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Le diverse forme di asma

Se molti asmatici registrano una sola crisi al mese, altri soffrono costantemente. Alcune crisi si manifestano con l'affanno, altre con la tosse. Possono essere scatenate dallo sforzo, dall'aspirina o dagli allergeni… In altre parole, esistono tante forme di asma quanti sono i malati.

I tipi di asma
© Getty Images

Nella sua forma più tipica, l'asma si manifesta con crisi caratteristiche: una notte ti svegli in preda all'affanno e sei obbligata a metterti seduta. Senti un sibilo nel petto e la tua respirazione è lenta e difficoltosa. La crisi cessa dopo qualche minuto o qualche ora, spontaneamente, o con i farmaci. Un attacco di tosse spesso indica la fine dell'episodio.

Asma e sintomi variabili…

In realtà, questa manifestazione è tutt'altro che costante. L'asma può, infatti, assumere forme molto diverse, al punto che sarebbe più corretto parlare di asme piuttosto che di asma.

Innanzitutto, i sintomi sono talvolta differenti. L'affanno può essere sostituito dalla sensazione di oppressione toracica o da un disturbo respiratorio. Nel bambino, in particolare, è frequente che l'asma si manifesti con una tosse cronica secca, spesso notturna. Una volta presente, l'affanno può essere moderato e certe crisi possono anche non essere percepite dall'asmatico. È la misurazione dell'aria espirata tramite il flussometro di picco a rivelare la presenza di un'ostruzione bronchiale, caratteristica della malattia. Nel corso dell'evoluzione, alcuni asmatici finiscono per non percepire più i loro sintomi respiratori e rischiano di avere delle crisi gravi. Anche in questo caso, è la misurazione regolare dell'aria espirata che consente di scoprire un aggravamento.

… e talvolta persistenti

Infine, in alcuni casi, persiste un disturbo respiratorio più o meno permanente tra una crisi e l'altra. Si distinguono: 

  • Un'asma intermittente, se i sintomi compaiono meno di 1 volta a settimana, con crisi notturne meno di 2 volte al mese e uno stato respiratorio normale tra le esacerbazioni. Secondo uno studio realizzato nel 2000 dal Centre de recherche et de documentation en économie de la santé (Credes, Centro di ricerca e di documentazione in economia della salute), la metà dei pazienti rientra in questa categoria.
  • Un'asma persistente leggera, se i sintomi compaiono più di 1 volta a settimana o le crisi notturne più di 2 volte al mese.
  • Un'asma moderata, se i sintomi sono quotidiani o se le crisi notturne si manifestano più di 2 volte a settimana.
  • Un'asma severa, se i sintomi sono permanenti o le crisi frequenti.

Queste distinzioni sono importanti perché da esse dipende il trattamento, che può, infatti, limitarsi a inalazioni di beta-2 mimetici nel momento delle crisi, se queste ultime sono distanziate e se la funzionalità respiratoria si presenta normale al di fuori di questi episodi. Per contro, un trattamento di fondo quotidiano è necessario quando le crisi sono frequenti o l'asma è persistente. Si basa in genere sulla somministrazione di corticoidi inalati, eventualmente associati a broncodilatatori con azione di lunga durata.

L'asma instabile è definita da una variazione importante del flusso espiratorio di picco (almeno del 20%) tra la mattina e la sera o da un calo di tale flusso da un giorno all'altro, indice di un aggravamento della malattia. Questa variabilità è un segno di allarme che deve indurre a consultare il medico per adattare il trattamento.

L'asma da sforzo è frequente

Nella maggioranza dei casi, l'asma è caratterizzata da una componente allergica, ovvero la sua evoluzione è influenzata dall'esposizione a degli allergeni inalati: pollini, muffe o acari. Non è sempre facile identificare la sostanza responsabile.

Tuttavia, in alcuni pazienti le crisi possono essere scatenate da fattori particolari. Ad esempio, l'asma da sforzo si presenta in genere da 5 a 15 minuti dopo l'interruzione di un esercizio fisico. È molto frequente nei bambini e si manifesta più facilmente quanto il tempo è freddo e secco, in particolare quando si praticano sport come la corsa podistica, che comportano un'iperventilazione. La presenza di un'asma da sforzo non deve soprattutto indurre a controindicare lo sport, se la malattia è ben controllata. L'inalazione di beta 2-mimetici prima di cominciare l'esercizio permette in genere di evitare i sintomi respiratori.

Alcune crisi possono essere scatenate dalla semplice assunzione di aspirina o di antinfiammatori non steroidei (AINS). In particolare, è il caso delle persone affette da poliposi nasale (presenza di polipi nel naso) associata a un'asma grave e a un'intolleranza all'aspirina. Questa associazione è detta sindrome di Fernand Widal. Nel caso specifico, gli AINS sono formalmente controindicati.

In altri pazienti, l'asma è aggravata dalla presenza di solfiti, che trovano largo impiego sia nei farmaci sia negli alimenti. È possibile eseguire dei test di provocazione per confermare questo tipo di intolleranza, che deve indurre a evitare il consumo di prodotti contenenti queste sostanze. Come nel caso dell'aspirina, questo accorgimento non guarisce l'asma, ma permette di evitare crisi gravi. Infatti, meno del 10% degli asmatici risulterebbe sensibile ai solfiti.

L'asma cardiaca è molto particolare perché si manifesta in persone con un'insufficienza cardiaca. Il trattamento della patologia cardiaca è in genere sufficiente a controllarla.

Asma: un'influenza ormonale

In alcune donne, l'asma sembra influenzata da determinati fattori ormonali, con una recrudescenza prima del ciclo mestruale. Questi fattori ormonali spiegano anche l'insorgenza dell'asma al momento della menopausa. Tra le forme d'asma particolari, si può citare anche l'asma delle persone anziane, più rara, ma anche più grave.

Dr.ssa Chantal Guéniot

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07/12/2012

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