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Blocco intestinale: conseguenza dolorosa della chirurgia addominale

Considerato eccezionalmente una patologia a tutti gli effetti, il blocco intestinale avviene principalmente in seguito a un intervento di chirurgia addominale, talvolta anche a distanza di anni. In questo articolo, le spiegazioni del Dr. Jérémie Lefèvre, chirurgo gastroenterologo presso l'ospedale Saint-Antoine di Parigi.

Blocco intestinale e chirurgia
© Getty Images

Che cos'è l'occlusione intestinale?

L'occlusione intestinale è un blocco completo o una grave riduzione del passaggio del contenuto intestinale in uno dei due intestini, il colon o l'intestino tenue. "Nel 95% dei casi, il blocco si verifica in seguito a un intervento chirurgico", spiega il Dr. Lefèvre. "In seguito, dipende tutto dalla localizzazione e dal meccanismo di blocco. In generale, è possibile distinguere quattro schemi, poiché esistono due localizzazioni possibili dell'ostruzione: l'intestino tenue o il colon, e due meccanismi di blocco: la torsione o la compressione".

Diversi tipi di blocco intestinale

  • Secondo il Dr. Lefèvre, l'occlusione intestinale su briglie o aderenze post-operatorie è il caso più frequente. "È soprattutto il caso dell'intestino tenue, che si avvolge intorno a un'aderenza successiva a un intervento chirurgico. In questo caso si parla di "strangolamento del tenue". Ma questa situazione può verificarsi anche nel caso del colon, in particolare se scivola in un'ernia inguinale a livello della piega. Il rischio consiste in una necrosi dell'intestino causata dalla torsione dei vasi sanguigni, seguita a sua volta da una peritonite da perforazione, con il rischio di decesso per il paziente". Nel primo anno, circa un terzo dei pazienti che ha subito un intervento di chirurgia addominale svilupperà un blocco intestinale.
  • I casi di compressione dell'intestino tenue sono meno frequenti e sono soprattutto legati alla malattia di Crohn e, in misura minore, a un cancro.
  • Nel caso del colon, il cancro ne è la causa principale. Perciò, secondo il Dr. Lefèvre, "nel 15-20% dei casi, il blocco intestinale è l'occasione che permette di scoprire un tumore del colon".

Blocco intestinale: una diagnosi semplice da stabilire

Diagnosticare un'occlusione intestinale è semplice, come spiega il chirurgo. "È possibile effettuare la diagnosi ponendo tre semplici domande". In effetti, il paziente lamenta sintomi caratteristici come dolori addominali, un arresto del transito intestinale delle feci e dei gas, accompagnato da nausea e vomito. Rimane poi da localizzare il blocco. "A questo scopo, è sufficiente uno scanner che consente di vedere quale intestino è interessato dall'occlusione e di valutare la gravità del blocco". Il paziente viene quindi ricoverato in ospedale fino al ripristino della normale funzione intestinale. Viene tenuto a digiuno, sotto flebo per essere idratato, e gli vengono somministrati farmaci per attenuare i dolori. È anche possibile l'inserimento di un sondino naso-gastrico per favorire lo svuotamento dello stomaco. "Si ricorre all'intervento chirurgico solo in caso di gravità, di complicanze, come l'assenza di miglioramento del suo stato", precisa Jérémie Lefèvre.

Blocco intestinale: un handicap invisibile

Maria, 55 anni, e Lidia1, 37 anni, sono entrambe soggette a occlusioni intestinali. Maria è stata sottoposta nel 1985 a un intervento di colectomia totale (asportazione completa del colon, NdT) in seguito alla diagnosi di poliposi adenomatosa familiare (FAP), una forma genetica rara di cancro del colon. L'ablazione totale del colon che ha subito le provoca disturbi legati al transito intestinale. "Sono molto attenta all'alimentazione, ma non è sempre sufficiente. Nel giro di poche ore posso avere un'occlusione intestinale". Si mette subito a dieta e se non accade nulla nelle 24 ore successive, corre di filata al Pronto Soccorso. "Cerco di limitare al massimo il consumo di farmaci e preferisco ricorrere all'agopuntura o allo shiatsu per aiutarmi"2.

Lidia, dal canto suo, non ha scelta. Anche lei soffre di poliposi adenomatosa familiare (FAP), è stata operata nel 2005, ma in più è affetta da un tumore desmoide del mesentere. "Si tratta di una neoplasia benigna. Il problema è che si mescola ai tessuti sani e aumenta di volume se si interviene". Per questo motivo, Lidia assume farmaci in modo permanente e i blocchi intestinali sono molto frequenti. Ma quello che la infastidisce di più è l'aspetto di "handicap invisibile" della malattia. "L'occlusione è una conseguenza molto invalidante nella vita di tutti i giorni e per questo motivo ho già annullato delle vacanze". Nonostante tutto, la giovane donna non perde il sorriso e, come Maria, anche lei mette in atto qualche piccolo accorgimento. "Bevo molte tisane di verbena, tiglio e del tè verde. Massaggio anche l'addome con dell'olio di semi di nigella. Non dico che questo rimedio funzioni per tutti, ma è un piccolo accorgimento che su di me è efficace".

Sihem Boultif

Fonti:

1 - I nomi delle pazienti sono stati modificati

2 - Questi rimedi non sostituiscono in alcun modo le visite mediche tradizionali e, in caso di assunzione, occorre segnalarlo al medico per una migliore presa in carico, NdR.

Intervista al Dr. Jérémie Lefèvre, specialista in Chirurgia generale e Gastroenterologia, maggio 2015.

Testimonianze di Maria e Lidia, maggio 2015.

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14/10/2015

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