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Convivere con la malattia di Crohn

La malattia di Crohn, nota anche con il nome di morbo di Crohn, risulta essere molto limitante nei gesti di tutti i giorni, anche se le limitazioni alla quotidianità sono strettamente legate alla gravità del disturbo. Scopri come è possibile convivere con la malattia di Crohn e quali conseguenze ha sulla vita di tutti i giorni.

Convivere col Crohn
© Getty Images

Le conseguenze fisiche della malattia di Crohn

La malattia di Crohn è un disturbo autoimmune che colpisce tutto l’apparato gastrointestinale di chi ne è affetto e porta a diverse infiammazioni a carico soprattutto dell’intestino. La malattia si sviluppa in tre stadi (lieve, intermedio e avanzato) suddivisi in base alla gravità dei sintomi e dei disturbi veri e propri: i sintomi comuni a tutti e tre sono dolori localizzati, meteorismo, flatulenza, diarrea, nausea, difficoltà digestive e senso di fatica diffuso. Una volta fatta luce sulla diagnosi, la malattia di Crohn influisce inevitabilmente sulla quotidianità del soggetto che ne è affetto, arrivando anche a limitare fisicamente la sua vita quotidiana. Si è tutti d’accordo nel pensare che attacchi di diarrea, senso di nausea e vomito, dolori diffusi allo stomaco e/o all’intestino, difficoltà nella digestione di molti alimenti, astenia e l’incapacità di concentrazione siano responsabili di una difficoltà oggettiva nell’instaurare rapporti sociali, lavorativi e anche affettivi con chi non è affetto dalla malattia di Crohn. Senza contare che la diagnosi, per questo tipo do disturbo, non è semplice e spesso coloro che sono malati si trovano ad essere congedati in fretta dal medico di turno, convinto di trovarsi di fronte ad una semplice colite o gastrite. Ci sono pazienti che aspettano anni prima di veder chiarita la causa del loro malessere, periodo durante il quale continuano a soffrire sviluppando anche delle conseguenze a livello psicologico.

Le conseguenze psicologiche della malattia di Crohn

L’elemento che più risulta evidente quando si è affetti dalla malattia di Crohn è il dimagrimento del soggetto che ne è affetto, che arriva anche a 10 kg. Inoltre, aldilà degli inconvenienti sopradescritti, molti pazienti arrivano a soffrire di depressione proprio in seguito alla scoperta della malattia, cronica e quindi molto avvilente. Sapere che non si guarirà mai del tutto dal Crohn fa piombare i malati in un profondo sconforto, perché impotenti di fronte al malessere del proprio corpo. In realtà, sebbene non esista una cura, col Crohn si può convivere, perché è possibile tenerlo sotto controllo con i farmaci: questi sono studiati per evitare ricadute, riacutizzazioni dei sintomi e per permettere ai pazienti di condurre una vita all’insegna della normalità, elemento importante, visto che molti hanno anche abbandonato il lavoro proprio a causa dei disturbi fisici della malattia.

Il morbo di Crohn, se diagnosticato ad uno stadio piuttosto avanzato, necessita di essere trattato tramite l’asportazione chirurgica delle parti dell’intestino interessate, ormai invase da ascessi e fistole molto dolorose e gravi. Inoltre, sempre in questo stadio, può insorgere un blocco intestinale molto pericoloso, che vede l’intervento di specialisti per salvare la vita del paziente. Tutti queste conseguenze, compresa persino l’osteoporosi, abbattono il morale dei malati, i quali cadono facilmente in prevedibili stati depressivi, attacchi di ansia, malinconia generale e apatia.

La diffusione della malattia di Crohn

La malattia di Crohn fa parte di quelle patologie a carico dell’apparato gastrointestinale indicate con l’acronimo MICI, ovvero malattie infiammatorie croniche dell’intestino. Alcuni dati diffusi dalla AMICI, la Onlus dedicata all’assistenza dei pazienti affetti da tali disturbi, attestano che in Italia sono circa 100 mila le persone affette da una di queste malattie, di cui quasi la metà è colpita dal morbo di Crohn. Questa sembra essere in continuo aumento nella popolazione occidentale che vive nelle zone più industrializzate e influenza altresì la dieta di coloro che ne soffrono. Infatti, per evitare l’acutizzarsi dei dolori e per cercare di far regredire la malattia ad uno stadio meno grave, è bene evitare il latte e i suoi derivati, bere molta acqua, ingerire meno fibre e dilazionare i pasti per mangiare meno e più spesso, evitando di sovraccaricare il lavoro dell’apparato gastrointestinale. Sarebbe bene anche smettere di fumare: la sigaretta aggrava i sintomi del Crohn ed è molto pericolosa per la salute generale del corpo: una vita più sana e regolata da una leggera attività fisica può solo portare dei grandi benefici a tutto l’organismo.

Molte sono le associazioni che si occupano di fiancheggiare i malati delle MICI e del Crohn in particolare, come la già citata AMICI, la Crohnpuntoit o la Noi e il Crohn, tutte intenzionate ad aumentare la qualità della vita di coloro che si trovano a doverla affrontare insieme ad una malattia infiammatoria cronica intestinale.

Cerca il sostegno, in molti ti possono aiutare.

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20/03/2013

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