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Il tabù dell'herpes genitale

L'esplosione e la diffusione massiccia dei casi di AIDS negli anni Ottanta ha catalizzato l'attenzione mondiale, mettendo in secondo piano le malattie sessualmente trasmissibili (MST), tra cui l'herpes genitale. Eppure, esse non sono scomparse e hanno continuato a diffondersi nel corso degli anni. È necessario dunque sensibilizzare la popolazione più giovane attraverso una serie di campagne di informazione su questa malattia altamente trasmissibile da cui non è possibile guarire.

Il tabù dell'herpes genitale
© Getty Images

Oggi 2 milioni di francesi sono portatori di herpes genitale, 10 milioni di herpes labiale e 60.000 di herpes oftalmico. Inoltre, si registrano ogni anno una ventina di casi di herpes neonatale e 200 casi di encefaliti erpetiche.

In Italia, l'herpes genitale non è inclusa nella lista delle malattie infettiva soggetta a denuncia obbligatoria, dunque non vi sono dati certi sulla reale incidenza di questa malattia.

L'ignoranza favorisce la diffusione della malattia

Queste cifre indicano una recrudescenza delle malattie sessualmente trasmissibili, causata principalmente dall'uso sempre meno frequente del preservativo. Lo scarso numero di campagne di prevenzione potrebbe spiegare la grave mancanza di informazioni che riguarda soprattutto i giovani.

Secondo quanto emerso dallo studio comparativo sull'herpes*, i giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni non conoscono affatto l'herpes genitale:

  • solo il 10% dei giovani dai 15 ai 25 anni di età indica spontaneamente l'herpes come malattia sessualmente trasmissibile (MST);
  • un giovane su due non sa che l'herpes può localizzarsi sui genitali;
  • un giovane su due non sa che l'herpes labiale/febbre del labbro può essere trasmesso ai genitali;
  • l'herpes genitale è ancora un tabù: il 63% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni, e che conosce la malattia, ritiene sia difficile parlarne con il partner.

Nel rapporto intitolato "La sanità in Francia", il Consiglio Superiore della Sanità Pubblica francese (HCSP) ha sottolineato che "la frequenza e il ruolo dell'herpes labiale nel favorire l'infezione da virus dell'HIV rendono necessaria una migliore conoscenza epidemiologica di questa infezione e l'adozione di misure che consentano di migliorarne la prevenzione, la diagnosi e la presa in carico". Risultato: le diagnosi di questa infezione sessualmente trasmissibile sarebbero aumentate del 50% negli ultimi anni.

Come informarsi meglio sull'herpes genitale

Oggi è diventato più che mai urgente informare questa parte di popolazione seriamente esposta all'infezione da virus dell'herpes, affinché adotti comportamenti più consapevoli e vengano eliminati i tabù che ancora circondano questa malattia. Durante lo studio comparativo condotto da Harris Medical, è emerso che i giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni desiderano ricevere informazioni sulla malattia da:

  • Personale infermieristico scolastico/universitario al 65%;
  • Professori al 35%;
  • Farmacista al 49%;
  • Medico curante al 77%;
  • Ministro della salute al 59%.

In Francia, l'Association Herpes ha deciso di avviare un progetto pilota per la diffusione di informazioni sulla malattia. Verranno messi a disposizione dei farmacisti interi kit informativi (diapositive, fumetti, opuscoli e poster), che verranno distribuiti anche nelle infermerie scolastiche, nei centri di informazione e documentazione giovanili, nelle cliniche universitarie e nelle associazioni che aderiscono al Movimento francese per la pianificazione familiare.

L'herpes genitale, una malattia sessualmente trasmissibile frequente

Il primo contatto dell'organismo con il virus herpes di tipo 2 (responsabile dell'insorgenza di herpes genitale in circa l'80% dei casi) avviene durante un rapporto sessuale, con o senza penetrazione, con un partner che presenti lesioni erpetiche sui genitali, sulle cosce o sui glutei, o semplicemente con un individuo portatore asintomatico del virus.

In occasione di rapporti sessuali in cui uno dei due partner sia affetto da herpes labiale, il contatto della bocca con il genitale del/della partner può determinare la trasmissione del virus HS1 dalle labbra su cui è localizzato ai genitali del/della partner. È questa la modalità di contagio responsabile dell'insorgenza di herpes genitale nel 10 - 30% dei casi. È anche possibile che si verifichi la situazione opposta, anche se è molto meno frequente.

Oggi è assodato che l'aumento di casi di herpes genitale è conseguente alla diffusione di pratiche sessuali oro-genitali. Dallo studio comparativo è emerso che coloro che tra le persone intervistate era affetto da herpes (in genere labiale) non era meglio informato del rischio di trasmissione dell'herpes labiale rispetto al resto della popolazione.

Il primo contatto con il virus dell'herpes

Nell'80 - 90% dei casi, il primo contatto genitale con il virus dell'herpes non determina alcun sintomo particolare. Questa "infezione primaria" si può scatenare invece:

• nelle giovani donne che, 7 o 8 giorni dopo il contatto infettante, potranno soffrire di lesioni vulvari e vaginali estremamente dolorose, accompagnate da ulcerazioni genitali, che possono estendersi verso l'ano e all'interno delle cosce. Le vescicole tipiche dell'herpes (bollicine contenenti un liquido chiaro e raggruppate a mazzo) si notano difficilmente, perché sono molto fragili e si rompono velocemente per lasciare il posto a una piaga aperta dolorosa che si ricoprirà poco alla volta di una crosta giallastra. Bruciori durante la minzione, pruriti, dolori addominali, senso di malessere generalizzato accompagnato da stanchezza e febbre possono essere altre manifestazioni che si aggiungono ai segni riscontrabili a livello locale;

• Negli uomini la lesione genitale è in genere più discreta: in seguito alla formazione di un edema, il pene e soprattutto il glande si mostrano arrossati, fanno male e sono gonfi; sono osservabili prima le classiche vescicole e poi le ulcerazioni sul pene, ma anche sullo scroto e, come nella donna, all'interno di cosce e ano.

Dopo l'infezione primaria: contagiosità e cronicità

Solitamente meno gravi dell'infezione primaria, le ricadute, note anche come "attacchi" o "crisi", vengono attivate da fattori scatenanti ormai noti: stanchezza, stress, rapporti sessuali, ciclo mestruale.

Come in occasione dell'infezione primaria, il virus viene secreto in grandi quantità a ogni nuova crisi erpetica, che dura tra gli 8 e i 10 giorni. È molto difficile individuare dei limiti di tempo massimi dei periodi di contagiosità, dal momento che può sopraggiungere un'escrezione asintomatica (priva di sintomi), anche al di fuori delle crisi erpetiche.

Herpes genitale: ancora un argomento tabù

Nel caso dell'herpes genitale, come di qualsiasi malattia sessualmente trasmissibile, è il peso del tabù a causare il maggior numero di danni. Il forte senso di disagio, la vergogna e il senso di colpa impediscono ai giovani di parlare di questo problema al/alla partner, ai familiari o al medico curante. Questi sentimenti negativi finiscono per chiudere la persona nella propria sofferenza ed estendere la catena di trasmissione del virus.

In caso di lesione genitale sospetta, consultare il proprio medico, un ginecologo, un dermatologo o un urologo non solo per ottenere la diagnosi ma per beneficiare anche di trattamenti antivirali per curare le crisi erpetiche, evitarle, o per diradarle nel tempo in modo duraturo e, soprattutto, per conoscere i metodi efficaci attraverso cui proteggere se stessi e gli altri.

Per quanto possa risultare difficile, parlare di herpes al proprio/alla propria partner fin dall'inizio della relazione sentimentale è un atto di coraggio, di rispetto e di fiducia. Se si vive male tacendo o ignorando l'herpes, è invece possibile iniziare a vivere meglio imparando a conoscerlo e a gestirlo.

 

David Bême

* Studio comparativo sull'herpes (15 - 25 anni di età) realizzato da Harris Medical per conto dell'Association Herpes  su un gruppo di 819 persone che formano un campione rappresentativo della popolazione francese di età compresa tra i 15 e i 25 anni.

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03/04/2014

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