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Le cause dell'herpes zoster

Il 60% dei casi si verifica dopo i 45 anni, e oltre la metà degli ottantenni sviluppa un herpes zoster. Spesso in forma acuta e senza gravi conseguenze, l’herpes zoster può tuttavia avere ripercussioni pesanti sulla salute e sulla qualità della vita, soprattutto a causa dei persistenti dolori neuropatici post-herpes zoster che riguardano il 20% degli adulti.

L'herpes zoster
© Getty Images

L’herpes zoster è causato dalla riattivazione del virus della varicella. Tenuto conto del fatto che la maggior parte degli italiani (oltre il 95%) ha avuto la varicella, la quasi totalità della popolazione rischia di sviluppare un herpes zoster nel corso della vita.

Le cause dell’herpes zoster

A causa dell’elevata diffusione della varicella, si stima che un italiano su 4 svilupperà un herpes zoster nel corso della sua vita. In termini numerici ciò equivale a circa 250.000- 300.000 casi di herpes zoster ogni anno in Italia. Tra questi pazienti, il 60% ha più di 45 anni, mentre una persona su 2 con un’età pari o superiore agli 85 anni sviluppa un herpes zoster. Le donne sono colpite più spesso degli uomini e l’incidenza potrebbe aumentare a causa dell’invecchiamento della popolazione, ecco perché i professionisti della salute e le autorità s’interessano da molti anni a questo problema.

I primi risultati di studi epidemiologici di campo risalgono al 2001. In questa inchiesta della rete Sentinelles, l’incidenza dell’herpes zoster era stimata a 3,2 casi per 1000 abitanti, di cui il 18% con dolori post-herpes zoster. Incidendo notevolmente sulla qualità della vita, questi dolori neuropatici possono avere forme diverse (bruciori, formicolii continui o al contrario forti fitte, scariche elettriche). La maggior parte delle volte, però, sono dolori acuti e insopportabili, al punto che indossare abiti sulle zone colpite risulta molto difficile.

Uno studio più recente mostra risultati simili con una persistenza dei dolori post-herpes zoster del 32% dopo 3 mesi e del 17,6% dopo 6 mesi. Questi dolori possono essere invalidanti e avere un impatto negativo sullo stato di salute generale e sulla qualità della vita dei pazienti che ne soffrono, con una spesa annua per la malattia stimata a 170 milioni di euro, di cui 61 milioni sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale.

Herpes zoster e fragilità delle persone anziane: un circolo vizioso

Invecchiare bene è un tema ricorrente di fronte all’invecchiamento delle nostre popolazioni. Vivere più a lungo dovrebbe in effetti corrispondere a “invecchiare in buona salute”. Ecco perché esistono molte raccomandazioni per invecchiare bene, soprattutto per quanto riguarda l’igiene di vita, come il praticare un’attività fisica e smettere di fumare. Purtroppo, però, i cambiamenti fisiologici propri dell’invecchiamento e in particolare i cambiamenti delle difese immunitarie nel corso dell’invecchiamento, soprattutto dopo i 60 anni, indeboliscono le persone anziane. D’altronde, la forte frequenza di patologie come il diabete, l’ipertensione arteriosa, il declino cognitivo, o alcuni fattori psicosociali come la precarietà o l’isolamento, contribuiscono a rendere ancora più fragili le persone più anziane. Anche se un po’ vago, il termine “fragile” indica negli anziani una predisposizione all’insorgere delle malattie e a un’aumentata mortalità, oltre che alla perdita di autonomia, alla sistemazione in un istituto, alle cadute e alle fratture del femore.

Non disponiamo di dati precisi sull’argomento, ma si stima che in Italia tra il 10 e il 25% delle persone con più di 65 anni siano soggetti fragili e che questa percentuale aumenti con l’età fino a raggiungere il 50% a 80 anni, e oltre il 60% a 90 anni.

In questo concetto di fragilità sono incluse malattie contagiose come l’influenza o l’herpes zoster. Tali infezioni sono sia la causa che la conseguenza della fragilità legata all’età: le persone fragili sono più suscettibili di sviluppare un herpes zoster, per esempio, e, a sua volta, un herpes zoster contribuisce a indebolire una persona anziana, soprattutto a causa del dolore e dell’inattività causata da questa malattia. S’instaura così una sorta di circolo vizioso che porta queste persone a non recuperare lo stato di salute che avevano prima della malattia.

Tutte ragioni per prevenire e occuparsi il più precocemente possibile dell’herpes zoster, sin dalle prime manifestazioni, o, ancora meglio, per proteggere questa popolazione attraverso una vaccinazione che possa prevenire la malattia ma anche limitare la durata e l’intensità dei dolori post-herpes zoster.

Dott. Jesus Cardenas

20 febbraio 2014.

Fonti:

Haut conseil de la santé publique (HCSP). Vaccination des adultes contre le zona. Place du vaccin Zostavax®. 25 octobre 2013 (rapporto disponibile online).

De Wazières B. Le zona. Diagnostic, évolution, modalités de prise en charge et vaccination. Repères en pédiatrie 2013; 15(124): 33-6.

Johnson RW, McElhaney J. Postherpetic neuralgia in the elderly. Int J Clin Pract 2009; 63(9): 1386-91.

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25/04/2014

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