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La gastroenterite eosinofila

Se parole come celiachia e intolleranza sono entrate nel dizionario comune, esistono anche altre patologie legate a reazioni non funzionali dell’apparato immunitario che possono dare come sintomo problemi gastrointestinali. Tra queste la gastroenterite eosinofila, una malattia abbastanza rara e difficile da diagnosticare, ma certamente da non ignorare. Quali sono i sintomi della gastroenterite eosinofila? Come curarla? Scopri con Doctissimo tutto ciò che c’è da sapere su questa patologia.

Gastroenterite eosinofila
© Getty Images

La scoperta dell’esistenza della gastroenterite eosinofila (GE) risale al 1937, quando Kaijer notò per la prima volta delle infiltrazioni di eosinofili, un tipo di globuli bianchi, all’interno delle pareti di stomaco e intestino tenue. Da studi successivi è emerso che questa patologia può colpire anche altri tratti dell’apparato digerente, dando luogo alla esofagite eosinofila (EE) e alla colite eosinofila (CE). Tutte e tre le patologie sono raggruppate nei disordini eosinofili gastrointestinali, anche se le differenze che le contraddistinguono sono importanti.

Tre tipi di gastroenterite eosinofila

La gastroenterite eosinofila può essere mucosa, sierosa o muscolare. La più comune è la gastroenterite eosinofila mucosa, dove gli eosinofili si fermano allo strato più superficiale. Questa forma di gastroenterite eosinofila compisce con più frequenza i soggetti allergici, o coloro che hanno casi di allergia in famiglia. La forma sierosa, la meno riscontrata, colpisce per lo più soggetti allergici ed è caratterizzata dalla formazione di liquido nell’addome, ovvero di un’ascite eosinofila. La gastroenterite eosinofila muscolare, infine, è la più pericolosa: può dar luogo a un’occlusione intestinale e richiedere un rapido intervento chirurgico. Non c’è un’età specifica per ammalarsi di gastroenterite eosinofila, ma è più frequente tra i trenta e cinquant’anni e nei maschi. A prescindere da quale delle tre forme sia in atto, sintomi più riscontrati sono mal di pancia, diarrea e nausea, in alcuni casi fino ad arrivare al vomito. Spesso è accompagnata anche da anemia e perdita di peso, classici sintomi dovuti a un cattivo assorbimento dei nutrienti a livello intestinale.

La diagnosi

La diagnosi di gastroenterite eosinofila non è semplice, sia perché il quadro clinico è simile a quello di altre patologie, sia perché l’ eosinofilia può essere la conseguenza secondaria di altre malattie, come la celiachia, il linfoma ma anche la vasculite, un’infiammazione dei vasi sanguigni. I sintomi sono comuni a molte altre patologie gastrointestinali e all’esame visivo, ecografia come tac, il medico può rilevare solo un ispessimento della parete intestinale, la rigidità delle anse e delle irregolarità nelle pliche gastriche, ovvero nelle pieghe formate dalla mucosa e dalla sottomucosa dello stomaco. Anche in caso ci sia occlusione o si abbia la formazione di accumuli liquidi, questi possono dipendere da altre cause. Lo stesso aumento degli eosinofili non solo è tipico di tutte le reazioni allergiche, ma può essere assente nei pazienti affetti da gastroenterite eosinofila. Per arrivare alla diagnosi di gastroenterite eosinofila diventa essenziale l’esame istologico di una parte del tessuto o del liquido contenuto nell’ascite nel caso di quella sierosa. Considerati i sintomi riportati dal paziente ed escluse altre patologie che potrebbero darne di simili, se dall’istologico emerge un numero alto di eosinofili nei tessuti si potrà diagnosticare la gastroenterite eosinofila.

La terapia

Una volta giunti a una diagnosi, la terapia in genere è a base di steroidi, ma, soprattutto nei soggetti più giovani, tendono a comparire delle recidive non appena si interrompono i farmaci. Per questa ragione i medici si trovano a dover valutare una terapia prolungata nel tempo, come accade nel morbo di Crohn, che comprenda, a volte, anche immunosoppressori. La dieta di eliminazione si è rivelata valida nei pazienti positivi in precedenza a test allergici e che non rispondono alla terapia a base di steroidi, ma le recidive restano molto frequenti. Nei bambini che presentano un ritardo nella crescita e negli adulti con sintomi importanti all’ingestione di ogni alimento, la dieta elementare, che elimina ogni alimento potenzialmente portatore di allergie, ha funzionato con beneficio del paziente. La gastroenterite eosinofila raramente dà luogo, invece, a complicazioni come la perforazione dell’intestino. È necessario solo avere tanta pazienza visto l’iter diagnostico tutt’altro che semplice.

Fonti:

http://www.sied.it/uploads/GIED/Articles/2013/02CSMacarriGIED3_13.pdf

Giuditta Danzi

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19/11/2014

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