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Herpes labiale o 'febbre del labbro'

L'herpes labiale è costituito da un insieme di vescicole giallastre localizzate ai bordi delle labbra o di una narice. L'infezione causa dapprima lieve bruciore accompagnato da intenso prurito e infine le vescicole, le bollicine contenenti del liquido, scoppiano prima di formare una crosta, per poi scomparire del tutto senza lasciare cicatrici. Si tratta di una lesione non grave ma frequente e contagiosa. L'herpes al labbro può comparire in modo episodico, che può essere una volta al mese per gli individui più portati a una o due volte in tutta la vita, senza motivo apparente.

L'herpes del labbro
© Getty Images

L'herpes sul labbro, un compagno di cui si farebbe volentieri a meno

È possibile che l'herpes si ripresenti in diverse occasioni, un po' come accade per le afte:

  • in concomitanza con stati influenzati o riniti durante la stagione invernale;
  • insieme a un'infezione urinaria, una bronchite o un'infezione polmonare;
  • durante il ciclo mestruale;
  • in seguito alle prime esposizioni al sole, in primavera e in estate;
  • in conseguenza di uno stress.

Herpes labiale e rischio di contagio

L'herpes ha un alto rischio di contagio: ciò è evidente e altrettanto rilevante. L'herpes può infatti diffondersi a partire da un unico focolaio di infezione. Inoltre, il fatto di grattarsi per l'intenso prurito può determinare la migrazione del virus verso gli occhi o i genitali. Il danno oculistico aggrava la diagnosi, proprio come nel caso dell'herpes genitale, molto più difficile da debellare rispetto a un semplice herpes labiale.

Le lesioni prodotte dall'herpes labiale possono sovrainfettarsi e dar luogo a impetigine, un'infiammazione batterica acuta ed estremamente contagiosa della cute. Di conseguenza, aumenta anche il numero di vescicole: comparsa di bollicine e croste, eruzioni più o meno purulente, a livello locale e su altri distretti anatomici. Anche l'impetigine è contagiosa.

In caso di infezione da virus dell'herpes labiale, attenzione a entrare in contatto con neonati, anziani e persone affette da virus dell'HIV, con pazienti in trattamento chemioterapico o in cura con antidepressivi: poiché questi soggetti presentano un abbassamento delle difese immunitarie, l'herpes può assumere proporzioni drammatiche.

Il soggetto colpito da herpes non necessita di ricovero ospedaliero.

Le precauzioni terapeutiche

Per l'herpes simplex sono poche le strategie da mettere in atto: coloranti e antisettici aiutano a seccare e a proteggere dal rischio di sovrainfezione.

Le creme antivirali in commercio, come lo Zovirax o l'Aciclovir, riducono parzialmente la durata dell'infezione. Se applicate alla comparsa dei primi sintomi (pruriti), questi antivirali possono ridurre le manifestazioni e accelerare la scomparsa delle lesioni. Non prevengono però l'insorgenza di recidive.

Le creme e le pomate antibiotiche servono unicamente in caso di sovrainfezione. Da evitare l'impiego di creme a base di cortisone. È importante assicurare l'igiene di cute, mani e unghie. È possibile lavarsi utilizzando detergenti delicati.

Le forme di herpes più gravi

Aclune forme di herpes, tuttavia, sono molto gravi. Ne è un esempio l'herpes in soggetti immunodepressi, che rischia di estendersi. Può essere trattato con farmaci antivirali (come lo Zovirax) per via orale e, nei casi molti gravi, anche per via intravenosa. In caso di dubbio, consultare il medico.

Poiché l'herpes oftalmico può comportare lesioni gravi dell'occhio, dovrà essere trattato da uno specialista.

 

Dr. Alain Dubos

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03/04/2014

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