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L'appendicite e l'intervento di appendicectomia

Un forte dolore alla parte destra del basso ventre ci porta automaticamente a temere di avere l'appendice infiammata. In Italia, l'appendicectomia è l'intervento chirurgico addominale più praticato: ogni anno vi si sottopongono circa 60mila persone. Facciamo luce su questa piccola parte del nostro intestino e sull'appendicectomia, l'operazione necessaria per asportarla.

L'appendicite e l'intervento di appendicectomia
© Getty Images

Che cos'è l'appendicite e quali sono i sintomi

L'appendicite è una forte infiammazione di una appendice del nostro intestino, situata all'altezza del tratto cieco dell'organo (in basso a destra). Questo piccolo pezzo di intestino può avere dimensioni variabili da persona a persona. Nella maggior parte dei casi misura dai 3 ai 10 cm ma può arrivare anche a 25. Anche la sua posizione all'interno dell'addome non è uguale per tutti: l'appendice può essere ascendente (quando sale verso la parte alta del ventre), discendente (quando scende a livello pelvico), mediale (quando si intreccia con le anse intestinali) e laterale.

A seconda della tipologia di appendice, i sintomi e la tipologia di intervento previsti per curare l'appendicite possono essere estremamente variabili.

L'appendicite ha dei sintomi molto chiari e facilmente individuabili. Il primo segnale di un problema a carico dell'appendice è il dolore, forte e costante. Il dolore non è sempre localizzato nella zona in cui l'appendice è collegata all'intestino ma, a seconda delle dimensioni e della tipologia dell'appendice, può iniziare in qualsiasi zona dell'addome. Spesso il primo fastidio viene avvertito nella zona dello stomaco e, dopo qualche ora o giorno, inizia a spostarsi verso la parte in basso a destra del ventre.

Un altro sintomo frequente è l'inappetenza totale, anche il solo odore del cibo comporta una sensazione di forte nausea. In questa fase è molto facile scambiare l'appendicite con un normale virus o problema gastro-intestinale. Se dopo qualche giorno il dolore non accenna a diminuire e compaiono vomito, diarrea o stitichezza e febbre, è necessario recarsi con urgenza dal proprio medico per un controllo.

Le cause dell'appendicite

L'appendice si infiamma quando la parte che la collega all'intestino viene ostruita. Il materiale che resta al suo interno inizia a decomporsi ed infettarsi, provocando un gonfiore via via più intenso.

Ad oggi sono state individuate tre possibili cause principali dell'infiammazione dell'appendice:

  • ostruzione da parte di un corpo estraneo (nocciolo, pezzi di plastica o carta)
  • ostruzione da parte di un parassita intestinale (nella maggior parte dei casi si tratta degli ossiuri)
  • ostruzione da parte dello stesso tessuto linfatico che avvolge l'appendice che inizia a crescere in maniera anomala

Talvolta però l'appendice può infiammarsi a causa di una infezione, di una malattia infettiva in corso o di un problema a livello genitale. In questo caso potrebbe non essere necessario ricorrere all'intervento di appendicectomia.

L'appendicite cronica o acuta: quando toglierla

L'appendicite può essere di due tipi: cronica o acuta

  • L'appendicite cronica non viene causata da un'ostruzione totale dell'appendice ma da una causa correlata come una malattia infettiva o una infiammazione generale dell'addome. L'appendicite cronica tende a ripresentarsi più volte ed a scomparire in pochi giorni se trattata con gli antibiotici del caso. Raramente viene eseguita una appendicectomia in presenza di una forma cronica.
  • L'appendicite acuta invece necessita di un intervento di appendicectomia in tempi rapidi, per evitare che l'appendice si rompa facendo fuoriuscire tutto il materiale infetto al suo interno nella cavità addominale provocando una peritonite.

L'intervento di appendicectomia

Una volta confermata la diagnosi di appendicite acuta tramite visite mediche specialistiche ed eventuali esami clinici (ecografia o TAC), occorre procedere rapidamente con l'intervento di appendicectomia. Spesso i medici che sospettano una appendicite in fase avanzata eseguono l'intervento di rimozione senza effettuare troppi test. Può quindi capitare di frequente che, al momento dell'apertura dell'addome, l'appendice risulti in perfetto stato. In questo caso viene quasi sempre tolta in via precauzionale, per evitare future infiammazioni.

L'appendicectomia viene effettuata in anestesia totale e dura circa 30 minuti, se non sopraggiungono complicazioni.

La moderna tecnica chirurgica di appendicectomia riduce al minimo i rischi correlati a questo intervento. Si tratta dell'appendicectomia laparoscopica, tecnica che consente di lavorare con piccole incisioni nella parte bassa dell'addome, che permettono di poter controllare tutta l'area sottostante ed individuare l'origine del problema, se l'appendice non si presenta ostruita. L'appendicectomia laparoscopica può essere eseguita anche durante una gravidanza, senza che essa comporti particolari rischi per la mamma o per il bambino.

Appendicectomia e convalescenza

L'intervento di appendicectomia laparoscopica prevede solitamente una convalescenza molto breve. In alcuni casi il chirurgo può decidere di ricorrere ad un drenaggio toracico post operatorio per evitare l'accumulo di liquidi all'interno della cavità addominale.

E' frequente invece che venga somministrata al paziente una terapia antibiotica tramite flebo, per scongiurare il rischio di un'infezione. Il ricovero post operatorio previsto per una appendicectomia senza complicazioni non supera mai i tre giorni di degenza. Se l'appendicite è invece sfociata in peritonite, i tempi del post operatorio sono più lunghi ma generalmente non superiori ai 7 giorni.

Una volta dimessi dall'ospedale occorre osservare almeno una settimana di riposo assoluto, cercando di limitare al minimo gli sforzi ed i movimenti. I tempi per la rimozione dei punti di sutura variano da persona a persona ma generalmente possono essere tolti a partire dal settimo giorno dopo l'intervento, anche dal medico di famiglia. Oltre alla rimozione dei punti, il medico effettuerà una piccola visita con palpazione per controllare il decorso post-operatorio. La convalescenza totale per una appendicectomia consigliata dai medici è di almeno 15 giorni, 30 per i bambini ed i soggetti con altre patologie (diabete, problemi cardiocircolatori o polmonari etc.)

Appendicectomia e dieta

Durante i primi giorni in seguito all'intervento di appendicectomia è necessario restare a digiuno, assumendo soltanto piccole quantità di liquidi. Sarà il medico stesso durante il ricovero post-operatorio a decidere quando sarà possibile ricominciare ad introdurre cibi solidi. Una volta tornati a casa invece occorrerà seguire una dieta specifica per il post appendicectomia per un tempo minimo di una settimana. La dieta prevede di consumare soltanto cibi in bianco e con pochi condimenti. Particolare attenzione deve esser rivolta alle verdure come i pomodori ed i peperoni, che possono irritare l'intestino ed alla carne rossa, che andrebbe evitata del tutto. I medici consigliano di mantenere una dieta leggera e povera di grassi per almeno un mese dalla data dell'appendicectomia, per consentire all'intestino un completo recupero.

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14/01/2014

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