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Dai sintomi alla diagnosi dell'asma

La malattia si manifesta con tosse, respiro sibilante o costrizione al petto, affaticamento respiratorio, oppressione toracica… Come distinguere questi sintomi di un'infezione respiratoria o di una malattia cardiovascolare negli ultracinquantenni? Come faccio a sapere se mio figlio soffre di asma? Doctissimo svela tutte le risposte alle tue domande.

I sintomi dell'asma
© Getty Images

Da 20 anni, il numero di soggetti asmatici è in continuo aumento. In alcuni paesi, fra cui l’Italia, il numero di nuovi ammalati all'anno sembra aver raggiunto un valore stabile (assenza di trend in aumento). 

Asma: la crisi è la manifestazione più nota

Il sintomo più conosciuto dell'asma è la crisi, che provoca una difficoltà di inspirazione e, soprattutto, di espirazione dell'aria dai polmoni. Questi "broncospasmi" possono essere scatenati da diversi fattori, tra cui lo sforzo fisico, l'umidità, la polvere, il fumo di sigaretta, i pollini, ecc. È facile distinguere un sibilo durante l'espirazione (i tubicini attraverso i quali l'aria deve passare per entrare e uscire dai polmoni), che attesta un restringimento dei bronchi. L'aria rimane quindi imprigionata nel petto e il torace è bloccato. Con la tosse l'organismo cerca di espellere l'eccesso di muco che si accumula nei bronchi. Sono tre i fenomeni attraverso cui è possibile spiegare la crisi:

  • Il muscolo bronchiale si contrae (broncocostrizione);
  • La parete del bronco si ispessisce (edema);
  • La parete interna secerne una grande quantità di muco (ipersecrezione mucosa).

Tuttavia, la frequenza e la gravità dei sintomi variano in base agli individui. Infatti, per alcuni asmatici i segnali sono meno evidenti.

Sintomi meno evidenti dell'asma

Al di là della crisi, la patologia assume in genere diverse forme:

  • La tosse, generalmente secca, si manifesta con attacchi. Può annunciare l'inizio di una crisi o esserne la manifestazione principale;
  • I sibili nel petto sono certamente il sintomo più ricorrente dell'asma;
  • L'affaticamento respiratorio associato ai sibili può anche assumere altre forme. Negli ultracinquantenni, un'oppressione (o un senso di costrizione al torace) può essere scambiata per un segnale di allarme cardiaco.

Questi segnali possono sopraggiungere di notte o in concomitanza con uno sforzo, e sono spesso inframmezzati da lunghi periodi di calma. Eppure, sfortunatamente questi segnali passano ancora troppo spesso inosservati e la diagnosi viene formulata in ritardo. "Mi capita di incontrare pazienti che hanno trascinato per mesi questi sintomi, addirittura per anni, prima di essere diagnosticati come asmatici. Uno solo di questi sintomi può evocare la malattia. Sono degli indici come la presenza di antecedenti familiari di asma o di allergia", dichiara il Dr. Pierrick Hordé, allergologo.

Asma: un depistage insufficiente

A dispetto di un luogo comune, l'asma non è una malattia benigna. Ogni anno, infatti, causa circa 2.000 decessi. Pertanto, in caso di crisi, è consigliabile sottoporsi a una visita, ma anche in caso di manifestazione di uno dei sintomi caratteristici. Ovviamente solo il tuo medico curante potrà formulare la diagnosi. Ma prima di farlo, ha a disposizione un semplice strumento: un misuratore di picco di flusso. Di facile utilizzo, questo strumento consente di effettuare una prima stima della funzione respiratoria attraverso la misurazione del picco di flusso respiratorio. Secondo il parere del Dr. Jean-François Dessanges, medico presso l'ospedale Cochin di Parigi, "In pratica, tutti i medici dovrebbero eseguire sistematicamente questa misurazione in tutti i pazienti, con la stessa facilità con cui misurano la pressione". Tuttavia, questa pratica di depistage rimane ancora troppo poco diffusa.

Queste misure consentono di fondare un sospetto, ma non di formulare una diagnosi. Ciò nonostante, l'utilizzo sistematico di questo strumento consentirebbe di diagnosticare i tanti asmatici che non sanno di esserlo.

La diagnosi di asma

La diagnosi di asma si basa quindi sull'esame clinico del medico e sulle indagini per la valutazione funzionale respiratoria (EFR), che permetteranno di confermare o di smentire la presenza della malattia. "Della durata di circa 20 minuti, questi esami non invasivi consentono di stimare l'importanza del deficit della funzione respiratoria, di ricercare eventuali anomalie funzionali associate, di valutare la reversibilità dell'ostruzone e di seguire l'evoluzione della malattia", precisa il Dr. Hordé.

Le indagini per la valutazione della funzionalità respiratoria (EFR) prevedono l'esecuzione di due esami: la spirometria e la pletismografia. Durante l'esecuzione di questi esami, il paziente è seduto in una stanza ermetica e respira attraverso un imbuto in modo esclusivo.

La spirometria consiste nella misurazione dei flussi inspiratori ed espiratori. È l'esame che permette di ricercare l'ostruzione bronchiale (l'asma è una sindrome ostruttiva). Il controllo dell'evoluzione della malattia avviene unicamente tramite spirometria.

La pletismografia prevede la misurazione dei volumi e dei flussi inspiratori ed espiratori. Questo esame è particolarmente interessante nel bambino che, ad esempio, presenta un equivalente asmatico con tosse come unico sintomo.

Sono richiesti altri esami? "La radiografia, eseguita in modo sistematico, e/o l'ecografia toracica possono rivelare le complicanze dell'asma o evidenziare un'altra patologia. Le prove allergologiche cutanee, invece, permettono di individuare possibili fattori allergici all'origine della patologia asmatica", precisa il Dr. Hordé. Questa ricerca è molto importante nel bambino, dove l'asma, in oltre l'80% dei casi, è di origine allergica.

David Bême

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06/12/2012

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