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Le complicazioni dell’influenza

Nell’inverno 2006-2007, l’influenza è durata quasi 7 settimane spingendo circa 2,2 milioni di malati negli studi dei medici di base. Cifre che ci ricordano quanto questa malattia virale sia contagiosa.

Le complicazioni dell’influenza
© Getty Images

Evitare che un piccolo virus si trasformi in una malattia grave

Anticipare l’influenza è la prima soluzione e, in questo senso, la vaccinazione resta il modo migliore per tutelarsi. La vaccinazione inizia in genere nel mese di ottobre o novembre, è gratuita per le persone che hanno compiuto i 65 anni e per quelle che, a prescindere dall’età, sono affette da alcune patologie come diabete, insufficienza cardiaca o insufficienza respiratoria grave. Da qualche tempo, è gratuita anche per le persone con meno di 65 anni che soffrono di asma o broncopolmonite cronica ostruttiva, per i bambini e gli adolescenti, da 6 mesi a 18 anni, il cui stato di salute necessiti di un trattamento prolungato con aspirina, e infine per le persone che restano in un istituto sanitario per un periodo di media o lunga durate, a prescindere dall’età.

Il vaccino non è ancora efficace al 100%, soprattutto per le persone anziane, ma evita il sorgere di numerosi nuovi casi. Inoltre, poiché nel bambino risulta più efficace, perché privarsene?

Anche se hai perso l’occasione di vaccinarti, non bisogna restare senza far niente. Se la persona a rischio presenta febbre molto alta, tosse, dolori, o, nei più giovani, segnali digestivi, consulta il tuo medico di fiducia. Esistono test di diagnosi rapida in grado di definire con molta precisione se il virus dell’influenza è in circolo o se si tratta di un semplice raffreddore o mal di gola. In base alla diagnosi, il tuo medico potrà prescriverti degli antivirali specifici per l’influenza che consentano di ridurne i sintomi, ma anche e soprattutto le complicazioni.

In effetti, gli antivirali diminuiscono la “virulenza” del virus, il che significa che lo rendono meno aggressivo per il nostro organismo. In questo modo, le classiche complicanze non avranno il tempo di svilupparsi, con il corpo meglio armato per lottare contro il virus. L’utilizzo degli antivirali è particolarmente raccomandato nelle persone deboli per impedire il più possibile il sorgere di complicazioni severe.

Complicazioni non così rare

La maggior parte delle complicazioni dell’influenza riguarda l’apparato respiratorio e spesso sono dovute a una sovrainfezione batterica. L’epidemia colpisce ogni anno da 5 a 8 milioni di persone in Italia e nei bambini con meno di 5 anni, si arriva a calcolare fino all’1% di ricoveri.

Nei più piccoli, si tratta soprattutto di otiti, ma anche bronchiti o una esacerbazione di un asma già esistente che vengono ad aggiungersi all’intensa stanchezza provocata dall’influenza. Nelle persone anziane e negli adulti in generale, le principali complicazioni sono le bronchiti acute e la comparsa di difficoltà respiratorie dovute a un’infezione polmonare o a una pneumopatia.

Bisogna distinguere la pneumopatia batterica secondaria: ovvero quando il virus dell’influenza ha creato lesioni a livello polmonare e il batterio approfitta della debolezza generale per sovrainfettare i polmoni. Questi casi si verificano nelle persone anziane e in quelle affette da malattie croniche e polmonari. Questa pneumopatia può essere anche virale e primitiva, cioè il virus è l’unico responsabile dell’attacco ai polmoni. Questo raro peggioramento virale può essere molto grave e condurre a un’insufficienza respiratoria talvolta mortale. Infine, la pneumopatia mista virale e batterica colpisce di solto le persone affette da una malattia cardiaca o polmonare.

Per concludere, non bisogna dimenticare che l’influenza uccide. Anche se resta difficile calcolare il numero esatto dei decessi, si stima che lo 0,1% della popolazione malata (cioè da 2000 a 8500 decessi su un anno di epidemia) non sopravvive alla malattia. Gli studi su due importanti epidemie (nel 1972-1973 e nel 1994-1995) hanno dimostrato che oltre il 90% dei decessi attribuiti alla polmonite e all’influenza riguardavano persone con più di 65 anni. Una ragione di più per farsi vaccinare e curarsi con trattamenti adeguati.

Anne-Aurélie Epis de Fleurian

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08/02/2013

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