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Herpes e gravidanza: proteggere il neonato

Esistono fasce della popolazione cosiddette "a rischio", le cui difese immunitarie indebolite non consentono una lotta efficace contro il virus. Il contatto con la malattia può allora, in certi casi, avere gravi ripercussioni sulla salute. È questo il caso del feto e del neonato, il cui sistema immunitario è ancora immaturo.

Herpes e gravidanza
© Getty Images

Quando può avvenire il contagio

Il contagio può avvenire:

 • durante la gravidanza, quando l'organismo della futura madre incontra il virus dell'herpes per la prima volta. Il virus passa attraverso il sangue materno e può talvolta raggiungere il feto;

• durante il parto, la presenza del virus nelle secrezioni vaginali può contaminare il neonato al momento del suo passaggio attraverso le vie genitali;

• dopo la nascita, il bambino può essere contaminato da un semplice bacio di una persona malata di herpes labiale.

Contagio durante la gravidanza e al momento del parto

I rischi di un'eventuale trasmissione del virus al feto sono variabili e dipendono da una molteplicità di fattori:

  • il momento in cui il virus è stato contratto per la prima volta;
  • la frequenza delle crisi acute di herpes;
  • la consapevolezza o meno della malattia da parte della donna incinta, che può essere portatrice del virus e quindi contagiosa senza saperlo, perché non ha mai osservato alcun sintomo.

Se il primo contatto con il virus è precedente alla gravidanza

In questo caso il rischio del feto di sviluppare un'infezione erpetica è difficile da stimare: è estremamente limitato se il medico è al corrente degli antecedenti dei genitori e può quindi attuare misure di prevenzione e di trattamento durante la gravidanza e al momento del parto, optando eventualmente per un cesareo.

Se il primo contatto con il virus è avvenuto durante la gravidanza

Anche se molto rara, questa condizione in cui la madre sviluppa il virus per la prima volta durante la gravidanza rappresenta il maggior rischio di trasmissione dell'herpes durante il parto, con conseguenze gravi per il neonato. È importante riconoscere la prima insorgenza dei sintomi durante la gravidanza e informarne il ginecologo. Il parto si svolgerà in questo caso con le massime precauzioni possibili e il trattamento del neonato potrà aver luogo, se necessario, subito dopo la nascita.

Se non ci sono mai state crisi erpetiche

I rischi non si possono comunque scartare. In effetti, alcune persone possono essere state in contatto con il virus pur non manifestando alcun sintomo di herpes. Le emissioni del virus possono aver avuto luogo senza alcun segno, tuttavia, malgrado l'assenza di sintomi, il rischio di contagio dalla madre al bambino rimane possibile. Affetto dalla nascita, sarà proprio il bambino a rivelare la presenza dell'herpes genitale nella madre, una diagnosi che può essere effettuata molto rapidamente e alla quale seguono nell'immediato tutti i trattamenti farmacologici necessari al neonato.

Come diminuire i rischi di contagio durante la gravidanza

Se ci sono già state crisi acute di herpes nella coppia di genitori:

  • informare sistematicamente il medico che segue la gravidanza;
  • prestare attenzione al minimo dolore in prossimità dei genitali e informarne subito il medico;
  • astenersi da qualsiasi rapporto sessuale durante le fasi di crisi erpetiche. Ricordarsi che basta un semplice dito entrato in contatto con la "febbre" del labbro per trasportare il virus in un'altra parte del corpo…;
  • proteggersi con il preservativo, anche nei periodi asintomatici.

Se non ci sono mai state crisi acute di herpes nella coppia di genitori:

Neppure in questo caso si può escludere il rischio, anche se nessuno dei genitori ha mai sviluppato l'herpes genitale. In assenza di precedenti e/o di segni di herpes, non esistono oggi mezzi di depistaggio efficaci. L'unica prevenzione della trasmissione eventuale del virus rimane l'uso del preservativo durante i rapporti sessuali, almeno durante gli ultimi due mesi di gravidanza.

 

Come riconoscere i segni di una crisi acuta di herpes?

Indipendentemente dallo stadio della gravidanza, la donna riconosce i sintomi di un'herpes genitale perché prova bruciore e prurito alla vulva e alla vagina, che si arrossano e, in seguito, si riempiono di vescicole che tendono a raggrupparsi. Cariche di virus, le vescicole si rompono e danno luogo a piaghe talvolta molto dolorose. La cicatrizzazione spontanea avviene in circa dieci giorni e la crosticina che si era formata cade da sola. Tutti questi segni della malattia possono accompagnarsi a febbre, mal di testa e dolori al ventre. I segni sono identici per tutti, uomini e donne, incinte o meno. Bisogna consultare il medico in caso di una recidiva di herpes, in presenza di qualsiasi lesione dolorosa o irritazione a livello dei genitali, e dopo un rapporto sessuale che abbia messo in contatto la bocca con il sesso, se il partner ha la "febbre" sul labbro, segno inequivocabile di herpes labiale.

 

Bisogna consultare il medico:

  • in caso di una recidiva di herpes;
  • in presenza di qualsiasi lesione dolorosa o irritazione a livello dei genitali;
  • dopo un rapporto sessuale che abbia messo in contatto la bocca con il sesso, se il partner ha la "febbre" sul labbro, segno inequivocabile di herpes labiale.

Come ridurre i rischi di contagio dopo il parto

Appena nato il bambino è vulnerabile, perché il suo meccanismo di difesa immunitaria è ancora immaturo e non sufficientemente forte per contrastare talune malattie. In questo stadio il contagio da virus dell'herpes può avvenire semplicemente attraverso il bacio di una persona portatrice di herpes labiale, e le conseguenze per il neonato possono essere molto gravi. È importante informare sempre l'équipe medica dei propri precedenti di herpes genitale e di quelli del partner, perché solo così si potranno adottare misure specifiche fin dalle prime cure prestate al neonato.

 

Raddoppiare l'igiene per proteggere il neonato

È importante informare sempre l'équipe medica dei propri precedenti di herpes genitale e di quelli del partner, perché solo così potranno essere previste misure specifiche fin dalle prime cure prestate al neonato. I genitori e tutte le persone che entrano in contatto con il piccolo devono sistematicamente:

  • lavarsi meticolosamente le mani prima di toccare il bambino;
  • separare con cura salviette e altri oggetti personali da quelli che entrano in contatto con il bambino;
  • evitare di baciare il bambino se hanno una "febbre" sul labbro. 

 

 Consultare immediatamente il pediatra se il bambino:

  • presenta sulla pelle bollicine trasparenti;
  • ha un occhio arrossato che lacrima continuamente;
  • si comporta in modo diverso dal solito, ad esempio rifiuta il latte, si addormenta durante il bagnetto o i pasti, è eccessivamente irritabile…;
  • ha una febbre persistente o le convulsioni.
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03/04/2014

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