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Herpes zoster: una malattia che si cova

Generalmente assai doloroso, l'herpes zoster (noto anche come "fuoco di Sant'Antonio") è una dermatosi acuta di origine virale. Scopriamo insieme come un piccolo agente infettivo dal nome fantasioso e dall'apparenza benigna possa rendere la pelle un vero inferno.

Herpes zoster
© Getty Images

La maggior parte di noi è portatore di herpes zoster, che è causato dallo stesso virus della varicella (virus della varicella zoster, VZV, della famiglia degli Herpes virus). Si ritiene che il virus, dopo aver provocato la varicella, si annidi nei gangli nervosi spinali e in particolari condizioni diventi nuovamente virulento causando l'herpes zoster. 

Dottor Jekyll nell'infanzia, Mister Hyde nell'adulto

Durante la varicella, il virus penetra e si moltiplica nelle vie aeree superiori, passa nel sangue, poi colpisce la pelle, il suo bersaglio principale. Si manifesta con chiazze eritemato-edematose, su cui insorgono vescicole che si dispongono a grappoli e il cui contenuto, dapprima limpido, diventa poi purulento e talvolta emorragico. In seguito, queste chiazze si trasformano in croste; dopo la loro caduta residuano piccole chiazze pigmentate, che persistono nel tempo. L'herpes zoster si può accompagnare a un processo infiammatorio delle linfoghiandole e provocare dolori anche molto intensi.

La riattivazione dipende da fattori particolari di cui il principale è l'età e un abbassamento delle difese immunitarie che sopraggiunge quando l'organismo è colpito da un cancro, da un'infezione o da una malattia neurologica. L'herpes zoster può anche sopraggiungere dopo un trattamento di radioterapia o di chemioterapia.

A prescindere dall'origine, l'herpes zoster assume sempre la stessa forma: un'eruzione localizzata, formata da vescicole disposte su una pelle arrossata. Queste lesioni si situano sempre sul percorso di un nervo sensibile, nella maggior parte dei casi localizzato sul torace o lungo una o più costole. Oltre ai problemi cutanei, l'herpes zoster provoca dolori nevralgici intensi che possono sia precedere sia accompagnarne l'eruzione e, sfortunatamente, persistere a lungo dopo la guarigione. Questi dolori assumono la forma di pruriti intensi, sensazioni di bruciore. In questo modo, l'herpes zoster è facilmente identificabile. Per fortuna, è raro che sopraggiunga più di una volta nello stesso individuo.

Evoluzione: più dolore che paura…

Fatta eccezione per gli herpes zoster che sopraggiungono in soggetti molto anziani, quelli che colpiscono il nervo oculare (herpes zoster oftalmico) o quelli che si propagano in un soggetto in cui l'immunodepressione è preponderante (tumore, AIDS), l'evoluzione dell'herpes zoster è generalmente benigna. La guarigione avviene di solito nell'arco di due - sei settimane. Solo la pazienza e un trattamento farmacologico mirato riusciranno a porre fine a questa dermatosi invalidante.

Poiché l'herpes zoster può colpire tutte le parti del corpo (braccia, dorso, schiena, viso), la gravità dipende dalla localizzazione del percorso nervoso che ha deciso di seguire. Quando colpisce l'occhio, può provocare una malattia della cornea le cui conseguenze sono, oltre al dolore oculare, la cecità. Talvolta i dolori persistono molto a lungo (algie post-zosteriane). Analogamente, l'importanza del deficit immunitario nella comparsa di un herpes zoster, a prescindere dal grado di importanza, induce alcuni medici a ribadire la necessità di un test dell'HIV, soprattutto se il virus sopraggiunge in un soggetto giovane senza motivi apparenti.

Un arsenale terapeutico adeguato

Se sei stata colpita da questo virus, la prima parte del trattamento che ti proporrà il medico consisterà in una disinfezione cutanea con un disinfettante tipo clorexidina. Dopo, a seconda dei casi, la prescrizione medica può prevedere un trattamento antivirale, che risulterà tanto più efficace quanto più venga prescritto dalla comparsa dei segni e in dosi massicce.

Infine, il medico potrà proporti dei farmaci antidolorifici, ad esempio l'aspirina, che in molti casi si rivela sufficiente.

Non serve a niente fare di testa propria. È indispensabile seguire alla lettera le indicazioni del medico per evitare l'insorgere di complicazioni, siano esse infezioni o dolori.

Durante l'applicazione locale di prodotti, evitare di strofinare la pelle. Asciugarla senza frizione. Fuori dai periodi delle medicazioni, indossare abiti leggeri, non stretti e assorbenti (di cotone). Non indossare indumenti di lana, nylon o in fibra sintetica, finché la pelle non abbia ripreso il suo aspetto normale.

Inoltre, non applicare alcun unguento personale senza il parere del medico. Talvolta le macerazioni cutanee sono catastrofiche. Se il dolore persiste o si intensifica, non esitare a chiedere nuovamente consiglio al medico, che dovrà trovare l'antalgico mirato per evitare inutili sofferenze.

Ultimo consiglio: se alcune persone della tua cerchia di famigliari e amici presentano un'immunodeficienza nota, vietane le visite fino a quando non ti sei completamente ripresa. Certamente il virus non è molto contagioso, ma potrebbe diventare estremamente pericoloso nei soggetti a rischio.

Dr. Jean de Présilly

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16/05/2012

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