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Zika e gravidanza: conseguenze e danni per il bambino

Il virus Zika, un microorganismo di origine africana simile ai virus della dengue e del chikungunya che si trasmette attraverso le punture della zanzara “Aedes aegypti” (parente della nostra zanzara tigre), ha messo in allarme la salute pubblica estendendosi in 14 paesi dell’America Latina, contaminando più di mille persone. Se nella maggior parte dei casi questo virus provoca una sintomatologia lieve, quando il virus Zika contagia una donna incinta, il feto rischia di nascere con una microcefalia, anomalia dello sviluppo cerebrale che provoca disturbi neurologici e motori, un ritardo nell’apprendimento e problemi alla vista e all’udito.

Zika e gravidanza
© Getty Images

Tutti i paesi in allerta per il virus Zika

Oggi come oggi, i paesi colpiti dal virus Zika sono: Messico, Guatemala, El Salvador, Honduras, Panama, Haiti, Porto Rico, San Martin, Martinica, Ecuador, Colombia, Venezuela, Brasile, Bolivia, Paraguay, Guyana, Surinam e Guyana Francese. Ciononostante, l’Organizzazione Panamericana della Salute (OPS) e l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS o WHO) allerano sulla possibilità che il virus si estenda a tutti i paesi del continente americano tranne alle regioni del Canada e del Cile. Il clima freddo del primo e le frontiere naturali (deserto dell’Atacama e Cordigliera delle Ande) del secondo manterrebbero la popolazione in salvo dal contagio da virus Zika.

L’asintomatologia del virus Zika, un rischio supplementare

I sintomi più frequenti di un’infezione provocata dallo Zika sono febbre moderata, cefalea, eruzione cutanea, dolori articolari e/o muscolari e congiuntivite, e compaiono tra i 3 e i 12 giorni dopo la puntura della zanzara vettore. Tuttavia, il problema più grosso è rappresentato dal fatto che un quarto dei casi sono asintomatici, e quindi la persona contagiata non sa di essere infettata dal virus.

Esiste una cura per il virus Zika?

No, non esiste un vaccino né una cura specifica per le infezioni da virus Zika. Attualmente, l’unica terapia esistente è volta a dare sollievo ai sintomi citati sopra.

Si può trasmettere il virus Zika tramite il sangue o il contatto sessuale?

Proprio come la dengue e il chikungunya, sappiamo che il virus Zika si può trasmettere attraverso il sangue. È stato inoltre isolato nello sperma e si conoscono alcuni casi di contagio tra persone per via sessuale2: tuttavia, per il momento l’OMS ritiene che siano necessarie più prove per affermare se il virus possa oppure no trasmettersi sessualmente.  

Zika: come colpisce le donne incinte e i feti?

Le donne incinte corrono lo stesso rischio di ammalarsi rispetto al resto della popolazione. Ciononostante, la salute del feto è in grave pericolo, se la mamma si ammala di Zika.

La madre può trasmettere il virus Zika al bimbo durante la gravidanza o il parto?

Sono ancora in corso le ricerche necessarie a determinare quale sia l’effetto esatto di questo virus sul feto: l’aumento esponenziale di casi di microcefalia in Brasile ha però spinto il Ministero della Salute brasiliano a fare il collegamento con la infezione da Zika.

I primi risultati degli studi condotti dalle autorità brasiliane sembrano dimostrare che il massimo rischio di microcefalia e malformazioni sia legato a un’infezione nel corso del primo trimestre di gravidanza. Le diverse autorità sanitarie continuano ad investigare per chiarire la cause, i fattori di rischio e le conseguenze della microcefalia.

Allo stesso modo, non si possono escludere altre complicazioni neurologiche e autoimmuni causate dall’infezione da virus Zica come la síndrome di Guillain-Barré, una malattia rara che colpisce il sistema nervoso centrale e può provocare una paralisi ascendente con rischio di insufficienza respiratoria, se la paralisi colpise il diaframma.

Microcefalia congenita, che cos’è?

La microcefalia è una malformazione rara che fa sì che il perimetro del cranio e il cervello del bambino siano inferiori alla norma, rispetto alla sua età e al sesso di appartenenza. Può presentarsi come una condizione isolata o associata a sintomi di gravità variabile come convulsioni, difficoltà ad alimentarsi, effetti sullo sviluppo del bambino e, addirittura, mettere in pericolo la sua sopravvivenza.

Centers for Disease Control and Prevention, National Center on Birth Defects and Developmental Disabilities

Come si effettua la diagnosi di microcefalia?

La microcefalia può essere diagnosticata grazie a un’ecografia prenatale o attraverso un semplice esame fisico del bambino alla nascita, misurandone il perimetro cranico o la circonferenza della testa.

È importante sapere che la microcefalia non si manifesta per forza durante la gravidanza, la crescita del cervello del bambino può arrestarsi dopo la nascita. Fino a che il bambino non raggiunge i 18 mesi di età, il rischio è sempre presente.

Per queste ragioni, è importante che – come raccomandato dalla OPS e OMS – le donne incinte si rechino alle consultazioni prenatali per ricevere informazioni e tenere sotto controllo la gravidanza. 

Esiste una cura per la microcefalia?

Non esiste nessuna cura specifica per la microcefalia.

Raccomandazioni per le donne incinte o in età fertile

Come tutte le persone che rischiano di contrarre il virus Zika, si raccomanda alle donne incinte e in età fertile di evitare le punture di zanzare, utilizzando vestiti che coprano più possibile le braccia e le gambe, applicando repellenti riconosciuti dalle autorità sanitarie e usando zanzariere per dormire. È importante inoltre prevenire la proliferazione delle zanzare eliminando tutti i possibili vivai nelle case e nei dintorni.

Allo stesso modo, vari governi latinoamericani hanno annunciato mezzi di lotta contro la zanzare tigre nelle località dove si manifesta un focolaio attivo.

Le donne incinte possono viaggiare nelle zone a rischio di Zika?

Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CEPCM) e il suo omologo americano (il CDC) sconsigliano alle donne incinte e che cercano un bimbo di recarsi nelle zone con presenza di virus Zika.

Le donne incinte che vivono in queste zone a rischio devono prendere tutte le precauzioni possibili per evitare le punture delle zanzare e recarsi alle consultazioni antenatali per un controllo rigoroso della gravidanza.

Per questa stessa ragione, per evitare il rischio di contagio, chiunque sia stato in una zona a rischio di Zika deve evitare di rendere visita a una donna incinta.

Posso rimanere incinta se vivo in una zona dove è presente il virus Zika?

Tenendo conto delle gravi conseguenze che il virus Zika può avere sul feto, i governi della Colombia e dell’Honduras hanno consigliato alla popolazione di evitare la gravidanza nei prossimi 6/12 mesi. Le autorità del Salvador hanno addirittura sconsigliato le gravidanza fino al 2018.

 

Fonti:

  1. Attualizzazione epidemiologica. Sindrome neurologica, anomalie congenite e infezioni da virus Zika, Organizzazione Panamericana della Salute, 17 gennaio 2016.
  2. Domande frequenti sul virus Zika, Organizzazione Panamericana della Salute, 6 gennaio 2016.
Iria Castro

Scritto da

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29/01/2016

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