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Herpes: dalla diagnosi al trattamento

L'herpes è una delle malattie sessualmente trasmissibili più diffuse al mondo, eppure se ne continua a parlare poco. Ma il virus erpetico non è da sottovalutare: rischio di contagio del neonato, infezione oftalmica, aumento del rischio di trasmissione dell'HIV, l'herpes ha numerose conseguenze da non trascurare. Dalla diagnosi ai trattamenti, il punto sucome combattere questo virus.

Il punto sull'herpes
© Getty Images

La diagnosi dell'herpes e l'esame virologico

In base alla descrizione che il paziente fa del proprio stato, il medico cerca di individuare la causa e di stabilire la natura delle irritazioni e delle lesioni: la lesione ricompare periodicamente sempre nello stesso punto? È localizzata sui genitali? Provoca dolore?

In caso di herpes genitale tipico accompagnato da vescicole, ovvero da bollicine, l'esame delle sole lesioni consente al medico di formulare immediatamente la diagnosi. Tuttavia, spesso le lesioni non sono tipiche: infatti, accade persino che al momento della visita il paziente non presenti alcuna lesione. In questo caso, e considerato il carattere trasmissibile, oltre che le conseguenze psicologiche indotte dall'herpes, è opportuno sottoporre il paziente a esame virologico.

In pratica, il medico buca una vescicola intatta e ne raccoglie il liquido utilizzando un tampone (simile a un cotton fioc). La vescicola bucata o le lesioni vengono grattate senza farle sanguinare, ma in modo energico, con un tampone. Successivamente, viene eseguita la tipizzazione del virus HSV1 e HSV2 e osservata la sensibilità del virus alle molecole antivirali. Il risultato dell'esame è disponibile da 1 a 4 giorni. 

Si ricorre alla sierologia unicamente nell'ambito di un'infezione primaria o nella valutazione della sierodiscordanza di una coppia. Ricordiamo che se non si prende alcun tipo di precauzione (sia a livello di comportamento sia a livello di trattamento farmacologico), il/la partner non portatore/portatrice del virus corre un rischio annuo di contaminazione pari al 10%.

Il trattamento del virus erpetico

Spesso le ripercussioni sul piano psicologico causate dall'herpes genitale sono significative: timore che gli altri lo scoprano, paura di essere contagiosi e dunque chiudersi in se stessi.. È importante parlarne con il medico per capire come trattare il problema e quali vie terapeutiche intraprendere.

Il trattamento antivirale agisce bloccando la replicazione del virus e impedendone la diffusione nell'organismo. Anche se i farmaci non sono in grado di debellare il virus, permettono comunque di alleviare il dolore causato dall'infezione, ridurre la carica virale e la durata dell'escrezione. Il trattamento è tanto più efficace quanto più lo si avvia precocemente, meglio se alla comparsa dei sintomi premonitori dell'infezione. 

Se il paziente ha più di 6 crisi erpetiche all'anno, il medico può prescrivere un trattamento per prevenire le ricadute. Questo tipo di trattamento consente di ridurre:

  • La frequenza delle crisi dal 70 all'80%;
  • La frequenza e la durata dell'escrezione virale asintomatica;
  • Il rischio di contrarre un herpes genitale sintomatico pari al 75% nelle coppie sierodiscordanti stabili.

 

Per limitare i rischi di trasmissione, il medico deve rammentare ai pazienti quali sono i metodi di prevenzione più efficaci (astinenza sessuale durante le crisi, uso del preservativo e così via) e insistere perché il paziente richieda al proprio/alla propria partner di sottoporsi a test virologico.

 

David Bême

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09/04/2014

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