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L'asma nelle donne: le fasi della salute femminile

Mentre i ragazzi rappresentano la maggioranza dei soggetti asmatici, la situazione si capovolge durante l'adolescenza, con un numero preponderante di ragazze affette da questa patologia. Responsabili gli ormoni femminili, che influenzeranno questa patologia nell'intero corso della vita di una donna. Cinque pneumologhe¹ hanno deciso di prendere una posizione rispetto all'asma femminile per sensibilizzare non solo l'opinione pubblica, ma anche i medici sulle peculiarità di questa malattia.

L'asma e le donne
© Getty Images

L'adolescenza, la gravidanza poi la menopausa sono momenti chiave nella vita di una donna. Lo sono ancor di più nelle pazienti affette da asma, che possono sperimentare un aggravamento del loro stato di salute in questi momenti della vita caratterizzati da forti sconvolgimenti ormonali. Doctissimo ha incontrato cinque specialisti perché facciano luce sul problema.

L'asma è sottodiagnosticata negli adolescenti

L'asma è una malattia infiammatoria dei bronchi che colpisce l'intero albero bronchiale. Oltre alla crisi asmatica, particolarmente impressionante, la malattia si manifesta con sintomi quotidiani che non sempre mettono in allarme i pazienti: sono molte, infatti, le persone affette da tosse cronica o da bronchiti a ripetizione che non sanno di essere asmatiche.

In base agli ultimi dati forniti dall'Irdes² nel 2006, l'incidenza era del 6,7%, senza alcuna distinzione di età, in aumento dal 1998 (5,8%). Negli adolescenti, questa percentuale aumenta al 10%. Inoltre, secondo la Dr.ssa Anne Prudhomme, pneumologa presso il Centro ospedaliero universitario di Tarbes (Francia), l'incidenza sarebbe ancora più alta nelle ragazze. "Secondo quanto riferito da uno studio condotto nel 2013, il 15% delle adolescenti sarebbero asmatiche ma, di fatto, il 23% presentava una difficoltà respiratoria sotto sforzo, mentre il 23,5% soffriva di tosse cronica (senza sibilo come accade invece nei bambini)", precisa la specialista, che riferisce una sottodiagnosi manifesta nelle ragazze.

L'asma premestruale

La comparsa delle mestruazioni non migliora la situazione. Infatti, circa una ragazza asmatica su tre soffre di asma premestruale, ovvero di un aggravamento della malattia prima del ciclo mestruale. In un quarto dei casi, tutto ciò si manifesta attraverso decompensazioni potenzialmente gravi nei primi giorni del ciclo, con un drastico abbassamento del volume espiratorio massimo al secondo (VEMS), parametro chiave della qualità del respiro, e attraverso un'iperreattività bronchiale, che comporta un'infiammazione cronica dei bronchi.

Periodo complesso dal punto di vista emotivo, l'adolescenza è anche un momento delicato a livello terapeutico per i soggetti asmatici. Come nella maggioranza delle altre malattie croniche, l'adolescente si mostra riluttante nel seguire correttamente un trattamento a lungo termine, rispettato fino a quel momento senza problemi, mentre il 38% degli adolescenti non cura le crisi acute, riferisce la Dr.ssa Prudhomme. "Ci aspetta un enorme lavoro di educazione terapeutica, associato alla negazione della malattia e all'inosservanza delle prescrizioni". La specialista fa riferimento a una sorta di "contratto personalizzato" che sussiste con le sue pazienti per accompagnarle nel modo migliore possibile durante il passaggio dall'adolescenza alla vita adulta, nonostante la malattia.

Asma e gravidanza

La gravidanza costituisce un altro periodo delicato per le donne asmatiche, che rappresentano circa l'8% delle donne incinte. In teoria, la questione è relativamente semplice, con una presa in carico ben definita, spiega la Dr.ssa Camille Taillé, pneumologa presso l'ospedale Bichat di Parigi. "Il trattamento è lo stesso per tutti i pazienti asmatici", precisa la specialista. Il trattamento a lungo termine prevede, infatti, la somministrazione di corticoidi per inalazione. Questo trattamento deve essere mantenuto nel tempo. In pratica, però, la questione non è così semplice come sembra...

Infatti, il 42% delle donne incinte pensa, a torto, che i corticoidi inalati siano teratogeni, mentre il 20% di loro interrompe spontaneamente il trattamento nel corso del 1o trimestre di gravidanza, senza consultare il medico curante. Dunque, "meglio seguire questo trattamento a lungo termine a base di corticoidi inalati piuttosto che dover ricorrere ai corticoidi orali per curare una crisi d'asma". Questi farmaci inciderebbero piuttosto negativamente sullo sviluppo del feto, con un rischio più alto per i bambini che presentano un peso scarso alla nascita e, per la mamma, un rischio addirittura maggiore di emorragie post-partum e di parti prematuri. Pertanto, e nonostante questi rischi, curare una crisi è indispensabile. "Esiste un parere unanime rispetto al fatto che nel rapporto rischi-benefici la bilancia pende in favore dei corticoidi", assicura la specialista.

Le future mamme non sono le sole a mostrarsi reticenti verso i corticoidi. I medici, così come gran parte dei farmacisti, sono relativamente male informati circa la non pericolosità di questi trattamenti "Spontaneamente, i medici provano una reticenza naturale a prescrivere dei corticoidi orali a una donna incinta, anche se non esiste alcun fondamento scientifico alla base di questo comportamento". Secondo quanto emerso da uno studio, in caso di asma, solo il 38% delle donne incinte assume corticoidi orali, contro il 64% delle donne che non sono asmatiche.

A giudizio della Dr.ssa Taillé, il nemico numero uno dell'asma e della gravidanza è il fumo. È quindi tassativo accompagnare le donne asmatiche a smettere di fumare qualora avvertano il desiderio di avere un figlio. Peraltro, l'influenza rappresenta una fonte di decompensazione grave dell'asma; alle donne asmatiche incinte va quindi proposta la vaccinazione antinfluenzale. Altri fattori sono ritenuti responsabili di aggravamento della malattia durante la gravidanza, come l'obesità, il reflusso gastroesofageo, che è necessario curare, la rinite e lo stress.

Asma e menopausa

Infine, la menopausa rappresenta un altro momento particolare per la vita di una donna asmatica, spiega la Dr.ssa Cécilia Nocent-Ejnaini, pneumologa presso il Centre hospitalier de la Côte Basque di Bayonne (Francia). Infatti, sono stati osservati un'alterazione della funzionalità respiratoria e un aumento dei sintomi di asma nelle pazienti in menopausa, più significativi rispetto a quelli delle donne che non lo erano.

Peraltro, lo studio E3N3 ha messo in evidenza una correlazione tra la recente assunzione di una terapia ormonale sostitutiva (THS) a base di soli estrogeni e l'insorgenza di un'asma de novo in donne allergiche. Una constatazione che spinge la Dr.ssa Nocent-Ejnaini a consigliare alle donne incinte di rivolgersi a uno specialista in caso di mancanza di respiro. "In una donna che segue una THS, è opportuno controllare la funzionalità respiratoria, perché si deve tenere presente che può accadere qualcosa durante la menopausa".

Poiché l'asma nella donna presenta delle particolarità in determinati momenti della vita, è bene che i professionisti della salute se ne rendano pienamente conto e offrano una presa in carico specifica, deplorano le pneumologhe.

Amélie Pelletier

Fonti:

1 - "5 femmes pneumologues se mobilisent autour de l'asthme". Conferenza stampa organizzata dal gruppo SPLF Femme et Poumon e dai laboratori GSK, 1o aprile 2014.

2 - Afrite A, et al. IRDES - Question d'économie de la Santé, n°138 - Décembre 2008: L'asthme en France en 2006: prévalence et contrôle des symptômes.

3 - L'E3N è uno studio epidemiologico di ampia portata diretto da Françoise Clavel-Chapelon, direttriche dell'Inserm, che prende in esame un campione di circa 100.000 donne nate tra il 1925 e il 1950, e in cura dal 1990.

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30/07/2014

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