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La colica renale

La colica renale è il sintomo estremamente doloroso di una patologia in corso, a carico dei reni, e viene provocata dall'impossibità del rene di far fuoriuscire l'urina.

La colica renale
© Getty Images

La colica renale: che cos’è?

La colica renale (detta anche colica nefritica) è un sintomo e non una malattia.

Si tratta di un dolore brutale e di grande intensità, situato in una fossa lombare, sulla parte bassa della schiena.

La colica renale è provocata da una forte tensione alla quale viene sottoposto il rene, tensione legata a un ostacolo sulle vie urinarie.

Cause e fattori di rischio delle coliche renali

Qualsiasi ostacolo sulle vie efferenti (vie urinarie che trasportano l’urina dal rene all’esterno del corpo) può provocare il ristagno dell’urina nel rene e quindi la distensione renale.  

L’ostacolo può essere localizzato nella via efferente (rene, uretere, vescica, uretra) o all’esterno delle vie urinarie (compressione estrinseca).

I calcoli rappresentano la prima causa di colica renale.

I tumori, le stenosi infiammatorie o cicatriziali delle vie efferenti (in seguito a calcoli o intervento chirurgico) sono altre cause di ostacoli interni.

Le principali cause di compressione estrinseca sono i tumori (principalmente ginecologici), le legature chirurgiche accidentali, e i versamenti liquidi abbondanti (come gli ematomi).    

I sintomi della malattia

Nella zona lombare viene percepito un dolore che irradia verso gli organi genitali.

Il dolore è generalmente brutale, intenso e non si calma cambiando posizione. Questo dolore viene in genere descritto come “insopportabile” e può essere accompagnato da agitazione. A volte, il dolore può essere più moderato e localizzato nel fianco (crisi subentrante).

Nausea e vomito possono accompagnare il dolore.

Spesso si associano dei sintomi urinari: bruciore durante la minzione, stimolo urgente e frequente, presenza di sangue nelle urine (frequente, quando il responsabile è un calcolo).

La diagnosi della colica renale

Il medico conferma la diagnosi individuando il tipo e la localizzazione del dolore. La percussione (urto diretto) della zona lombare è spesso dolorosa. Il rene dilatato può essere palpabile. L’addome è spesso gonfio (dilatazione riflessa  delle anse intestinali).

Esclude inoltre un’altra diagnosi tramite la palpazione addominale e l’osservazione degli organi genitali.
Cerca di precisare la causa dell’ostacolo tramite un’esplorazione pelvica (tumore della vescica? Della prostata? Ginecologico?) e la strisciolina reattiva (la presenza di sangue aumenta le probabilità di calcoli).

Per finire, cerca dei fattori aggravanti: assenza di minzione, febbre o brividi. 

Esami e analisi complementari

L’esame citobatteriologico delle urine è sistematico. Questo permette di individuare un’eventuale sovrainfezione dell’urina.

Viene effettuato un dosaggio della creatinina nel sangue (proteina eliminata dai reni), per valutare la funzionalità renale globale.

Viene sempre praticata una radiografia standard dell’addome, in quanto permette di mettere in evidenza la maggior parte dei calcoli.

Generalmente, viene praticata anche un’ecografia renale e pelvica, in quanto può essere più precisa della radiografia standard per localizzare alcuni calcoli. L’ecografia permette inoltre di valutare la dilatazione renale e di individuare eventualmente una causa tumorale della vescica o della sfera ginecologica.

In alcuni casi, possono essere necessari alcuni esami radiologici più specifici (scanner a risonanza magnetica addominale e pelvico, urografia discendente).

Evoluzione della malattia

La principale complicazione dell’ostacolo renale è la pielonefrite (infezione del rene). La pielonefrite può a sua volta mutarsi in ascesso renale, setticemia (passaggio di batteri nella circolazione sanguigna) e shock settico (collasso degli organi vitali).

Una tensione eccessiva e prolungata del rene evolve verso la distruzione renale.

Un ostacolo delle vie urinarie, qualora interessi entrambi i reni, può generare un’insufficienza renale irreversibile.

La colica renale non va confusa con altre patologie

Vanno eliminate le altre cause del dolore renale: cancro del rene, cisti renali (che possono essere dolorose quando superano un certo volume).

Va esclusa una causa frequente di dolori lombari: l’artrosi vertebrale.

Va esclusa inoltre la possibilità di una patologia digestiva (appendicite, occlusione intestinale…) o ginecologica (gravidanza extra uterina, cisti ovariche...).

La cura della colica renale

Va distinta la cura della crisi da quella della causa.

La cura della crisi dev’essere cominciata prima ancora di stabilire la diagnosi definitiva.

Qualora non siano presenti fattori di gravità (febbre, brividi, assenza di minzione, dolori insopportabili, rene unico), il ricovero non è necessario ma il paziente deve rimanere a letto.

La cura prevede che il paziente si astenga dal bere durante il periodo doloroso e l’amministrazione di:

  • Medicinali analgesici a base di solo paracetamolo o associato ad altre sostanze quali il dextropropoxyphenum;
  • Medicinali anti infiammatori steroidei (betametasone) o non steroidei (ketoprofene) per bocca. Questi riducono la quantità d’acqua filtrata dai reni. La pressione nel rene e il dolore diminuiscono;
  • Alcuni antispasmodici (floroglucinolo) possono essere prescritti.

Quando la causa della colica renale è un calcolo, viene consigliato di bere in abbondanza non appena il dolore si calma.

In presenza di fattori aggravanti, il ricovero urgente è necessario per somministrare gli anti-infiammatori via flebo, nonché antidolorifici più forti (morfina) e per poter tenere sotto controllo eventuali complicanze.

La pielonefrite, l’anuria (assenza di urina nella vescica causato da un ostacolo bilaterale o unilaterale su rene unico) e l’assenza di reazione agli anti-dolorifici richiedono un drenaggio renale.

Il drenaggio renale viene praticato in sala operatoria. Consiste nell'applicare una sonda tra il rene e la vescica o a inserire una sonda nelle cavità del rene attraverso la pelle.

Lo scopo del drenaggio renale urgente è di diminuire la pressione intra-renale per salvare il paziente dalla distruzione renale e dallo shock settico.

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07/01/2015

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