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Come riconoscere il cancro del colon?

Il cancro del colon-retto ancora oggi è spesso diagnosticato troppo tardi, perché per molto tempo non dà sintomi; tuttavia è allo stadio precoce che la malattia può essere trattata più efficacemente. Oltre al ricorso allo screening di massa, è opportuno prestare attenzione a certi segnali.

Il cancro del colon
© Getty Images

Il cancro del colon-retto è diagnosticato troppo tardivamente: la malattia evolve infatti senza dare segni premonitori. La prognosi è tuttavia fortemente correlata allo stadio evolutivo della patologia al momento della diagnosi: per i tumori del colo-retto rilevati allo stadio I, ad esempio, si osserva un tasso di sopravvivenza a 5 anni di oltre il 90%, ma solo un tumore su 5 circa è diagnosticato a questo stadio.

Una migliore conoscenza dei segni premonitori

Certi sintomi dovrebbero attirare la tua attenzione e possono favorire la diagnosi precoce di un cancro del colon-retto. Si tratta dei seguenti sintomi:

  • La presenza di sangue nelle feci (rettorragia o melena) che non va attribuita spontaneamente alle emorroidi senza aver consultato un medico;
  • Disturbi del transito intestinale di recente apparizione (modificazioni dell’alvo): diarrea o stipsi insolite, o alternanza dei due problemi;
  • Dolori addominali inspiegabili e insorti di recente,
  • Un dimagrimento ingiustificabile.

In presenza di uno o più di questi sintomi è consigliabile consultare tempestivamente il medico, che dopo la consultazione e l’esame obiettivo ti prescriverà eventualmente una colonscopia (esplorazione visiva dell’intestino) per scoprire la causa dei disturbi. Lo screening può consentire di identificare dei tumori a uno stadio evolutivo molto precoce e dei polipi (adenomi) prima che progrediscano a tumori maligni.

Le raccomandazioni per lo screening a seconda del rischio

Oltre alle raccomandazioni a favore dello screening di massa esteso all’intero territorio nazionale, è utile effettuare una distinzione in diversi gruppi secondo il rischio di sviluppare un cancro del colon-retto: l’opportunità di effettuare lo screening, la frequenza e la modalità dei controlli variano secondo il gruppo di rischio al quale si appartiene:

   Soggetti con rischio medio di cancro del colon-retto (la maggioranza dei casi)
Gli uomini e le donne con più di 50 anni costituiscono la popolazione che presenta quello che viene definito rischio medio di cancro del colon-retto: il 94% dei casi si verificano dopo questa età. Sottoponendosi a un test di rilevazione del sangue occulto nelle feci ogni 2 anni, tra i 50 e i 74 anni seguito da una colonscopia in caso di positività, è possibile diminuire del 15-20 % la mortalità per cancro del colon-retto, se la partecipazione della popolazione a rischio raggiunge il 50%. È per questo che il Ministero della Salute ha raccomandato per gli uomini e le donne di età compresa tra i 5° e i 74 anni uno screening di massa per la diagnosi del cancro del colon-retto, che dal 2005 ha iniziato ad essere applicato in molte regioni italiane.

   Soggetti con rischio elevato di cancro del colon-retto (tra il 15 e il 20 % dei casi)
Si tratta:
      - Delle persone che hanno già avuto un adenoma (polipo) più grande di un centimetro o un cancro del colon-retto;
      - Delle persone che hanno un familiare di primo grado (padre, madre, fratello, sorella, figlio) colpito da un cancro dell’intestino prima dei 65 anni, nonché delle persone che hanno due familiari di primo grado colpiti dalla malattia, qualunque sia l’età in cui è stata diagnosticata;
      - Delle persone affette da una patologia cronica dell’intestino, che al momento della diagnosi risulta estesa e in evoluzione da più di 20 anni.

Il metodi di screening previsto per questi soggetti è la colonscopia, la cui frequenza verrà decisa dal medico in base al profilo e all’anamnesi del paziente.

 Soggetti a rischio molto elevato di cancro colorettale (circa 1-3 % dei casi)
Esistono cancri colorettali rari legati a una malattia ereditaria: alcuni geni difettosi possono essere trasmessi tra un genitore e i suoi figli, che presentano quindi un rischio molto elevato di sviluppare un cancro del colon-retto. Si tratta in particolare dei casi seguenti:
      - Componenti delle famiglie colpite da poliposi adenomatosa familiare (PAF), caratterizzata dalla presenza di numerosi polipi all’interno del tubo digerente;
      - Componenti delle famiglie con HNPCC (Hereditary Non Polyposis Colorectal Cancer, cancro colorettale ereditario non associato a poliposi), più comunemente denominato sindrome di Lynch.

Nel caso si sospetti una forma familiare di cancro del colo-retto, viene generalmente consigliata una consulenza oncogenetica e, in base ai risultati, verrà proposta un programma di screening ad hoc. In Francia esiste un centinaio di centri di consulenza oncogenetica, che hanno registrato circa 20.000 consulenze nel 2005, 4 volte di più rispetto al 19994.

È infine possibile ridurre il rischio di sviluppare un cancro del colon-retto: infatti le verdure e in particolare le crucifere (cavoli e broccoli), ricchi di fibre e di antiossidanti, diminuirebbero la concentrazione delle sostanze cancerogene naturalmente presenti nel colon; anche i cereali integrali e lo yogurt sono particolarmente raccomandati. I grassi animali, al contrario, sono da consumare con moderazione. Infine la pratica regolare di un’attività fisica favorisce il buon funzionamento dell’intestino ed evita il ristagno degli alimenti.

David Bême

1 - Dossier stampa della settimana nazionale del cancro del colon-retto in Francia (15/03/07)
2 - Lancet 1996;348:1472-7
3 - Circolare n° DGS/SD5A/2007/37 e conferenza stampa per il lancio della settimana nazionale contro il cancro del colon-retto in Francia
4 - Evoluzione dell’attività oncogenetica 2000-2005, Inca, nov. 2006

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12/06/2012

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