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I sintomi dell'anemia

L'anemia, in quanto condizione clinica, si definisce attraverso vari fattori. Impara a riconoscere l'insorgere di questo disturbo e in che modo esso può influire sulla tua salute.

I segnali dell'anemia
© Getty Images

Che cos'è l'anemia?

È l’abbassamento al di sotto della soglia abituale del volume globulare sanguigno in circolazione.
Si definisce attraverso:

• un tasso di emoglobina inferiore a 14 g/l nell’uomo, 12 g/l nella donna

• oppure attraverso un numero di globuli rossi inferiore a 4,5 milioni per microlitro nell’uomo, 4 milioni per microlitro nella donna

• o ancora con un ematocrito inferiore al 40% nell’uomo, al 37% nella donna

 

L’anemia può dipendere da tre meccanismi principali:

• emorragie acute o croniche

• diminuzione di produzione dei globuli rossi

• aumento di distruzione dei globuli rossi (emolisi)

I segnali della malattia

I sintomi clinici dipendono dal grado, dalla rapidità d’installazione dell’anemia e dal terreno. Solitamente i sintomi sono pallore della pelle e delle mucose (congiuntivali), affanno durante gli sforzi (dispnea), tachicardia (accelerazione del ritmo cardiaco), stanchezza, mal di testa, vertigini, ronzio nelle orecchie, “mosche volanti” (corpi fluttuanti nel liquido interno dell’occhio)...

A uno stadio più avanzato, nella donna compaiono inappetenza, vomito, amenorrea (scomparsa del ciclo mestruale), nell’uomo impotenza, a volte anche una febbre leggera. L’esame può rivelare un respiro sistolico cardiaco all’auscultazione ed edemi degli arti inferiori.

Gli esami e le analisi complementari

Il prelievo di sangue consente di classificare l’anemia attraverso l’analisi dell’emogramma (o formula leucocitaria). I risultati consentono di distinguere:

• Le anemie normocromiche e quelle normocitiche (diminuzione del numero di globuli rossi che presentano un colore e una dimensione normale)

• Le anemie ipocromiche (colore chiaro) e/o microcitiche (globuli di piccola taglia)

• Le anemie macrocitiche o megaloblastiche (i globuli rossi hanno dimensioni superiori alla norma)

• Le anemie emolitiche (distruzione dei globuli rossi)

 

In base ai risultati, saranno richiesti altri esami quali:

• Dosaggio del ferro sierico

• Reticolociti

• Saturazione della transferrina

• Elettroforesi dell’emoglobina

Mielogramma

• Test di Coombs

• Biopsia midollare

• Studio della durata di vita delle emazie

• Studio del metabolismo del ferro radioattivo

• Dosaggi enzimatici

• Bilancio immunologico

Le anemie ipocromiche microcitiche

Queste anemie sono caratterizzate dalla diminuzione della concentrazione di emoglobina nei globuli rossi (che appaiono più chiari e per questo sono dette ipocromiche), e da una diminuzione del volume globulare medio (microcitiche). Sono chiamate iposideremiche quando sono causate da un basso tasso di ferro sierico (il ferro è indispensabile alla produzione dei globuli rossi).

Le carenze di ferro (carenza marziale) possono dipendere da un sanguinamento cronico di origine ginecologica o digestiva (anemie iposideremiche), o da alcune sindromi infiammatorie che provocano una ritenzione di ferro nei macrofagi (anemie da infiammazione). In questi casi occorre curare la causa e talvolta far assumere all’organismo integratori di ferro per qualche tempo.

Le anemie ipocromiche microcitiche possono manifestarsi anche con un ferro sierico normale o aumentato: in quel caso sono causate da difficoltà dell’utilizzo del ferro nella sintesi dell’emoglobina. Ciò accade per esempio in malattie come le talassemie (anemie congenite con un’anomalia caratteristica di sintesi di una parte dell’emoglobina).

Le anemie normocromiche normocitiche

Si traducono con una diminuzione isolata del tasso di emoglobina sanguigna. L’anemia dipende da un’insufficienza midollare (il midollo osseo non produce più abbastanza globuli rossi): si parla allora di anemia centrale non rigenerativa. Può dipendere, per esempio, da un danno tossico (farmaci, insetticidi, ecc.) o fisico (irradiazione, invasione da parte di cellule anomale, ecc.) del midollo.

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25/04/2014

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