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Gli infiniti danni dell’influenza

Malattia infettiva di forma virale, l’influenza non è da sottovalutare. Ogni anno milioni di italiani vengono contagiati e, per alcune persone più vulnerabili, le complicanze possono essere mortali. L’approfondimento su queste epidemie.

I danni dell'influenza
© Getty Images

Ogni inverno la stessa storia: l’epidemia dell’influenza imperversa per sei-otto settimane1 e contagia centinaia di milioni di persone, di cui 5-8 milioni solo in Italia. In media, un adulto su dieci e un bambino su tre ne sono colpiti ogni anno.

Le mutazioni del virus

Per le persone vulnerabili come gli anziani e i malati cronici, l’influenza non è affatto una malattia banale. La mortalità annuale diretta o indiretta legata all’influenza stagionale sarebbe quindi in Italia dell’ordine di 8500 persone. E la storia è segnata da pandemie molto più mortali: l’“influenza spagnola” del 1918-19 ha fatto 40 milioni di vittime nel mondo, l’“influenza asiatica” del 1957-58 è stata fatale per 4 milioni d’individui e quella del 1968-69 per 2 milioni.

Di fronte a una tale minaccia, la sorveglianza dei nuovi virus è fondamentale. Solo l’identificazione dei diversi virus che minacciano l’uomo consente di mettere in atto misure di prevenzione adeguate (elaborazione dei vaccini e dei reattivi di individuazione dei virus). L’Organizzazione mondiale della Sanità, basandosi su una vasta rete di laboratori, è responsabile di questa vigilanza. L'Italia partecipa insieme agli altri Stati europei al progetto European Influenza Surveillance Scheme – EISS.

Una minaccia per la salute pubblica

La risposta deve essere rapida ed efficace perché la trasmissione dell’influenza avviene molto velocemente attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie, quando si starnutisce o si tossisce, attraverso il contatto diretto, soprattutto con le mani. Le persone infette sono contagiose già due giorni prima della comparsa dei sintomi e fino a 5 giorni dopo3. Finito il periodo d’incubazione, che va da uno a quattro giorni, compaiono rapidamente febbre, mal di testa e un malessere generale. Anche se questi sintomi possono attenuarsi più o meno velocemente, la tosse e la stanchezza possono persistere per più di due settimane.

Di fronte a questa infezione virale, alcune persone si rivelano più vulnerabili: le persone anziane, quelle indebolite da una malattia cronica (per esempio alcune patologie bronco-polmonari, asma, cardiopatie e insufficienze cardiache, nefropatie, diabete, deficit immunitari cellulari, drepanocitosi), ma anche i bambini piccoli e i neonati ai quali una febbre alta potrebbe provocare le convulsioni.

Oltre alle conseguenze sanitarie, l’epidemia dell’influenza ha un impatto economico non trascurabile: i costi diretti sostenuti dal sistema sanitario (visite, ricoveri…) e dalla società sono estremamente alti.

Di fronte a questo virus mutevole, l’arma migliore resta il vaccino antinfluenzale. In alcune circostanze, alcuni antivirali si sono dimostrati altrettanto utili, sia sul piano della diminuzione della trasmissione, sia sul piano terapeutico.

David Bême

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08/02/2013

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