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Dolore al petto: chiama i soccorsi!

L’infarto del miocardio resta la prima causa di morte nei paesi occidentali. Contrastarlo è una vera lotta contro il tempo, e si verificano ancora molti decessi a causa dei ritardi nel chiamare i soccorsi, soprattutto nelle prime ore del mattino. L’infarto del miocardio è causato da un coagulo che si forma all’interno di una delle arterie che irrorano il cuore, provocando così una carenza di ossigeno nelle cellule cardiache e il sintomo che tutti conosciamo: dolore toracico che si irradia nel braccio sinistro. Questo fenomeno conduce in breve tempo a delle lesioni definitive in una parte della parete del muscolo cardiaco (miocardio). Se la lesione è troppo estesa, il cuore non sarà più in grado di svolgere la sua funzione di pompa; è possibile inoltre che l cuore vada incontro a gravi alterazioni del ritmo, che possono portare alla morte.

Dolori al petto, cosa fare?
© Getty Images

Il trattamento dell’infarto: rimuovere l’ostruzione dell’arteria

Il trattamento dell’infarto è “idraulico”: è assolutamente necessario "sturare" l’arteria ostruita, e per farlo esistono due sistemi:

  • La fibrinolisi, che consiste nell’iniettare dei prodotti che vanno a "sciogliere" il coagulo. Questa terapia è efficace solo se effettuata con tempestività, e attualmente  può essere praticata presso le unità di pronto soccorso, direttamente al letto del paziente.
  • L’angioplastica, una tecnica chirurgica praticata nei centri specializzati, che consiste nel dilatare l’arteria ostruita per mezzo di un palloncino.

Se si interviene troppo tardi (oltre le 6 ore dall’infarto), non sarà più possibile liberare l’arteria e si potrà solo cercare di prevenire le complicazioni.

Un trattamento precoce

Per questo motivo è indispensabile trattare l’infarto con la massima tempestività. Da molti anni il personale sanitario (cardiologi, medici del pronto soccorso, medici di base) si impegna a vincere questa sfida: sono stati compiuti molti progressi e la riduzione della mortalità durante e dopo il ricovero ospedaliero è stata particolarmente rilevante. Tuttavia, il numero di decessi prima dell’arrivo in ospedale resta elevato. Perché? Probabilmente la causa risiede in parte nel fatto che i pazienti non chiamano abbastanza rapidamente i soccorsi, per paura di disturbare "per niente" il loro medico o il servizio sanitario d’emergenza.

In caso di dolore toracico in un soggetto a rischio chiama subito il 118!

Prima di tutto va ricordata una cosa essenziale. Se presenti dei fattori di rischio cardiovascolare, in particolare:

  • Perché ci sono stati casi di infarto nella tua famiglia;
  • Perché sei un forte fumatore;
  • Perché hai il colesterolo troppo elevato;
  • Perché hai già sofferto di angina pectoris…

…in caso di dolore toracico prolungato che insorge a riposo, chiama immediatamente il tuo medico o il 118. Fallo anche se sono le 4 del mattino: le statistiche del servizio sanitario d’emergenza evidenziano che è proprio nelle prime ore del mattino che si verifica la maggior parte dei casi di infarto, e che, proprio per questo, le persone tardano di più a chiamare i soccorsi.

Il dolore toracico può essere tipico, ovvero localizzato nel petto con irradiazione nel collo e nel braccio sinistro, ma può anche essere localizzato a livello dello stomaco. Altri sintomi frequenti possono essere: affanno, nausea, sudorazione fredda e angoscia. Va infine ricordato che le donne devono sentirsi prese in causa al pari degli uomini: benché risultino meno colpite, muoiono infatti più spesso di infarto rispetto alla popolazione maschile.

Dr Marine Olivier

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12/06/2012

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