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I molteplici fattori di rischio per il cancro del colon

Con circa 45.000 nuovi casi ogni anno, il cancro del colon-retto è uno dei tumori più diffusi in Italia: i fattori di rischio sono molteplici, come ad esempio l’età, la familiarità, l’alimentazione… Nella maggior parte dei casi, tuttavia, è possibile identificare una lesione molto comune all’origine della malattia: i polipi.

I fattori di rischio per il cancro al colon
© Getty Images

Insieme al cancro del collo dell’utero e al cancro della pelle, il tumore del colon-retto appartiene ai tumori maligni riconducibili ai fattori di rischio più significativi e noti. Sono stati infatti identificati diversi fattori predisponenti:

I polipi

Circa il 60%-80% dei cancri del colon-retto si sviluppano a partire da lesini benigne precancerose: i polipi o adenomi. La frequenza di queste lesioni aumenta progressivamente con l’età. Dalle osservazioni raccolte durante le autopsie è emerso che il 12% degli individui con meno di 55 anni ne risulta colpito. Tra 65 e 74 anni, la percentuale sale a un terzo.  

Il rischio di evoluzione maligna di queste lesioni dipende soprattutto dalla loro dimensione e dall’epoca della loro comparsa. Si stima che dopo 20 anni di evoluzione, il 25% dei polipi con un diametro superiore a un centimetro è destinato a degenerare in cancro. Al di sotto di un centimetro, l’evoluzione maligna in genere non avviene. L’ablazione del polipo è sufficiente per eliminare il rischio di degenerazione maligna, ma il rischio di sviluppare altri polipi è più elevato e rende necessario uno screening regolare, come nel caso dei pazienti operati di cancro del colon-retto.

L’età

I tumori del colon-retto sono rari prima dei 40 anni ma la loro incidenza aumenta rapidamente dopo i 50 anni, raddoppiando ogni 10 anni nel periodo compreso tra i 40 e i 70 anni. L’età media in cui la patologia viene diagnosticata è intorno ai 70 anni.

La predisposizione ereditaria

Il rischio di sviluppare un cancro del colon è più elevato se è già stato diagnosticato lo stesso tumore tra i parenti di primo grado (genitori, fratelli, figli), in particolare se il cancro è insorto in età giovanile: si ritiene che la presenza di un cancro in un parente di primo grado raddoppi il rischio di comparsa della patologia.

Forme familiari

Alcune patologie a carattere familiare si accompagnano a un innalzamento del rischio di sviluppare un cancro del colon-retto: si tratta in particolare della poliposi adenomatosa familiare, caratterizzata dall’insorgenza precoce di polipi multipli in tutto il colon, e della sindrome di Lynch. Queste anomalie vengono trasmesse per via dominante: il genitore affetto dalla malattia ha quindi una possibilità su due di trasmettere il gene difettoso al figlio.

Sviluppare precocemente un cancro è pressoché inevitabile in caso di poliposi familiare, e spesso viene proposta l’ablazione preventiva del colon all’inizio dell’età adulta. Nella sindrome di Lynch, il rischio è estremamente elevato, ma sopraggiunge più tardi, ed è correlato ad un aumento dell’incidenza del tumore dell’endometrio nonché, in misura più ridotta, di altri tumori come quello allo stomaco, all’ovario, alle vie urinarie… È possibile effettuare una diagnosi genetica, a condizione di aver potuto identificare la mutazione causale nel genitore colpito.

Le malattie infiammatorie dell’intestino

La rettocolite ulcerosa è un classico fattore di rischio per il cancro del colon-retto, ma il rischio è in funzione della lesione colica e del momento della sua comparsa: se risulta limitata al retto, non sembra aumentare le probabilità di sviluppare un cancro, ma le riacutizzazioni estese alla parte sinistra del colon in genere triplicano il rischio. Una rettocolite che coinvolge tutto il colon moltiplica infine per 15 il rischio, anche se questo aumento appare significativo solo dopo molti anni di evoluzione. Dagli studi emerge che dopo 35 anni, una percentuale compresa tra un quinto e un terzo delle persone affette da rettocolite sono destinate a sviluppare un cancro.

L’influenza della malattia di Crohn sul cancro del colon-retto è stata a lungo oggetto di discussioni. Oggi sembra chiaro che anche questa malattia costituisce un fattore di rischio importante quando interessa l’intero colon ed esordisce in età giovanile. Va comunque segnalato che questi studi sono già superati e che i dati riguardanti le malattie infiammatorie dell’intestino dovrebbero essere valutati alla luce dei nuovi trattamenti. Sono stati evocati altri fattori di rischio per il cancro del colon, come un’alimentazione povera di fibre e ricca di grassi; per contro, alcuni dati suggerirebbero che l’assunzione prolungata di antiinfiammatori non steroidei potrebbe avere un ruolo protettivo, anche se i reali effetti di questi fattori sono tuttora controversi.

Dr.ssa Chantal Guéniot

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12/06/2012

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