tempo di 15 giorni è necessario al tuo organismo per produrre gli anticorpi che contrastano l’influenza.

Cura dell’influenza

Nelle persone in buona salute, l’organismo è capace di combattere efficacemente l’infezione, semplicemente con il riposo. Si consiglia quindi di rimanere a letto, bere molto, liberare il naso, curare la febbre...

È possibile anche ricorrere a degli antivirali, capaci di ridurre la durata e l’intensità dei sintomi. Gli antibiotici sono utili solo per prevenire le complicazioni legate all’influenza. Non servono a nulla di fronte al virus.

Fonte:

* Effectiveness of oseltamivir in adults: a meta-analysis of published and unpublished clinical trials - Mark H Ebell, Marlene Call and JoAnna Shinholser - Family Practice (2012) First published online: September 20, 2012 ( disponibile online)

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26/02/2015

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