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Herpes: dalla prevenzione alla cura

In Italia sarebbero circa 12 milioni le persone colpite da herpes. Questa malattia virale è curabile ma, una volta contratto, il virus rimane nell'organismo per sempre. Come parlarne al proprio medico e quale comportamento adottare? Doctissimo risponde a queste domande.

Prevenzione e cura dell'herpes
© Getty Images

Responsabile del contagio di circa 1 individuo su 101, l'herpes è in continuo aumento: il numero di casi è raddoppiato in dieci anni. Questa infezione rappresenta una vera e propria sfida in materia di salute pubblica. La maggior parte dei soggetti affetti ignora di essere portatrice del virus dell'herpes. È dunque prioritario consultare un medico per evitare di trasmettere il virus alle persone con cui si vive.

Infrangere il tabù dell'herpes

Labbra, occhi, mani, cosce... L'herpes può svilupparsi su tutte le parti del corpo. Tuttavia, la forma più invalidante è certamente l'herpes genitale. Oltre 2 milioni di italiani2 soffrirebbero di questa malattia sessualmente trasmissibile (MST). Circa il 70% di queste persone dichiara che la malattia crea problemi nella sfera sessuale3, un terzo prova un senso di vergogna, e 4 su 10 si sentono depressi.

Risultato: la vergogna e il senso di colpa finiscono per creare un tabù su questa malattia, al punto che la maggior parte dei pazienti preferisce non parlarne (il 57% dei malati colpiti da herpes genitale non ha il coraggio di parlarne al/alla partner3). Ed è proprio questo silenzio a favorire la diffusione della malattia tra la popolazione.

Per limitare la diffusione di questa affezione virale, è indispensabile parlarne con il proprio medico curante, perché solo lui sarà in grado di trovare una soluzione mirata al problema. 

Peraltro, i medici sono consapevoli che lo scatenarsi delle crisi erpetiche è strettamente legato alle condizioni fisiche e psicologiche del paziente. Il fatto stesso di non parlare della malattia finisce per generare ansia, stress e tensioni, altrettanti fattori che determinano la comparsa di recidive. Per interrompere definitivamente questo circolo vizioso, è più che mai necessario abbattere la cortina del silenzio.

Herpes: la prevenzione passa attraverso i comportamenti corretti

Durante la visita, il medico procede a un esame clinico e, talvolta, può richiedere esami complementari. Una volta formulata la diagnosi, il medico proporrà una terapia mirata e consiglierà al paziente una serie di norme igieniche a cui attenersi.

Il trattamento dell'herpes prevede la prescrizione di un farmaco antivirale, che blocca la proliferazione del virus. Questi farmaci non permettono di debellare il virus dall'organismo, ma alleviano il dolore e limitano la diffusione delle lesioni. Maggiore è l'anticipo con cui si avvia il trattamento, maggiore sarà la sua efficacia. Da qui, l'importanza di consultare il medico fin dalla comparsa dei primi sintomi.

Ricordiamo inoltre che l'herpes non è una malattia legata alla mancanza di igiene. Al contrario, i pazienti colpiti dal virus, devono fare molta attenzione a non trasmetterlo alle persone con cui vivono o a loro stessi. La trasmissione, infatti, può avvenire da una parte a un'altra del corpo. In questo caso, si parla di autocontaminazione.

I comportamenti da osservare per evitare la trasmissione dell'herpes

  • Non toccare, grattare o bendare le zone lesionate;
  • Usare il preservativo in caso di herpes genitale, astenersi completamente dai rapporti sessuali, anche rapporti orali, durante le crisi erpetiche acute o se le parti del corpo lesionate non sono protette dal preservativo;
  • Lavarsi bene le mani dopo essere entrati a contatto con la lesione;
  • Non condividere con altri i propri asciugamani;
  • Evitare il contatto con la bocca in caso di herpes labiale (baci, pratiche sessuali oro-genitali);
  • Non toccarsi gli occhi per evitare la migrazione del virus verso questo distretto.

Stop ai luoghi comuni sull'herpes

I pregiudizi che riguardano le modalità di trasmissione dell'herpes sono assai diffusi. È opportuno precisare che il virus non può trasmettersi se non in presenza di un contatto stretto tra due persone. Di conseguenza, l'herpes non può trasmettersi in piscina o nei bagni pubblici. Peraltro, l'uomo è il solo a veicolare il virus, perché non è possibile alcuna forma di trasmissione da parte degli animali.

Dal momento della contaminazione alla comparsa delle crisi erpetiche possono trascorrere diversi anni. Non c'è quindi motivo di accusare la prima persona della propria cerchia familiare e sociale colpita dal virus, perché forse si è responsabili in prima persona di avere contagiato il proprio familiare, e non il contrario.

 

Sarah Laîné

 

Fonti:

  1. Rapporto realizzato per conto della Commissione sull'AIDS e altre malattie sessualmente trasmissibili - Jacques BAZEX - Académie nationale de médecine - giugno 2003.
  2. Guide pratique n°1 Herpes - Association Herpes
  3. Sondaggio condotto da Louis Harris 
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09/04/2014

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