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La diagnosi di meningite

Nei paesi occidentali, dove sono disponibili cure mediche adeguate, la meningite è pericolosa solo in alcune forme batteriche fulminanti e potenzialmente letali. Doctissimo con la collaborazione della dottoressa Anna Lucia Volante spiega cos’è la meningite, le sue cause e come curarla.

La diagnosi
© Getty Images

La meningite: che cos’è

La meningite è un processo infettivo che colpisce le tre membrane che ricoprono e proteggono il cervello e il midollo spinale: la pia madre, l’aracnoide e la dura madre. La pia madre è la membrana più interna delle tre e avvolge il cervello e il liquido spinale accompagnando inoltre i nervi all’interno del cervello.

L’aracnoide è la membrana intermedia tra la dura madre e la pia madre e si chiama così perché, a causa della sua sottigliezza, ricorda una ragnatela. L’aracnoide è composta da due foglietti, uno viscerale, che aderisce alla pia madre e uno parietale, che aderisce alla dura madre. Tra questi due foglietti c’è la cavità aracnoidale, che in un soggetto sano è uno spazio quasi inesistente. La dura madre è lo strato più esterno, e, come prima protezione, è anche la più spessa e resistente delle tre meningi.

La dura madre oltre che aderire al cervello, protegge anche il midollo spinale e il liquido cerebrospinale, che si trova sia tra la pia madre e l’aracnoide, il cosiddetto spazio subaracnoideo, che negli spazi più interni del sistema nervoso centrale. Questo liquido ha il compito di proteggere il cervello dalle strutture ossee che lo contengono, facendolo “galleggiare” all’interno della scatola cranica. La composizione del liquido cerebrospinale è anche il primo campanello di allarme per l’organismo stesso di una patologia a carico del cervello.

Le cause della meningite

A causare la meningite è nella maggioranza dei casi, nei paesi occidentali, un virus, tra cui anche l’herpes simplex, ma può anche esserci dietro un batterio o un fungo. La meningite batterica, specie quella causata dal meningococco, è la più pericolosa e può avere un decorso mortale in tempi brevi, mentre quella fungina colpisce più che altro soggetti immunodepressi, come malati di Aids o coloro che hanno da poco subito un trapianto d’organo. Spesso, soprattutto se virale, l’agente infettivo arriva dalle orecchie o dai seni nasali al cervello tramite il flusso sanguigno.

La meningite può anche non essere infettiva, ma causata da un’altra patologia, come un tumore o la vasculite, l’infiammazione dei vasi sanguigni, o da un intervento di neurochirurgia e dall’anestesia spinale. A essere colpiti dalla meningite sono soprattutto i bambini al di sotto dei 5 anni e gli anziani, come anche le persone che vivono in ambienti affollati e le donne in gravidanza.

Diagnosticare la meningite

Per diagnosticare la meningite il medico può avvalersi di diversi esami di laboratorio. L’analisi migliore per la diagnosi è l'esame del liquido cefalorachidiano, racchiuso tra le meningi e il sistema nervoso. Questo liquido viene estratto con una puntura spinale e sottoposto a coltura per la ricerca del batterio responsabile così da poter stabilire una terapia adeguata.

L’esame del sangue può essere indicativo, ma da solo non basta per la diagnosi. Se VES e PCR, la proteina C-reattiva, possono essere elevate, i leucociti possono anche restare nella norma, specialmente in bambini, anziani e soggetti immunodepressi. Una risonanza con mezzo di contrasto può invece mostrare come sta agendo l’agente patogeno all’interno del cervello.

Curare la meningite

La cura della meningite dipende dalla sua causa. Se dalla meningite virale, detta anche meningite asettica, in genere si guarisce nel giro di una settimana, pure senza l’ausilio di farmaci antivirali, quella batterica è invece più pericolosa e ha tra le possibili conseguenze la morte del paziente, se non diagnosticata e curata in modo tempestivo.

La cura si basa su antibiotici specifici per il batterio che ha causato la malattia. La meningite fungina, infine, ci cura con antimicotici per via orale. La prevenzione, comunque, resta l’arma principale contro questa malattia e l’unica in grado di evitare le spiacevoli conseguenze che a volte la meningite comporta anche dopo la guarigione.

Giuditta Danzi

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30/06/2014

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