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L'arresto cardiaco

Il cuore è un organo muscolare cavo a forma di cono, situato tra i polmoni, che assicura la circolazione del sangue in tutto l'organismo consentendo alle cellule di ricevere ossigeno e nutrimento. Questa circolazione è indispensabile per la vita: l'arresto del cuore causa la morte in breve tempo. È fondamentale reagire subito!

Contrastare l'arresto cardiaco
© Getty Images

Di fronte a un arresto cardiaco, se non viene effettuato alcun intervento di primo soccorso e se i soccorsi non intervengono tempestivamente, la vittima rischia la morte in breve tempo e deve quindi ricevere un massaggio cardiaco esterno associato a una ventilazione artificiale, affinché ne venga assicurata la sopravvivenza fino all'arrivo dei soccorsi. Le raccomandazioni di intervento sono recentemente cambiate: abbiamo chiesto di illustrarcele al Professor Carli, presidente del Samu (Service d'Aide Médicale d'Urgence) di Parigi e presidente del Conseil français de réanimation cardio-pulmonaire (CFRC).

Come reagire?

Le nuove disposizioni insistono in primo luogo sulla semplificazione dei gesti: in materia di rianimazione, non c'è tempo da perdere poiché ogni minuto è contato e si paga con una diminuzione delle possibilità di sopravvivenza. "Le nuove raccomandazioni non fanno più tutte le distinzioni di situazione (adulti/bambini) indicate in precedenza. In assenza di segni di vita, si procede immediatamente alla rianimazione cardiopolmonare, che consiste in 30 compressioni toraciche ogni due insufflazioni d'aria", precisa il dottor Carli.

Primo caso: la vittima lamenta un dolore al petto

Reagisci immediatamente

  • Metti la vittima in posizione di riposo.
  • Ponile delle domande: Da quanto tempo avverti questo dolore? È prima volta? Assumi dei farmaci? Sei già stato ricoverato in ospedale?
  • Chiamare il 118 (Pronto Soccorso).
  • Rassicurala.

Secondo caso: la vittima è incosciente ma respira regolarmente

Cerca di avere i riflessi pronti

  • Inclina la testa della vittima all'indietro e sollevale il mento
  • Verifica se respira regolarmente (l'addome e il torace si sollevano)
  • Girala su un lato.
  • Chiama il 118 (Pronto Soccorso).
  • Stalle vicino fino all'arrivo dei soccorsi.

Terzo caso: la vittima è incosciente, non reagisce più e non respira più (o non respira in modo normale)

Compi subito i gesti salvavita

  • Soccorri la vittima.
  • Se non reagisce, non si muove o si muove in modo strano, si tratta di arresto cardiaco
  • La diagnosi è indubbia: chiama subito il 118 (Pronto Soccorso).
  • Inclina la testa della vittima all'indietro.
  • Inizia la rianimazione cardiopolmonare:
  • Fai 30 massaggi (compressioni al centro del petto);
  • Insuffla l'aria due volte;
  • Alterna le insufflazioni alle compressioni fino all'arrivo dei soccorsi.
  • Se la vittima si muove o tossisce, accertati che respiri e posizionala su un lato.

"Contrariamente alle vecchie disposizioni, ora le insufflazioni raccomandate sono più corte (un secondo anziché due) e la rianimazione cardiopolmonare deve sempre iniziare, tranne che nei bambini piccoli, con una sequenza di compressioni cardiache; le ragioni sono molteplici: in primo luogo perché nel momento in cui avviene l'arresto cardiaco l'organismo dispone di una riserva di sangue ossigenato che non circola, ma che viene messo in movimento dal massaggio cardiaco; in secondo luogo perché il fabbisogno d'ossigeno è minimo, dato che il debito cardiaco è basso", precisa il Professor Carli.

David Bême

Avvertenza: l'unico modo per eseguire correttamente questi gesti è aver ottenuto in precedenza un diploma di addetto al primo soccorso.

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28/05/2012

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