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Omega 3 per prevenire il glaucoma

Per la prima volta sono stati identificati alimenti protettivi contro la malattia del glaucoma: le noci, il pesce azzurro e gli oli vegetali sono fonti preziose di omega 3.

Omega 3 e glaucoma
© Getty Images

Conseguenza di un danno al nervo ottico, il glaucoma conduce progressivamente a un restringimento del campo visivo. Se non curato, evolve verso la cecità. Il glaucoma più frequente, chiamato glaucoma primario ad angolo aperto, non provoca alcun sintomo per molti anni (da 10 a 20). Indolore e senza nessun fastidio particolare, durante questo lungo periodo può essere diagnosticato solo grazie a un esame oftalmologico completo.

Quando compaiono disturbi alla vista significa che numerose fibre ottiche sono già state distrutte. Di fronte a questa malattia silenziosa, la prevenzione è dunque particolarmente utile: da qui l’interesse di conoscere meglio eventuali fattori protettivi contenuti nel cibo che mettiamo nei piatti. 

L'importanza degli omega 3

Nato dalla collaborazione tra oftalmologi, epidemiologici e nutrizionisti, lo studio PhotoGRAF1 ha analizzato minuziosamente l’alimentazione di 678 volontari, una metà dei quali era affetta da glaucoma, l’altra metà presentava una pressione intraoculare elevata ma senza glaucoma.

I due gruppi avevano le stesse caratteristiche (età, sesso, ecc.) in modo da facilitare il confronto. Risultati: le persone che facevano un consumo di noci minore di 8 volte all’anno, o consumavano pesci grassi (come aringhe, sgombro, sardine, salmone, ecc.) meno di una volta a settimana avevano un rischio due volte maggiore di sviluppare un glaucoma.

Questi alimenti hanno in comune ottimi apporti di omega 3, l’acido alfa-linolenico (precursore di tutti gli omega 3 dell’organismo) per le noci, l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA) per il pesce grasso. “La cosa non sorprende”, commenta il Prof. Renard, primario del reparto di oculistica nell’ospedale Valle delle Grazie di Parigi e coordinatore dello studio PhotoGRAF, “sappiamo che questi composti hanno un ruolo importante sul sistema nervoso e sulla potenziale prevenzione delle malattie neurologiche. Finora, però, avevamo pochissimi dati sulla loro utilità riguardo alla patologia del nervo ottico”.

Il DHA è infatti l’acido grasso più concentrato nelle membrane dei neuroni e delle cellule retiniche, le cui fibre costituiscono il nervo ottico2. Gli omega 3 sono utili per combattere la depressione  e per l'equilibrio emozionale.

In che quantità bisognerebbe consumare gli omega 3 per difendersi dal glaucoma? Lo studio PhotoGRAF fa supporre che gli apporti consigliati siano sufficienti: per avere la propria razione di ALA, bisogna calcolare due cucchiai di olio di noce o di colza al giorno (l’equivalente di10 noci), e 2 porzioni di pesce grasso a settimana. Tuttavia, indica il Prof. Renard, “sono necessari alcuni lavori complementari per precisare la “posologia” minima efficace”. Attualmente è allo studio un nuovo farmaco contro il glaucoma (per via orale) contenente omega 3.

I soggetti a rischio di glaucoma

Concentrandosi su un massimo di fattori che riducono o aumentano il rischio di glaucoma, lo studio PhotoGRAF ha per obiettivo la prevenzione per le persone più esposte. I fattori di rischio dominanti sono tre:

Una pressione intraoculare elevata, che provoca la compressione del nervo ottico;

• Precedenti familiari nel 50% dei casi;

• L’avanzare dell’età, che si accompagna a una perdita irreversibile di fibre ottiche (le cellule nervose non si rinnovano): a 40 anni riguarda lo 0,5% della popolazione, dopo i 65 anni riguarda il 5%3.

• Conta anche l’etnia: tra le popolazioni di pelle nera, il glaucoma è più diffuso.

Vi sono poi fattori di rischio oculari come la miopia. Altri fattori di rischio sono in rapporto con l’alimentazione, come nel caso dell’ipercolesterolemia e una pressione arteriosa oscillante. Il consumo di caffè e/o tabacco aumenta puntualmente la pressione intraoculare. Infine, lo studio PhotoGRAF ha messo per la prima volta in evidenza l’effetto deleterio dei pesticidi tra chi li manipola (per esempio gli agricoltori). “Cosa che non sorprende troppo, dato che i pesticidi sono noti per essere agenti neurotossici”.

Omega 3 e DMLE: legami noti

Altra grave malattia degli occhi, la degenerazione maculare legata all’età (DMLE) riguarda il 10% della popolazione a 45 anni, e raggiunge il 50% a 85 anni. Questo danno della macula, la zona della retina più esposta ai raggi luminosi, riguarderebbe oltre 3 milioni di persone ultracinquantenni in Italia.

Retina e nervo ottico agiscono in sinergia per la visione: la retina riceve immagini luminose che trasforma in informazioni nervose (processo di fototrasduzione), il nervo ottico trasmette questo influsso nervoso al cervello nella zona di riconoscimento visivo.

“La cononoscenza del funzionamento e della fisiopatologia oculare ha fatto nascere un crescente interesse per gli omega 3”, spiega Lionel Brétillon, ricercatore nell’équipe Oeil et Nutrition dell’INRA di Digione. Gli omega 3 sono fondamentali per il processo di fototrasduzione. Studi epidemiologici hanno dimostrato la loro utilità nella prevenire e nel rallentare l’avanzare della DMLE.

Più precisamente, gli alimenti con effetto protettivo sarebbero i pesci grassi, soprattutto se l’apporto degli altri grassi essenziali omega 6 non è troppo elevato. “Le nostre conoscenze sui fattori nutrizionali comuni alla DMLE e al glaucoma sono in continuo aumento. Occorre esplorarle ancora allo scopo di garantire la migliore prevenzione possibile per queste due patologie”, conclude il Prof. Renard.

Florence Daine

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25/04/2014

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