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In gravidanza non permettere alle emorroidi di rovinarti la vita

La gravidanza ci offre una buona dose di felicità, ma non mancano i piccoli fastidi quotidiani. Durante tale periodo, le donne sono particolarmente sensibili ai problemi venosi. Se non c’è vergogna nel dichiarare la pesantezza alle gambe, si affronta meno volentieri l’inconveniente delle emorroidi. Pertanto per evitare di subire senza reagire, Doctissimo fa il punto sull’argomento.

Le emorroidi in gravidanza
© Getty Images

Una fase a rischio

È ormai noto che durante la gravidanza il corpo femminile subisce diverse modifiche. Ciò comporta qualche problema, piccolo ma sgradevole. Non è grave di solito, ma può turbare in modo significativo la vita quotidiana.

In prevalenza, a partire dal 6° mese di gravidanza, l’aumento di peso dell’utero è tale da comprimere le vene dell'addome.

La circolazione sanguigna è quindi totalmente soggetta ad alterazioni e le varici e le emorroidi non tardano a manifestarsi. Uno studio riferisceche nel 48% dei casi, la gravidanza rivela la patologia emorroidaria.

In merito alla frequenza, variaenormemente da unadonna all’altra, ma sembra che almeno 1/3 dellefuture mammene siano colpite durante lagravidanza.

Di certo il nascituro non corre alcun rischio, ma l'irritazione, il prurito, le piccole emissioni di sangue e il dolore legato alle crisi emorroidarie non sono, a dire il vero, piacevoli. Bere molta acqua, consumare fibre e frutta sono semplici accorgimenti da utilizzare in tutta la gravidanza. Per evitare la stitichezza è importante privilegiare uno stile di vita sano. La stipsiè il principale fattore incriminato che colpisce quasi una donna incinta su due, senza poi contare che sono numerose quelle che assumono un integratore a base di ferro che aumenta i rischi di costipazione. Secondo fattore in causa, il ritorno venoso, che è meno efficiente in gravidanza, in quanto il volume uterino è aumentato e anche gli ormoni esercitano un’influenza negativa. E da ultimo, se in famiglia ci sono stati precedenti casi di emorroidi, sono scarse le probabilità di non esserne colpiti. Niente paura, vi sono comunque trattamenti da prescrivere a partire dal secondo trimestre di gravidanza.

Cure non rischiose

Si ritiene spesso che non vi siano soluzioni quando si è in stato interessante. L’atteggiamento da adottare non deve affatto essere quello di chi soffre in silenzio. In ogni caso, consulta il medico o chiedi consiglio al farmacista, dato che in gravidanza non vanno mai assunti farmaci senza il parere medico. Potranno consigliarti trattamenti locali per recare prontamente sollievo, nonché alcuni venotonici perfettamente idonei alla crisi emorroidaria. La buona notizia è che tali cure non vengono controindicate in gravidanza, specie dopo il primo trimestre. Studi recenti relativi alla frazione flavonoica micronizzata come il Daflon 500 e l'idrossietilrutoside, due molecole utilizzate in Francia, ne hanno dimostrato l’innocuità e la grande efficacia sia a livello preventivo sia con la crisi in atto.

Trattamenti locali, di solito pomate, ti permetteranno di agire in due modi: hanno un effetto analgesico, diminuendo il dolore, e fungono da antinfiammatorio: riducono l'infiammazione dovuta alle emorroidi. Da parte loro, i venotonici prescritti dal medico agiranno altresì sull’infiammazione, tonificando la circolazione venosa, benché sia preferibile utilizzarli a partire dal secondo trimestre. Fidati del medico che saprà consigliarti e, comunque, non soffrire in silenzio.

 

Juliette Lauzanne

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24/04/2012

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